Stavano camminando da diverse ore: la giornata splendida, il sole caldo ma non troppo e il suono dolce dell'Illinore invitavano a passeggiare, godendo appieno di quello che il luogo offriva. Ma a persuadere Idemar ed Erya a smontare da cavallo era stata la convinzione che avanzando veloci avrebbero perso la possibilità di cogliere indizi importanti della presenza degli Elfi.
Nonostante fossero entrambi affamati, non si sentivano stanchi e il loro umore era ottimo: sembrava impossibile essere tristi in quel luogo, dove il fluire dell'Illinore portava con sé ogni emozione negativa, lasciando nei cuori solo la speranza.
Le ore trascorrevano tranquille e veloci, e nulla faceva pensare che qualcuno avesse mai camminato in riva all'Illinore, prima di loro. La presenza degli Elfi, palesata dall'atmosfera, era negata dalla realtà.
Verso mezzogiorno giunsero in un punto in cui il fiume si addentrava in un bosco e, per quello che era dato loro di vedere, sembrava percorrerlo interamente.
Avrebbero potuto decidere di aggirare il bosco e di riaccostarsi al fiume in uscita, ma né Idemar né Erya erano convinti che fosse la soluzione migliore. L'Illinore non era solo un compagno di viaggio dalla voce piacevole e tranquillizzante: la sua presenza era diventata un punto di riferimento fondamentale. Finché si fosse trovato lì, accanto a loro, i due ragazzi avrebbero avuto la certezza di seguire la rotta giusta.
Idemar scrutò per qualche secondo il bosco; gli alberi, affusolati e dalle foglie con sfumature sorprendentemente brillanti, crescevano fitti, ed era impossibile volgere lo sguardo oltre i primissimi passi.
«Non si può dire che abbia un aspetto poco rassicurante»
«Già. Mi ricorda l'interno di Ilwyn» fece Erya. «Ma qui c'è qualcosa di più» le mancarono le parole per descrivere la sensazione che provava. Ilwyn all'esterno aveva un'aria spaventosa: nessun uomo sano di mente poteva decidere di avventurarvisi avendo la possibilità di evitarlo. All'interno, invece, il bosco era meraviglioso, con i suoi colori e suoni, e l'atmosfera calda e accogliente. Gli Isidrani erano un popolo gentile e simpatico, socievole e pronto ad accogliere chiunque non avesse cattive intenzioni. Invece il bosco che avevano di fronte aveva qualcosa di diverso.
«Non sono certa che saremo i benvenuti» disse infine, sforzandosi di dar voce a ciò che sentiva. «Il luogo è stupendo, ma ho la sensazione che gli estranei non siano accolti con gioia; c'è qualcosa di strano, una certa rigidità, se capisci quello che intendo»
Idemar capiva. C'era un che di altezzoso negli alberi che avevano di fronte: un potente re, di fronte ai propri sudditi, doveva avere proprio quell'espressione, rifletté.
«Sono maestosi, ma non pericolosi» il braccio non dava alcun segnale allarmante. «Credo che, con la dovuta cautela, possiamo proseguire senza incertezze»
Entrarono nel bosco, sempre tenendosi a un passo dal fiume che sarebbe stata la loro migliore guida, e furono presto sopraffatti dai colori. Gli alberi avevano tronchi e rami splendenti; alcuni parevano d'argento, ad altri il sole donava splendidi riflessi dorati che li facevano sembrare provvisti di luce propria. Non tutte le piante, poi, avevano le foglie totalmente verdi; ce n'erano con sfumature rosa, gialle, arancioni e persino di un azzurro delicato. Idemar si rese conto di non conoscere la maggior parte degli alberi che crescevano in quel bosco.
La voce dell'Illinore si era fatta più profonda, calda e dolce, fusa ai suoni del bosco: le chiome sussurravano mosse da una leggera brezza che Idemar ed Erya non avevano avvertito all'esterno, e invisibili uccelli gorgheggiavano attorno a loro.
Se al di fuori passeggiare era piacevole, dentro il bosco lo era ancora di più, e non costava alcuna fatica. Il tempo scorreva via, veloce quasi quanto il fiume bianco, e quando il sole cominciò a tramontare i due ragazzi erano ancora all'interno del bosco. Ne avevano sottovalutato le dimensioni, ma non era un grave problema; l'idea di trascorrere la notte tra quegli alberi non li preoccupava. Cominciarono a guardarsi attorno alla ricerca del luogo più adatto per riposare, ma non lo trovarono. Non ne ebbero il tempo.
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Il Cuore di Djinora
FantasiIdemar vuole scoprire il significato del segno che lo accompagna fin dalla nascita. Erya ha dovuto nascondere per tutta la vita le proprie capacità a causa della paura che quelli come lei - conosciuti con il nome di Diversi - infondono nella gente. ...
