35 Ultima conversazione

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"Hey" faccio a Cristina.
"Ciao Tommy"
"Non sei felice di vedermi, vero?"
"Non so, te?"
"Io ovvio che volevo vederti, se no non avrei insistito così tanto. Peró pensavo volessi vedermi anche te. Speravo volessi abbracciarmi sul serio. Il fatto è che mi manchi ancora. Ancora e ancora. Oramai sono sempre solo triste."
"Sarai per sempre triste?"
"Sarò mai felice?"
"Non lo so"
"Mi manchi"
"Ti manco?"
"Si, mi manchi"
"Ti manco..."
"Mi manchi e non ci sei mai. Se non ti vedo, impazzisco"
"Forse mi manchi anche te"
"Te mi manchi pure se ti ho davanti"
"Come ti faccio a mancare se mi hai davanti?"
"Quando il tuo sguardo si posa sugli altri, mi manchi"
"Non significa niente"
"E così che mi hai lasciata andare"
"Scusa non posso più piangere. Hai presente quando ti dicono la frase 'piangi sarai più bella'? Ecco, la tipica frase di chi non sa cosa dire. Ho pianto troppo, sono ancora un disastro."
"Non sei un disastro e non ti dirò mai una frase così stupida. Te invece hai presente quando ti dicono 'hai un cuore grande'? Ecco, io come vuoi che mi senta se nessuno è felice di entrarci?"
"Te puoi non essere triste quando sei con me?"
"In che senso?"
"Io sono qui di fronte a te, non sei da solo ora, ok? Non sei da solo e ci sono io con te, capito? Non essere triste, ti prego"
"So già che quando non ci sarai io cadró a pezzi"
"Ti scriverò per tenerti compagnia"
"Non basta se ti voglio sempre qui"
"Scusa, troverai qualcun altro. Ci sono tante persone"
"E se il mio vero problema fosse che sto bene solo quando sono tra le persone, ma sono spesso solo? È che quando sono solo, ti cerco? E se non ti trovo, mi faccio del male?"
"Prometti che non lo fai più"
"Te lo prometto"
Il giorno dopo già se ne era andata, ma io l'avevo promesso.
Continuavo a guardare quel segno che avevo, quasi come fosse stato un tatuaggio. Invisibile agli occhi degli altri come ero io, essenziale per me per sentirmi ancora vivo.
Era una prospettiva, non lo faccio più.
Non lo cerco più da quando c'é stata lei, l'avevo dimenticato.
É capitato di rincontrarlo sul mio corpo per sbaglio, con uno sguardo.
Mi sono sentito a pezzi.
Volevo essere un po' felice, ma forse è qualcosa di cui non sono in grado. È il mio passato ritorna frammentato, lo odio. Mi odio così tanto.
Lo so, lei era convinta che le persone a cui tieni di più sono quelle che ti fanno più del male, per questo non tengo a nessuno e sto spesso da solo.
Proprio una volta che ero da solo a scuola, camminando per le scale persi l'equilibrio. Saltai completamente gli ultimi scalini cadendo di peso su un piede.
Quanto mi odiai. Ero steso a terra, faceva un male cane. Non c'era nessuno a raccogliermi. L'intervallo era finito, un professore mi aveva trovato e aveva chiamato la bidella. Ancora steso a terra, piangevo. Immaginavo che qualche mio compagno avrebbe notato la mia assenza, avevo sperato che a qualcuno importasse se io ero vivo o stramortito su quelle fottute scale, invece scoprì che tutti avevano riso di me, che mi avevano dato del deficente. Ti rompi una volta, non ti aggiusti più. Era solo una storta, ma ero su quell'ambulanza e pensavo 'chissà se per sbaglio sarei caduto dal secondo piano.. anche lì sarei stato una deficente?'.
Da lì iniziò il periodo più brutto della mia vita. Non so bene poi quando ripresi la situazione in mano, ma ci penso spesso : quante altre cose mi torneranno in mente a devastarmi?
Lei era l'unica che calmava i miei brutti pensieri.

Addio fottuti pensieriLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora