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Alya si trovò in cella da sola, aveva appena saputo dalla direttrice della messa in prova, era felice da una parte, era più libera e magari si sarebbe dimenticata del ragazzo.
"Ué ..." Silvia era alla soglia della cella.
"...c'è posta per te, nennella."esclamò Silvia sorridendo.
"Davvero? E da chi?" Chiese la ragazzina.
Silvia la guardò e sorrise. "È anonimo. Hai un ammiratore segreto, picciré." Esclamò la ragazza.
Alya ridacchiò poi si fece subito seria.
"Stai scherzando, vero?" Chiese.
Silvia scosse la testa. "No amò, è proprio anonimo ... " Le porse una lettera. "...non c'è nessun nome."
Alya prese la lettera e l'aprì.
Non riuscì a capire chi era.
La lesse, era una lettera con paroli dolci e significative.
Magari è uno scherzo! Pensò la ragazzina.
"È molto dolce, ma non so se è qualcuno che mi vuole prendere in giro oppure..." In quel momento arrivò Nad, che si buttò sul suo letto.
Era strano che era in silenzio.
"Nad, che ti succede?" Chiese Silvia.
"Mio padre!" Rispose la ragazza.
"Che ha combinato ora?" Chiese Silvia.
"Solita storia Silvié. La direttrice mi ha detto che tra un mese sarò libera, ma io non voglio tornare dai miei." rispose la ragazza.
"Vieni a vivere da me." Esclamò Alya.
Nad la guardò. "Da te? E come facciamo, i miei non mi lasceranno in pace! Quando sarò libera , si faranno trovare davanti all'istituto..." Sbuffò. "...è meglio non parlarne più. Che cosa mi raccontate voi?" Chiese la ragazza.
"Aah, Alya ha un ammiratore segreto." Esclamò Silvia, facendo notare alla ragazza la lettera che ha tra le mani la ragazzina.
"Jaaa, e che ti ha scritto?" Chiese Nad.
Alya porse la lettera alla ragazza che la lesse e sorrise.
"...ma è dolcissimo! Ma come farai a rispondergli?"
"Non ...non so se gli risponderò." Esclamò Alya.

                                  ***
Le ragazze entrarono nella sala ricreativa, Alya si sedette sul solito divano, stava aspettando Carmine che arrivò dopo qualche minuto, insieme agli altri ragazzi.
"Ué." Esclamò il ragazzo.
La ragazzina gli sorrise. "Ehi, allora? Come stai?" Chiese Alya.
"Bene ..." Il ragazzo ricambiò il sorriso. "...domani Nina ha un altra ecografia e la direttrice mi ha finalmente dato il permesso." Esclamò il ragazzo.
Alya lo abbracciò. "Sono così felice per voi." Esclamò la ragazzina.
A qualche passo tra loro , c'era lui che stava osservando tutta la scena, notò la ragazzina che sorrise al ragazzo e gli accarezzava la guancia, quel gesto fece innervosire ancora di più Ciro.
"Cirú, allora non giochi?" Chiese Totò.
Ciro incrociò lo sguardo del rosso, lo guardò male, anche se non aveva fatto nulla.
Ma in quel momento ce l'aveva con il mondo intero.
"Statt zitt." Esclamò Ciro in modo arrogante.
Totò non disse più una parola, sapeva molto bene con chi aveva a che fare, conosceva molto bene il soggetto ed era meglio stare in silenzio, quando era in quelle condizioni.
L'ora ricreativa passò infretta e Alya salutò Carmine, dandogli un bacio sulla guancia.
Ciro strinse i pugni, Edoardo lo notò e gli mise una mano sulla spalla per tranquillizzarlo, ma tutto fece che tranquillizzarlo. "Cirú, non bisogna far tarantelle, ca'dint." Esclamò il ragazzo.
"Levame e' ma nguoll." Esclamò Ciro.
Edoardo fece come gli aveva detto.
"Forza fanciulle, in cella!" Urlò una guardia.
Le ragazze si misero in fila.
Ma Ciro non c'è la fece più, doveva parlare a tutti costi con la ragazzina, così la prese per un braccio e la portò in un punto cieco, dove nessuno poteva vederli.
La ragazzina si trovò contro il muro, e davanti a sé , il ragazzo che le aveva fatto perdere la testa.
"Ma io dico, sei impazzito?" Chiese la ragazzina guardandolo male.
"Puortame rispetto." rispose il ragazzo.
Alya incrociò le braccia, non ci stava più, si era promessa che nessuno e soprattutto lui, si doveva permettete di farle del male.
"Il rispetto te lo devi guadagnare." Rispose fredda la ragazzina.
"Ah sì? E chi cazz sì per dirmi cosa devo o non devo fare? Ti ricordo che sono importante qui dentro e anche fuori da qui." Esclamò Ciro con tono arrogante, cosa che fece innervosire ancora di più la ragazzina.
Chi si crede di essere?
"Stai cercando di manipolarmi, Ciro?" Chiese la ragazzina.
"Che cazz ci fai co o' piecr?" Chiese il ragazzo, ignorando la domanda della ragazzina.
"Non chiamarlo così." Esclamò Alya, guardandolo male.
"Io lo chiamo come cazzo voglio. Te ne sei innamorata?" Chiese il ragazzo.
Alya lo guardò sbigottita.
"Che diavolo ti interessa a te?"
Magari, perché è geloso? Scacciò subito la sua inutile domanda, ricordandosi che le aveva detto che non gli importava nulla di lei.
"Devo andare." Esclamò la ragazzina.
Fece per fare un passo ma il ragazzo la trattenne.
"Tu non vai da nisciuna parte. Mò mi rispondi." Esclamò il ragazzo.



Ehilaaaa, com'è? Tutto bene?
Sono le 3.48 del mattino, come al mio solito pubblico in orari incomprensibili. 😂😂😂.
Perdonatemi por mi vida loca lochissima. 🥴🥴🥴 Okay, forse è meglio che vado a dormire che i miei poveri occhi si stanno chiudendo automaticamente.
Aggiornerò presto presto.
🌹 Robertina.

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