Ritorno a casa, asciugandomi le lacrime prima di entrare e fingere che va tutto bene.
Perché si insomma,
se va tutto bene, non va bene.
se va tutto male, be' è abitudine.
Quindi è meglio fingere niente, che dire le cose come stanno.
"Come è andato il corso?" Mi chiede mia madre appena entrata. "Hai fatto una bella figura?"
"Non sono mica andata a fare un concorso di bellezza"
"Bisogna fare bella figura ovunque si vada".
Lascio perdere e salgo in camera.
Vorresti trattarmi come un trofeo.
Mostrarmi a tutti, perfetta.
Ma io non sono un trofeo.
E sono distrutta.
Ma proprio non lo capisci, eh?
"Generazione bruciata" la sento dire dall'altra stanza.
Ho sempre odiato mia mamma quando dice che la mia generazione è bruciata rispetto alla sua, ma soprattutto odio quando mi rinfaccia che sono una di loro, perché io voglio proprio solo distinguermi. E non capisco bene perché la sua dovrebbe essere migliore, se tutti quelli di cui sono circondata sono figli dei suoi coetanei. E poi non sopporto quando mi divieta di uscire e andare ovunque quando si mette in testa di fare la mamma modello, ma poi quando esco neanche se ne accorge oppure mi racconta che quando era piccola lei non era mai a casa. Non la sopporto proprio quando fa l'incoerente e quella che deve per forza dettare legge. Ormai ho una certa età, vorrei solo capire com'è il mondo la fuori, perché quello che ho visto fino ad ora non mi piace e voglio vedere se fa tutto veramente schifo o è solo la metà dove sto io. Ma ogni volta c'è sempre un ostacolo che si presenta davanti e io divento improvvisamente una neonata ad un concorso di bellezza per ventenni e ovviamente perdo all'inizio, ma mia madre per dire continua ad iscrivermi imperterrita nonostante perda sempre. Non mi lascia proprio andare al parco giochi a giocare, meglio andare a perdere. E io mi sento una perdente. Mi sento sempre una perdente che non ha neanche una possibilità di farsi valere, per questo cerco vie alternative o mi autocommisero sin da subito di non valere abbastanza.
"Ah.. mamma?"
"Che c'è?"
"Ma papà è tornato?"
"No"
"Ma neanche quando non c'ero? È da ieri che mi avete detto del corso che è fuori casa.."
"Ho detto di no"
"E dov'è andato?"
"Non lo so" mi dice alterata.
"Okey mamma" le rispondo con tono pacato.
Si, questa è la generazione non bruciata.
D'improvviso penso che non c'è nessuno più felice, di chi sorride fingendo di esserlo, insomma più fai finta che un problema non esista più vivi meglio e lei credo stia facendo proprio così, 'lui non esiste, non c'è nessun problema, credici anche tu', però io non ci credo e le ricordo che il problema si deve affrontare senza nascondersi sempre dietro ai muri. Un giorno uscirà dal muro, ha solo bisogno di un pó di forza.
E per quanto riguarda me, be dal muro sto uscendo più spesso, infatti sono pronta a raccontare a Gaia anche di quello stupido corso che ho fatto oggi e che di solito ai miei amici eviterei di raccontare perché è stata un'esperienza molto imbarazzante.
Si, vorrei tanto essere diversa : vorrei avere sempre qualcosa da dire senza starci troppo a pensare, ma ho capito che questo accade solo con poche persone e mi riesce meglio parlare solo di cazzate. Giá, io sono esattamente quella persona che ti accorgi che non c'è, solo quando se ne va. Io sono quella che con alcune persone faccio un casino tremendo e con altre resto in silenzio. Io sono quella con le emozioni scritte in faccia e quella che le emozioni più forti le tiene dentro. E soprattutto sono quella che se non mi sento a mio agio posso anche stare zitta per tutto il tempo.
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Addio fottuti pensieri
Romansa[STORIA COMPLETATA] {Lesbian Story} [In questa storia sono presenti molti pensieri, spero non vi annoi] Beatrice é una ragazza che é stanca della sua vita, odia la sua solita monotonia, non sopporta la sua famiglia e la scuola che frequenta. Per s...
