Stendardi al vento

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"Vostra Grazia?"

Una voce si fece strada fra il nero prato del sonno di Daenerys, falciando i tenebrosi steli dei sogni e estirpandoli fino alle radici. Ma non era solo una voce che stava facendo irruzione ma anche una mano. Una mano morbida che la scuoteva insistentemente.

Le iridi violette di Dany si schiusero ma nei primi attimi la vista le risultò sfocata. Nel frattempo che il mondo attorno a lei ritornava alle forme familiari si rese conto di essere adagiata nuda sul torace di Jon. I suoi respiri ritmici la calmavano e il calore della sua pelle la riscaldava molto di più del fuoco del camino. La sua mano era posata sulla sua schiena e le dita ruvide si diramavano da quella mano come fronde di un albero dal tronco. Alzando il capo Dany poteva incontrare il viso addormentato del suo Jon Snow. Le diafane palpebre celavano le pietre grigie che Dany tanto amava e non sembravano intenzionate ad aprirsi. L'ombra di un sorriso spingeva le sue labbra verso l'alto. Dany rimise al suo posto un ricciolo indisciplinato che aveva continuato a ciondolare sulla fronte. Tornò a riposare sul bianco e vivo cuscino e i suoi occhi incontrarono la nascente e sottile luce dell'alba. Uno squarcio sfolgorante si stava lentamente facendo strada nel cielo blu cobalto e come un portavoce esso annunciava l'arrivo del nuovo giorno. 

Il giorno del torneo. Si ricordò Dany. Le celebrazioni non si erano fermate al giorno prima ma sarebbero continuate con altri quattro giorni di torneo, torneo che sarebbe incominciato poco prima di mezzogiorno. Dany era felice di quella decisione: la maggior parte della mattinata sarebbe scorsa tranquilla.

La voce che aveva invaso i suoi sogni tornò e con essa tornò anche la mano a scuoterla: "Vostra Grazia..."

Dany girò la testa e si ritrovò con un'ancella che incombeva su di lei e Jon. Era una ragazza dalla vita sottile e con due pozze di cielo per occhi. "Chiedo perdono Vostra Grazia, ma mi avete ordinato di svegliarvi quando Lady Sansa sarebbe scesa per partire."

D'improvviso Dany si ricordò e si alzò di scatto dal letto. Quando i suoi piedi si posarono sul pavimento la delicata coperta di lino scivolò via e la sua nudità fu esposta, pallida e palpitante. La pelle d'oca le fiorì su tutto il corpo quando il caldo mondo del letto fu abbandonato. L'ancella le porse subito la vestaglia.

"Ti ringrazio Lucy, ma adesso aiutami a indossare qualcosa di più consono all'incontro."

Rapidamente si vestì con abito bianco decorato alla vita da una cintura di cerchi d'oro e i capelli furono frettolosamente raccolti in una treccia. Intendeva fare in fretta e riuscire a beccare Sansa prima che partisse per tornare a Grande Inverno. Dany si ritenne pronta e si stava dirigendo verso la porta quando improvvisamente Jon si accorse di un averla più fra le sue braccia. A metà strada fra il mondo dei sogni e quello reale agitò la testa sul cuscino borbottando il suo nome: "Mmh... Dany..."

Dany gli si avvicinò e sorridendo lo baciò sulle labbra, riportandolo così nel nero regno del sonno. "Dormi amore mio. È ancora presto e questa cosa la devo fare da sola. Dormi da bravo."

Lo controllò ancora una volta prima di uscire.




La cappa del sonno non era ancora stata tolta per gli alti ospiti della Fortezza Rossa, ma per i membri della servitù sì. Camerieri, sguatteri, servitori e guardie erano i fantasmi che infestavano il Castello e che si muovevano qua e là cercando di fare il minimo rumore possibile. A Dany la Fortezza Rossa in quel momento ricordava un alveare, brulicante di vita con i servi che ronzavano qua e là come tante api.

Al suo passaggio si inchinarono e la salutarono con flebili: "Vostra Grazia." Di rimando Dany sorrideva loro e riprendeva subito il suo cammino verso il cortile interno. Insieme a Lucy scese una scalinata per poi passare sotto un ponte coperto. Da lì scesero lungo una scala a chiocciola dove la luce pulsante delle fiaccole batteva contro i muri di pietra e, infine, si ritrovarono all'aria aperta. La bruma mattutina aleggiava su ogni cosa come della finissima seta bigia e la rugiada decorava i prati e le piante. Sembrava quasi che il firmamento scomparso nel cielo fosse andato a rifugiarsi sulla terra e la fievole luce dell'aurora accendeva quelle stelle terrene.

A Love of SpringLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora