▪Caroline
Oggi inizio un gruppo con la scuola, sono felice perché amo conoscere delle nuove persone.
Ci ritroviamo in palestra e siamo in 32.
Non mi aspettavo cosi tanti.
Le coordinatrici del peer educator, un corso dove poi andremo nelle prime proporrendo delle attività da fare in classe, si occupano prima di far fare gruppo noi. Non ci conosciamo tutti, anzi io non conosco nessuno di queste 30 persone.
"Allora il primo gioco consiste nel mettervi a coppie : avete 1 minuto di tempo per raccontarvi all'altro e poi davanti a tutti, a turno, racconterete in prima persona ciò che vi ha detto".
La cordinatrice mi mette con un'altra ragazza, "mi chiamo Rosa, ho 16 anni, mi piace leggere, vado bene a scuola" e la ragazza continua a parlare, poi mi racconto anche io.."mi chiamo Caroline, ho 16 anni, mi piace leggere, ma a scuola non sono proprio una secchionam..", le coordinatrici poi
stoppano e iniziano a mandare al centro le coppie ad una a una. Rosa si ricorda tanto di me e lo dice con scioltezza davanti a tutti, io non riesco a starle dietro, devo impegnarmi di più la prossima volta.
Finito questo gioco di conoscenza ci risediamo sui tappettini.
"Il secondo gioco è : ora vi passerò un foglio su cui scriverete il vostro nome, poi vi alzarete tutti e andrete a cercare quella persona che il nome inizia con una lettera del vostro nome, questa vi dirà 3 cose, due vere e una falsa, se riuscite ad indovinare quella falsa, potete scrivere il suo nome sul foglio.
Mi alzo, un po' incerta, a chi chiedere, quando mi si presentano spontaneamenre 3 ragazze davanti. Una di queste mi fa "allora 3 cose : gioco bene a calcio, mi piace chimica, mi piace leggere", vado in panico. "Forse che sai giocare bene a calcio?" Tento. "Si, esatto. Puoi segnare il mio nome sulla r del tuo nome, mi chiamo Roberta".
"Apposto".
Il gioco continua e riesco a completare tutto il nome inserendo quello degli altri.
Dopo qualche minuto il gioco viene stoppato.
"Siete riusciti tutti a completare il nome?"
Alcuni dicono di no e altri di si.
"Vi è piaciuto questo gioco?"
Tutti rispondono di si.
"Ora vi numero a tutti con un numero, vi dovete mettere di fronte alla persona che avrà il vostro stesso numero, sarà il vostro gemello".
Sono il numero 19 e mi si pone un ragazzo davanti a me che mi saluta in modo super felice "hey ciaooo".
"Hey".
"Ecco, ora che avete tutti il vostro gemello davanti, dovete prendere la mano della vostra persona a destra e a sinistra, formando una catena."
Ci stringiamo le mani, con un po' d'imbarazzo.
"Ora dovete iniziare a seguire correndo le persone della vostra catena restando uniti, al mio stop vi staccherete e dobrete cercare il vostro gemellom una volta individuato sedervi per terra, schiena contro schiena, intrecciando le braccia nel fianco."
Il gioco inizia : la mia catena corre come una pazza, già è difficile starle dietro, figurati restare uniti. Sentiamo lo stop e ci stacchiamo le mani. Essendo una catena la metà di noi, mi ritrovo 15 persone che corrono disperate nella mia direzione in cerca del proprio gemello. Io l'ho già perso di vista, sono proprio bravissima a questo gioco.
Ad un certo punto mi sento afferrare e mi butto a terra. È andata bene, mi ha trovata lui stavolta. Il gioco continua e viene eliminato chi non riesce a trovarsi.
"Ragazzi per oggi finisce qui, vi siete divertiti oggi?"
"Tantissimo"
"Avete capito cosa è la peer educator?"
"Più o meno"
"Voi sarete i peer, sarete divisi in gruppi e proporrete queste attività alle classi per far capire meglio cosa è il bullismo e altri problemi che ci possono essere in classe"
Trovai fosse una cosa molto carina da fare, essere d'aiuto a chi lo cerca.
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Addio fottuti pensieri
Romance[STORIA COMPLETATA] {Lesbian Story} [In questa storia sono presenti molti pensieri, spero non vi annoi] Beatrice é una ragazza che é stanca della sua vita, odia la sua solita monotonia, non sopporta la sua famiglia e la scuola che frequenta. Per s...
