32 Partire e lasciare

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Lea

Da quando sono qui va tutto bene.
Finalmente mi sento nel posto giusto.
È vero le avevo detto che saremmo partite insieme, ma poi ho pensato :
è il mio sogno, non il suo.
Farà felice solo me, non lei.
È stata una scelta difficile, forse egoistica, ma l'ho lasciata lì.
Un giorno sono tornata a casa, mi ha vista e riconosciuta, mi ha parlato, ma ormai eravamo due sconosciute e le nostre strade si erano divise.
È capitato che mi sono sentita triste all'idea che per lei ora fossi nulla.
Poi sono tornata a casa.
La vita é ora che vada avanti, prenda nuove vie.
La felicità non è per te, è per gli altri. E te non è che sei sempre triste e solo che non sei mai felice. Ma come si affronta la solitudine se la senti solo dentro? Ma cosa vuol dire non avere paura che chi hai accanto se ne vada, se sono quella che è sempre rimasta sola pure se era tanto amata?
Lei diventava fredda solo se aveva un motivo valido, se avevi tradito la sua fiducia, eri già condannato.
Lei era bella, ma non si sentiva mai all'altezza delle aspettative. Non era ciò che gli altri cercavano.
Questo posto mi sembrava l'isola che non c'è, ma senza lei è un'isola deserta.
Tutti che dicono le stesse frasi per dire la stessa cosa. Io odio le frasi che dicono tutti, perché mi fanno sentire uguale agli altri.
Preferisco un 'mi manchi' ad un silenzio.
Preferisco un 'voglio vederti' ad un 'mi manchi'.
Preferisco i gesti alle parole.
E finiva sempre così : mi perdevo in qualcuno che mi lasciava cadere.
Presi un foglio, sei colori e provai ad associare ad ogni colore cosa provavo dentro. Mi resi conto che se il blu era la solitudine, in quel momento quel foglio sarebbe stato un cielo notturno.
Una volta lei mi chiese se potevamo continuare a sentirci, ma io le dissi che questo era un buon modo per distruggerci, ma lei continuava a comparire nella mia vita, e dimenticarla risultava sempre più difficile. Quante volte mi sono detta 'non rovinare tutto', ma riuscivo ad avere solo crisi. L'amavo. Una volta le dissi che i suoi testi mi facevano schifo, ma non era vero. Lei scriveva perché sentiva che era l'unica cosa che poteva fare per far sentire qualcuno importante, solo che poi si sentiva persa, ogni volta finivano in mani sbagliate.
Mi spiace così tanto di essere stata quella sbagliata.
Una volta mi scrisse 'sai cos'è l'amore? Un sacco di bugie'. Sembra un po' stupido, ma tra le sue braccia mi perdevo. Ero felice solo se mi stringeva forte senza lasciarmi andare.
Una volta mi portò una rosa, ma la buttai.. il fatto è che..
Odio le rose, muoiono troppo in fretta.
Lei non la potevi comprare, avere, lei ti sceglieva e poi si sentiva morire.
Se l'avevi, avevi paura di perderla.
Se la perdevi, sapevi già che non sarebbe mai più tornata.
Un regalo davvero bello sarebbe stato averla qui con me,  invece al mio compleanno neppure un messaggio.
Forse ho nostalgia : voglio tornare a casa, ma casa non è il luogo in cui rientro tutti i giorni.
Mi sono sempre chiesta se l'assenza di una persona si senta dopo un giorno o dopo tanto tempo.
Puoi voltare pagina, ma é meglio che la strappi, che se penso che in questo periodo l'unico problema era "la bacio o no?". Ci muoio.
A volte mi capita di svegliarmi a tutte le ore della notte e la cerco nel letto, lei non c'è mai stata dentro, eppure la cerco. La cerco e mi accorgo di star abbracciando i peluche oppure mi accorgo che sto piangendo, oppure mi riaddormento aspettando la prossima ora. Credo che lei ci starebbe bene, nel senso anche se è un letto singolo, se io mi faccio piccola, lei troverebbe posto, ma siamo troppo distanti ormai.

Addio fottuti pensieriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora