(25) Svalutarsi

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Dopo scuola, ancora prima di tornare a casa, vado al parco ad aspettare Gaia.
Ho bisogno di un suo confronto anche oggi.
"A te cosa ti anima : rabbia o tristezza?" Incomincia lei.
"La tristezza mi neutralizza, mi distrugge.
Per questo preferisco la rabbia, la rabbia mi accende. Ogni volta che fallisco mi dico :
Hai già smesso di provarci?
Non riesci a vedere una via d'uscita?
Muoviti, alzati.
Un fallimento non è niente.
E vado avanti.
La tristezza mi uccide e basta"
"Continua, mi piace questo argomento"
"Molte volte è vero sono piu felice da invisibile. Nascondersi dagli altri è uno scudo. Sai, quando ti prendono in giro e le persone  che stanno dalla tua parte ti dicono 'solo gelosia' e tu pensi  'geloso di me? Figurati', ecco : io non mi sento mai abbastanza, mai all'altezza delle aspettative.  Mi voglio sempre diversa da quel che sono, ma alla fine non cambio mai. E a volte sai,  ho bisogno di buttarmi giù perché così poi mi viene proprio voglia di ritirarmi su. Lentamente, ma con la testa alta. Quella voglia di farmi vedere superiore anche se dentro crollo. Sono un po' così da un lato fuggitiva dall'altro tagliente. Puoi vedermi piangere, poi  insultarti e  poi piangere di nuovo perché mi sento in colpa, oppure senza lacrime vedermi andare via voltandoti le spalle. Solo che queĺlo è l'unico caso in cui non sono una latitante come sempre ed è forse il momento migliore : quando non mi nascondo e metto l'orgoglio, quando anche con il cuore in mano resto sincera con me stessa e capisco che è meglio andarsene e il meglio sta proprio quando lo faccio per non soffrire più."
Finisco il più complicato discorso della mia vita e sono proprio curiosa se anche questa volta Gaia mi ha capito. Si, ho questo difetto, quando parlo di me non riesco a parlare in modo fluido, le frasi sono spesso confuse e mi inceppo su alcune parole in realtà molto semplici, passo da un discorso all'altro, unisco ricordi vari che, naturalmente, l'ascoltatore non conoscendo questi eventi si perde nel discorso e la tipica sensazione è che nessuno mi capisca, capisca quel che dico o faccio. Capisca ciò che mi fa bene e ciò che mi fa stare male, in sintesi mi sento incompresa  sia quando parlo sia quando sto zitta, e in questa piccola pausa di silenzio sono straconvinta che lei ora, starà  dicendo nella sua mente 'non ho capito un cazzo, mi sono persa, mo che cazzo le rispondo?' Il bello che sono la prima che quando gli altri parlano non li capisco e mi distraggo facilmente, però quando loro fanno così con me, ci resto malissimo. Sono veramente un disastro nelle interazioni sociali con le persone.
Lo sono sempre stata e questo è solo l'ennesimo scudo : chiudersi nel silenzio aspettando una risposta.
"C'è qualcosa in questo momento che ti spegne e da cui non riesci ad andartene?" Mi domanda Gaia poco dopo. Tiro un sospiro di solllievo, almeno è una domanda su cui posso di nuovo argomentare,  odio parecchio dar risposte a monosillabi e i silenzi imbarazzanti, spesso frequenti nella mia vita con  ogni persona che conosco.
"Ci sono tante cose da cui vorrei fuggire e andarmene"
"Io sono una di quelle?"
Mi fa Gaia lasciandomi spiazzata perché  non mi aspettavo questa domanda.
"No, non sei una di quelle"
"Non mi conosci abbastanza per dirlo"
"Ti sto conoscendo e ti dico di no"
"Neanche te"
"Neanche io cosa?"
"Non sei una da cui scappare. Una persona come te va  tenuta stretta, non presa in giro e allontanata"

Addio fottuti pensieriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora