45. INSEGUIMENTO

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Correva ormai da almeno un'ora ed era esausto. I Pukrob non accennavano a rallentare e lui li seguiva tenendosi a distanza di sicurezza, senza perderli mai di vista.

Era stato fortunato, perché nessuno aveva notato la sua partenza. I Pukrob avevano continuato a combattere contro Teanor, Meanir e Neagor, e lui era riuscito ad allontanarsi senza essere visto. Quindi era cominciato l'inseguimento, turbato da interrogativi e dubbi; perché avevano lasciato la battaglia? Perché avevano rapito Erya? Vedendoli attorno alla ragazza aveva creduto di averla persa per sempre. Che invece avessero lanciato il pugnale con l'intenzione di ferirla, non per ucciderla? Non si era aspettato una svolta del genere, non aveva alcun senso. Dove la stavano conducendo?

Aveva perso l'orientamento; i Pukrob non percorrevano la via, ma si muovevano nella pianura evitando le macchie di alberi, che fornivano protezione a Idemar.

La loro era una corsa con una destinazione precisa, che non li metteva in difficoltà, e sembravano conoscere bene la strada.

Idemar stava cominciando a temere che l'inseguimento non gli concedesse soste quando, infine, i Pukrob si fermarono a ridosso di un piccolo bosco. Vide uno di loro gettare a terra un fagotto, e con un tuffo al cuore comprese che si trattava di Erya.

Si avvicinò cautamente, nascosto dagli alberi, finché riuscì a mettere a fuoco la scena. I Pukrob si erano seduti in cerchio e stavano mangiando. Erya era immobile, e Idemar temette il peggio, vedendola stesa sull'erba, mani e piedi legati. Poi gli parve di notare, con sollievo, un piccolo movimento, segno che era viva. Ma cosa poteva fare per aiutarla?

Sempre stando nascosto tra gli alberi fece qualche passo avanti. Se solo fosse riuscito a farle capire che era lì, che non l'aveva abbandonata!

Procedeva lento, un passo dopo l'altro, temendo di essere avvistato; non poteva permetterselo, sarebbe stata la fine.

I Pukrob furono più veloci di lui. Si alzarono assieme, costringendolo ad appoggiarsi al tronco di un grosso faggio per non essere visto, e uno di loro afferrò Erya come se fosse un sacco, gettandosela sulle spalle. Idemar rabbrividì e, mentre sentiva il braccio prudere, scoprì di essere furioso. Avrebbe voluto afferrare il bastone e far scomparire tutti i Pukrob, ma l'esito della battaglia gli aveva insegnato che non era in grado di proteggersi dagli effetti della potenza del Cuore di Djinora.

L'energia che sprigionava era difficile da controllare, e lo diventava sempre di più con l'aumentare del numero dei nemici verso i quali la indirizzava. Se avesse attaccato l'intero gruppo di Pukrob con ogni probabilità sarebbe stato sopraffatto dal potere della sfera, senza contare che avrebbe messo in grave pericolo la stessa Erya. Non poteva correre questo rischio.

Per il resto della giornata continuò l'inseguimento, avendo sempre cura di non avvicinarsi troppo ai Pukrob. Il suo cervello era al lavoro, in cerca di un piano per aiutare Erya. Sapeva infatti di doverla liberare al più presto, perché non conosceva le intenzioni dei rapitori e la ragazza sembrava priva di sensi, cosa che lo faceva temere per la sua salute.

Il sole cominciò a calare alla sua destra, e comprese con maggior chiarezza che i Pukrob si stavano dirigendo verso sud. Prima o poi avrebbero incontrato il corso del fiume Terwen, se avessero proseguito in quella direzione. Il sole scese e finalmente i Pukrob si fermarono. Scaricarono Erya per terra e si sedettero di nuovo in cerchio per consumare un pasto. Anche Idemar mangiò qualcosa in fretta, senza distogliere lo sguardo dal gruppo di Pukrob e da Erya, che giaceva immobile.

Aveva riflettuto a lungo prima di prendere la decisione definitiva, e ora si sentiva pronto. Molte cose potevano non andare come sperava, probabilmente troppe. Eppure doveva tentare. Anzi, doveva riuscirci, perché riuscirci significava salvare Erya. La posta in palio era elevata: se i Pukrob l'avessero fermato certo la sua fine sarebbe stata questione di attimi, e allora la sua missione sarebbe terminata prima ancor di cominciare. Ma la profezia degli Elfi gli appariva poco importante, in quel momento; ciò che contava era liberare Erya.

Il Cuore di DjinoraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora