(30) Primo appuntamento?

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Ho solo una confusione terribile in testa e vorrei solo gridare 'basta', mentre vado da Gaia.
Lei appena mi vede, mi abbraccia, non mi mette subito la lingua in gola e apprezzo ciò perché vorrei capire anche io se provo qualcosa o no.
Camminiamo al freddo, sento il suo sguardo addosso.
"Entriamo in questo bar" mi dice.
"Vuoi qualcosa da bere?" Mi domanda mentre entriamo.
"Un tè alla pesca"
"Ok, dovrei avercelo un euro".
Cerca nella tasca del giubbotto.
"Oh eccolo"
"Se lo sapevo mi portavo i soldi"
"Tranquilla, offro io"
"Okey va bene"
Lei va dal barista, prende il mio tè e poi ci sediamo ad un tavolo.
Io inizio a bere, lei mi fa "mo ti inizio a fissare". Trovo la situazione divertente e imbarazzante, ma non sto così male con lei.
"Ti posso graffiare?"
"Cosa?"
"Il braccio"
"Con le unghie?"
"E con che cosa se no?"
"Si, puoi"
e il mio braccio graffiato diventò.
Finisco il tè e poso la mia mano sulla sua.
"Usciamo fuori?" Mi chiede.
"Okay"
"Vai te a pagare, ho paura che costi di più"
"Ah, ottimo"
Vado dal barista.
"Dovrei pagare il tè"
"2,50€ prego"
"Sta minchia"
"Scusi?"
"Nulla, solo che ho solo 1€"
"Davvero?"
"E non pensavo costava così tanto"
"Vabbè solo per sta volta"
"Grazie" dico. 'Non ci entrerò più in sto bar' penso ed esco fuori con Gaia.
Camminiamo un pò e poi ci sediamo su una panchina, non so come, ma poco dopo me la ritrovo seduta addosso.
Ha la sua testa sulla mia spalla e la situazione non è così male perché mi fa tipo da coperta, quindi non sento freddo.
Ogni tanto mi stringe di più e faccio lo stesso.
Forse non sono mai stata amata davvero ed è per questo che non so più cosa vuol dire essere innamorati.
Dopo un po' mi decido a darle dei baci sulla guancia e lei fa lo stesso.
Mi sento un ebete a non provare a darle nemmeno un vero bacio.
E intanto lei giustamente mi da dei schiaffetti in faccia, mi fa il dito medio e mi fa, addirittura, mangiare i suoi capelli quando si appoggia a me.
Ottimo direi.
Poi Gaia si alza in piedi e si mette davanti a me.
"Hai presente quando la gente compra un nuovo cellulare è felice e lo tratta con cura, ma poi inizia a non importargli nulla e vede tutti i difetti che con la nuova generazione sono stati apportati e lo butta? io mi sento quel telefono buttato." Dico guardando Gaia negli occhi.
Lei non dice nulla e mi fa cenno di continuare.
"Sai, quando leggi un libro e il bello non arriva mai. Ti stufi di leggerlo, ma magari il bello arriva proprio alla fine. Sai, non avrebbe tanto senso un libro che inizia dal bello, perché poi il resto del libro, sarà un disastro e finirà male. Tutti, però, vogliono il bello subito ed è questo che li frega. Invece io, sto vedendo il dolore dritto in faccia, ma il bello non lo aspetto, voglio stupirmi quando arrivata all'ultima pagina, cambia tutto e la felicità mi travolge dal nulla." Continuo.
"Ma te sto libro proprio non lo apri" mi risponde.
Ed è lì che capì che era ora di andare.
Non sopportavo più di essermi spenta.
Non sopportavo più di essere ritornata debole e quindi mi misi a correre.
Volevo riniziare dove avevo mollato.
'Ci sarà sempre qualcuno meglio dell'ultimo e se non lo trovi, sarai te, il meglio.' Mi dissi per cercare una ragione della mia fuga improvvisa :
Anche se non aveva senso fuggire,
anche se forse era bello restare,
ma perdersi per poi non tornare,
era il solito modo per morire.

Addio fottuti pensieriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora