La famiglia reale di Westeros attraccò ad Approdo del Re in una serata piovosa. Cumuli di nubi grigie come il fumo coprivano le stelle e la luna e proiettili d'acqua scendevano dal cielo. La Regina e i principini si coprirono con mantelli di lana mentre il Re non si mise addosso nulla e fu vittima di quell'acqua gelida. E, al risveglio del mattino successivo, ciò si notò largamente.
Daenerys fu felice di ritrovarsi fra le familiari mura della Fortezza, di rivedere gli oggetti a lei tanto cari: il balcone e i suoi fiori profumati, gli arazzi alle pareti narranti le gesta di nobili Targaryen del passato, le tende di lino del letto a baldacchino. Un raggio di sole entrava dal balcone e tagliava il pavimento come un rasoio di luce. Dany si portò le ginocchia al petto e rimase immobile ad osservare la stanza. Le era mancata in quei mesi lontana da casa.
"Mmh..." Un mugolio da lei poco distante la fece girare. Apparteneva a un pallido e sudato Jon Snow. Non aveva affatto una bella cera. "M-Mi brucia la gola...e credo di aver vomitato sul cuscino stanotte..."
È solo influenza, solo e soltanto influenza. L'ha presa perché ieri sera non era sufficientemente coperto. Eppure lui era cresciuto nel freddo Nord e un infreddatura presa al primo colpo pareva una burla. Dany gli tastò la fronte. Era calda. "Lo dicevo io che era meglio che tu indossassi un mantello, ma mi hai mai ascoltato?"
La voce di Jon era debole. "Pensavo che una banale pioggerella non avrebbe portato nulla di m-male..."
Dany rise e rimboccò bene le coperte al suo sposo. "Pensare? Tu non pensi mai razza di testone. Poi si vedono le conseguenze."
Jon si lamentò di avere mal di capo e la gola infiammata. Per colazione Daenerys gli fece preparare una ciotola di latte caldo cagliato con del miele. Lo aiutò a nutrirsi ma poi lui non di riuscì a deglutire. Dovette massaggiargli delicatamente la gola per agevolarlo nel compito. Era solo una semplice influenza, era così, doveva essere così. Il suo sogno era stato nient'altro che un sogno, era stata preoccupata per l'assenza di Jon e la sua mente aveva risposto con quella visione notturna.
Presto Jon avrebbe avuto il naso colante e avrebbe iniziato a starnutire, Dany ne era certa. Eppure il suo aspetto annunciava tutto meno quello: i capelli arruffati e due mezzelune scure sotto gli occhi, residuo della poco riposante notte appena passata, il colorito pallido e il sudore che scendeva in rivoli solitari lungo la pelle. Subito dopo aver deposto la ciotola vuota sul comodino, Dany gli scostò una ciocca dalla fronte.
"Ora cerca di schiacciare un riposino, ne hai bisogno. Io andrò a fare colazione e poi chiamerò Sam va bene?"
Jon tossì prima di annuire. Si accoccolò sotto le coperte e chiuse gli occhi. Dany non lo perse di vista nemmeno quando si cambiò dietro il paravento e si fece intrecciare i capelli da Myanna. Il suo Jon sembrava essersi addormentato. Lo degnò di un'ultima occhiata prima di chiudersi la porta alle sue spalle e ordinò a Ser Podrick, il quale sostava fuori dalla camera reale, di non fare entrare nessuno e di chiamarla se fosse successo qualcosa al Re.
E qualcosa accadde. Stava gustando una deliziosa macedonia quando Ser Podrick entrò di corsa nella Sala della Colazione. Sembrava allarmato. Dany si alzò di colpo alla sua vista. "Che succede Ser?"
"Ehm, mia regina... il Re è nella vasca e... nelle sue condizioni è giusto che lo sia, vero?"
Dany non capì. "Nella vasca? Cosa intendete dire?"
Il giovane cavaliere si grattò la nuca. "Beh, ecco... Sua Grazia continuava a urlare 'la vasca! Voglio la vasca!' e io non ho potuto fare altro che ubbidire. Ho chiesto che fosse preparata una tinozza d'acqua calda per Sua Grazia. Ed è una cosa giusta vero? L'acqua calda... fa bene?"
Capisco perché non sei un Maestro. Daenerys non gli rispose e si diresse imperterrita verso la sua stanza. Ser Podrick non perse tempo nel seguirla. Quando aprì la porta e vide Jon, corse subito da lui. Jon giaceva nella tinozza d'ottone con ancora indosso i suoi abiti notturni, la maglia e i pantaloni grigi sommersi dall'acqua. Aveva gli occhi chiusi ma le sue labbra si muovevano come se stessero pronunciando parole. Quando la mano di Dany si posò sulla sua fronte, le sue palpebre si alzarono di scatto.
Sotto il pallore Jon stava andando a fuoco e l'acqua calda non stava migliorando la situazione. Era pur un Targaryen ma questo non significava arrostire come una pernice sulla brace! Le pupille lucide di Jon incrociarono quelle di Dany. "D-Dany..."
Subito dopo quel nome, Jon si portò le ginocchia al petto e si rannicchiò in posizione fetale, posando la fronte sulle ginocchia e stringendo quest'ultime nelle braccia. Respiri sommessi provenivano dalle sue labbra. Dei... il calore della pelle avrebbe potuto cuocerlo. Jon tossì ancora, un suono raschiante.
"Jon..." Il serpente della preoccupazione si era insediato nelle viscere di Dany e le aveva avvelenate. Dentro di lei era tornato improvvisamente a scorrere il senso materno, dirompente come una cascata. "... amore mio cosa fai qui? Sta bruciando e hai bisogno di farti visitare da un Maestro."
Un altro colpo di tosse. La voce di Jon suonò tremula. "Ho freddo. H-ho t-tanto freddo Dany, sto g-g-gelando..."
Dici così per la febbre. Dany sospirò e lo baciò sulla guancia. Era un fiume di sudore. "Devi uscire da qui, hai bisogno di stare a letto, sotto le coperte. Afferra la mia mano."
Si alzò e gli offrì la mano. Mano che Jon osservò per un pò prima di scuotere la testa. "No. I b-bambini... n-n-n-no... staranno male anche loro... i gem-gemelli... tu..."
Pensava ai loro figli anche nella malattia. Il cuore di Dany si strinse in una morsa d'amore. Peccato che i pensieri di Jon fossero esagerati. Una semplice influenza non avrebbe fatto nulla di male ai loro piccoli. Perché quella era influenza, Dany ne era convinta, solo in una forma più grave. Anche quei colpi di tosse erano sintomi dell'influenza, sì, lo erano.
"T-Tu sei morta..." Gli occhi di Jon si spalancarono mostrando tutta la loro febbrile lucidità. "I-Io ti ho u-u-u-ucci... TU NON SEI QUI! VAI VIA! S-STO... SONO PAZZO!"
No, sono qui e sono viva e pentita dei miei errori grazie a te. Jon tirò i pugni nell'acqua e schizzi enormi uscirono dalla vasca. Dany non si perse d'animo e cercò di avvicinarsi al suo sposo nonostante i suoi movimenti. Lo strinse a sé e cominciò a cullarlo incurante delle urla e delle mani.
"Ssh... va tutto bene, io sono qui e sto bene. Abbiamo quattro stupendi figli sani e vivi. Tu sei il mio re, il mio sposo, la mia metà... ssh... stai calmo..."
Jon si acquetò e le urla si trasformarono in mormorii sommessi. Il silenzio tornò a dominare nella stanza. Dany alzò gli occhi a Ser Podrick e in un breve sguardo gli fece intendere le sue intenzioni. "Adesso, mio piccolo draghetto di neve, devi ubbidire alla Mamma. Aggrappati a Ser Podrick e vai a letto, va bene?"
Un annuire lento e fatto a occhi chiusi rispose alla sua domanda. Insieme a Ser Podrick, Dany aiutò Jon ad uscire dalla vasca. L'acqua gocciolò giù dai suoi abiti, ma prima che lui potesse lamentarsi del gelo il giovane cavaliere lo avvolse in un telo pulito.
"Venite Maestà." Disse Ser Podrick. "Vi aiuto io."
Jon si ritrovò a dover camminare con l'ausilio del ragazzo e Dany gli diede una mano a far salire a Jon gli scalini che conducevano al letto a baldacchino. Lei ordinò un cambiamento. "Deponilo dalla mia parte, è la più pulita. Mi ha raccontato di aver vomitato sul cuscino questa notte perciò sarà meglio farlo lavare."
Dopo aver deposto Jon e lasciato che Dany gli rimboccasse le coperte, Ser Podrick ubbidì. Ma quando alzò il cuscino il suo viso sbiancò di colpo. "Maestà..."
"Sì? Che succede?"
Ser Podrick le mostrò il cuscino. Il lato opposto era decorato da grosse gocce di... sangue. In quel momento tutte le certezze di Daenerys crollarono: il suo sogno si era rivelato reale. Jon non era affetto dall'influenza.
"La tubercolosi gli è tornata."
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A Love of Spring
FanfictionSequel di "A Love of Ice and Fire" La Primavera è arrivata e i draghi sono tornati al potere. Ecco a voi alcuni momenti della vita quotidiana di Jon e Daenerys come sovrani dei Sette Regni... e genitori!