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Compose il numero e la chiamò.
Dopo tre squilli rispose. "Ly." Esclamò Arianna.
"Ari."
"Dio, quanto tempo aspettavo una tua telefonata, come sta?" Chiese l'amica.
Alya sorrise tra le lacrime.
"Sto bene, ho avuto il permesso e ..." Si asciugò le lacrime. "...non sai quanto ho aspettato questo momento Ari, mi manchi tanto." Esclamò Alya.
"Anche tu Ly. Ma aspetta, hai avuto il permesso? Ma dove stai dormendo?"
"Da mia zia. Dio Ari, ti devo raccontare tantissime cose e..."
"Ly, perdonami devo andare. I miei stanno salendo a casa."
"O...okay io..." Attaccò.
Sua zia la guardò. "Beh? Che ti ha detto?"
"Che...che stanno salendo i suoi in casa."
"Ah."
La ragazzina fece un mezzo sorriso.
"Ma sono felice di averla sentita, almeno per un pochino."
Sua zia sorrise, era felice solo se Alya lo era.
Rimasero qualche altro minuto lì, intanto Alya si mangiò il delizioso muffin, come sempre se lo divorò tutto.
"È strabuono!" Commentò la ragazzina.
Il cellulare della zia vibrò, guardò lo schermo e glielo porse alla ragazzina.
"Per te , tesoro." Esclamò la donna.
Alya aprì il messaggio. "Ly, scusami! Vediamoci stasera , i miei sanno che esco con degli amici. Ti voglio bene ."  Alya lesse il messaggio e guardò la zia.
"Beh, che succede?" Le chiese.
"Vuole che ci vediamo, ma io..."
"Vai amore. Ti ci porto io." Esclamò sua zia.
Alya sorrise. "Grazie."
Decise di rispondere al messaggio.
"D'accordo, dove ci vediamo?"
"Dammi l'indirizzo di tua zia, vengo da voi."
Alya guardò sua zia. "Zia, può.. può venire a casa Ari?" Le chiese .
"E me lo devi chiedere? Certo che sì amore." Alya le sorrise.
Le due amiche si misero d'accordo e infine la giornata passò in fretta.
La sera arrivò, Alya uscì dal bagno, aveva fatto una doccia rilassante, stava aspettando la sua migliore amica, intanto sua zia era fuori casa, stava lavorando, finiva la sera tardi.
Il campanello di casa suonò, Alya andò al citofono e aprì alla sua migliore amica. Quando la vide davanti alla porta d'ingresso , si buttò tra le sue braccia.
"Ari."
"Ly, dio mio quanto mi sei mancata..." La fece entrare. Arianna si guardò intorno.
"...wow é proprio un gioiellino questo appartamento! E tua zia? La voglio conoscere! Come stai? Ma sei dimagrita un botto Ly, stai mangiando?" Chiese a raffica Arianna.
Alya si mise a ridere. Era felice di rivedere la sua migliore amica, anche le sue mille domande le erano mancate.
"Tranquilla sto mangiando!" Esclamò Alya.
Le due amiche si sedettero sul divano. Parlarono di tutto.
"Pensavo che l'avevi buttato il fazzoletto." Esclamò Arianna.
"No, non l'ho buttato, solo che ho fallito nel trovare un dannato cellulare all Ipm. Volevo chiederlo a Ciro, ma lui è così stronzo che..."
"Aspetta , chi è Ciro? È carino? Da dove viene? Oddio, non mi dire che ..."
"È uno stronzo arrogante, mi stava per picchiare e..."
"Ti stava per picchiare?"
"Beh, ecco è...è un po' lunga come storia." Esclamò Alya.
"Ly, sputa l'osso."
Alya non fece altro che raccontarle il tutto che è successo.
"E così, ho perso l'occasione di ottenere un cellulare." Esclamò Alya.
"Ho capito! Vi piacete ma lui vuole star lontano da te, per chissà quale motivo." Era molto brava a capire le situazioni Arianna.
Alya la guardò confusa. "Ari, tra me e Ciro non c'è un bel niente! Non potrò mai avere una relazione amorosa con un tipo del genere ..." Poi pensò al suo ex. "...cioè , mai più! Mi stava per mettere le mani addosso e per quanto sia bello, come ragazzo, è meglio lasciarlo perdere. Ha ragione Nad, lei lo conosce meglio di me e..."
"Chi è Nad?" Chiese Arianna.
"È la mia compagna di cella, ho fatto subito amicizia con lei." Esclamò sorridendo.
Arianna guardò Alya, da una parte le faceva piacere che la ragazzina stava bene, da l'altra, le mancava da morire. La vedeva cambiata. Non era più la sua dolce amica Ly. Non le vedeva nulla di negativo, anzi, la vedeva più adulta.
In quel momento arrivò sua zia.
"Ciao amore, sono a casa." Esclamò la donna, che poi si voltò e vide Arianna. Sorrise. "Zia, lei è la mia migliore amica Arianna." Esclamò Alya.
Arianna sorrise alla zia. "Piacere."
"Ciao tesoro, io sono sua zia. Come stai, tutto bene?"
"Sì,grazie." Rispose Arianna sorridendo.
La serata passò tranquillamente, Arianna tornò a casa sua. Alya andò a dormire.
Il giorno seguente, Alya e sua zia andarono per negozi a fare shopping.
L'attenzione della ragazzina era su un abito a tubino senza bretelle, con lo scollo a cuore e di colore nero brillantinato. Si ricordò della notte più brutta della sua vita, delle parole che quel demone del suo ragazzo le aveva detto, di come alla fine è andata nei peggiori dei modi. Un momento tatuato nella sua mente, un momento brutto della sua vita, si sentiva in colpa per come era andata, si era sporcata le mani di sangue del suo aguzzino.
Rimase lì per qualche minuto, non riuscì a respirare. Sua zia se ne accorse.
"Alya..." La ragazzina aveva le lacrime agli occhi. "...amore che hai?" Le chiese .
"Zia, perdonami, portami fuori da qui, ti prego." Rispose singhiozzando.
La donna non se lo fece ripetere un'altra volta. Andarono fuori dal negozio. Sua zia la guardò preoccupata. "Amore, che cosa succede?" Le chiese.
"Mi...mi sono ricordata di quella notte, zia mi ...mi sento uno schifo io non ..." La donna l'abbracciò.
"Amore mio, calmati tesoro." Sua zia la tenne tra le sue braccia, poi decise di portarla in un bar a bere una cioccolata calda. Alya un po' si era calmata, ne parlava poco di quello che era successo, si sentiva in colpa e si era rovinata la vita per un dannato raptus che aveva avuto.
La giornata trascorrò un po' più tranquilla, zia e nipote passarono il pomeriggio a guardarsi film e mangiare schifezze sul divano.
"Ho un idea." Esclamò la donna.
Alya la guardò. "Che idea, zia?" Le chiese.
"Stasera ci facciamo belle e andiamo a mangiarci un pizza." Esclamò la donna.
Alya la guardò sorridendo. "Beh, anche se è tutto il pomeriggio che mangiamo, alla pizza non si dice no." Esclamò Alya.
"Ti dò la piena ragione, nipotina." Esclamò sua zia.
"Bene..." La ragazzina si alzò dal divano. "...allora io vado a farmi una doccia, così poi usciamo. " Esclamò Alya.
"Vestiti elegante tesoro, ti porto in un posto meraviglioso." Esclamò sua zia.
Alya andò in bagno, si spogliò ed entrò in doccia. Rimase sotto l'acqua calda per lunghi minuti, era così rilassante che desiderava così tanto rimanere per ore. Ma l'ora di uscire si fece in fretta, così prese l'accappatoio e si asciugò. Aveva optato per un pantalone nero ad alta vita e una maglia attillata che evidenziava le sue perfette forme, che agli occhi della ragazzina non le vide così perfette. Decise di truccarsi leggera, con un semplice mascara e un rossetto marroncino. Era pronta, ci aveva messo poco a prepararsi, tipico di lei. Uscì dal bagno e andò in sala, sua zia ancora si stava preparando e così l'aspettò sul divano.

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