E sono di nuovo le 3.
Le fatidiche 3 di quando il sonno proprio non c'è.
Sono le 3 e questo silenzio si mischia con il vuoto che provo e sto pensando di nuovo.
Sempre gli stessi pensieri.
Sempre gli stessi dubbi.
Sempre gli stessi incubi.
Ma tutto questo è difficile da spiegare a chi ha gli occhi chiusi e sta dormendo profondamente come al solito.
Vorrei proprio fare un grande chiasso e svegliarli tutti, non per dispetto, ma per sentirmi meno sola.
E se..
No, è una stupida idea.
E no, non so neanche se mi ricordo dove abita.
Ma so come si chiama..
Cazzo, non sto pensando seriamente questo.
Massì, 'ti aspetto comunque' in fondo si dice così per scherzare, no?
Però mi ha chiuso la porta in faccia.
Però quella porta si può riaprire..
Argh, va bene.
Faccio solo un tentativo.
Se non vedo nessuna luce accesa in strada, me ne torno a casa.
Okay, vado.
Apro la porta della mia camera e scendo le scale, lentamente.
Papà dorme in sala e mamma è ancora chiusa in camera sua.
C'è silenzio apparte il suo russare sul divano.
Esco di casa.
Cosa cazzo sto facendo?
E sopratutto, perché lo sto facendo?
Cammino senza meta.
Così come ci sono arrivata, ci arriverò, no?
Tutte le luci delle case sono spente e ciò mi intristisce un po'.
Sono sicura non la troverò più, in tutto questo buio.
Cammino ancora e non ci credo.
Non ci credo della mia intenzione di trovarla a tutti i costi.
Come se lei potesse salvarmi da tutto il buio che vivo.
Come se lei, sconosciuta qual'è, potesse capirmi appieno.
Cammino e d'improvviso la vedo.
La vedo quella luce.
La vedo quella finestra.
Sento il suo sguardo addosso.
Sento la sua voce.
"Sei arrivata finalmente, ci hai messo tanto"
"Non era previsto che tornassi infatti"
"Però ci sei. Come mai?"
"Ho bisogno di distarmi"
"Aspetta, scendo da te"
E così che lei si prepara e scende di nuovo.
Scende per me e per le mie paranoie.
Pronta a prendermi in giro e a rendermi forte.
Pronta a farmi impazzire per lei.
Perché so che ne è capace.
Solo, non voglio dargliela vinta.
"Non sparlano di me, perché sono sincera. A confronto di te, che di coerenza fai pena." La sento, mentre vedo che, senza un apparente motivo, si ferma per strada.
"Cosa?"
"Guarda lì sul muretto"
E io guardo. E sul quel muretto c'è proprio scritto quello. A carattere cubitali.
"Interessante" mi limito a dire.
"Non ci credo minimamente che sia per te 'interessante'. Avresti da dire molto a riguardo, scommetto."
"Semplicemente, un'altra litigata stupida, dove si lanciano frecciatine anche quando si ha torto"
"E secondo te chi ha torto?"
"Più che altro, chi ha ragione? Io credo nessuno dei due, abbia ragione. Forse all'inizio si, poi diventa tutto un torto nelle litigate"
"Questo si, che è interessante. Non l'avevo vista su questo punto di vista".
Non le rispondo nulla.
Si, poteva essere benissimo un complimento per dire che faccio discorsi molto intriganti, ma non voglio vederla così e quindi sto zitta, continuando a fissare il muro.
Ma zitta a quanto pare, non mi vuole e subito mi lancia un'altra domanda a trabocchetto.
A trabocchetto perché so che vuole sapere più di me, ma senza farlo notare.
E forse mi piace il mondo in cui mi domanda le cose, quindi mi viene voglia di risponderle, anche se sono domande inopportune.
E la domanda inopportuna è :
"Come hai imparato?"
E all'inizio non mi è chiara, finché alla mia domanda "A fare cosa?" Mi risponde, tranquillamente :
"A guardare nel vuoto mentre ti parlo, sei bravissima a farlo"
E lì non ho più dubbi e le rispondo sincera.
"Ho parlato, parlato tanto, ma nessuno si è mai fermato ad ascoltare quello che realmente dicevo, solo così si impara a guardare nel vuoto"
E finita la frase siamo sotto il suo portone di casa.
"Be, ora io vado, sicura che non mi vuoi dire ancora il tuo nome?"
"Sicurissima" rispondo.
"La felpa posso prestartela, almeno?"
Mi guardo e noto che con la mia sbadata fretta non avevo neanche il giubbotto addosso.
"Sei ancora convinta che tornerò, ogni volta?"
"Si, per questo ti presto la mia felpa. Voglio vederti ancora."
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Addio fottuti pensieri
Romantik[STORIA COMPLETATA] {Lesbian Story} [In questa storia sono presenti molti pensieri, spero non vi annoi] Beatrice é una ragazza che é stanca della sua vita, odia la sua solita monotonia, non sopporta la sua famiglia e la scuola che frequenta. Per s...
