Quel piccoletto nascosto

136 8 20
                                    

Grande Inverno era immensa e fredda. Grande Inverno era una fortezza eretta nella neve, con una merlatura di ghiaccio e le bifore di brina. Grande Inverno nascondeva delle ramificazioni di calore nelle sue viscere gelide, fonti d'acqua calda che alimentavano la vita quando i venti raggelanti della stagione fredda scendevano dalle montagne e graffiavano contro le mura di pietra con i loro artigli pungenti.

Come una dama agghindata con le meraviglie dell'inverno, Daenerys vagava per quei corridoi riscaldati. Sviando gli angoli affollati dai cortigiani, Dany si stava avviando verso un luogo in particolare. Si era appena lasciata alle spalle una nursery risuonante dei gridolini eccitati dei bambini, entusiasti per il consenso suo di Jon al poter tenere con sé i cuccioli di metalupo. Un sorriso fiorì sulle sue labbra al rivedere nella mente l'espressione incredula di Aemon e lo tormenta di baci dei gemellini che ne era seguita.

Ma dovete occuparvene con senno! Li aveva avvertiti Dany prima di lasciarli alle coccole dei cuccioli. Li addestrerete bene e se compiranno qualche birboneria la responsabilità ricadrà interamente su di voi!

Dany confidava nelle capacità dei suoi figli così come ora confidava in quelle di Tormund per tenere Jon sotto le coperte. Dopo avergli affidato il suo infermo consorte, il bruto baciato dal fuoco le aveva giurato che il suo Piccolo Corvo non avrebbe osato nemmeno posare un dito del piede fuori dal letto. Un energumeno come Tormund non si sarebbe arreso dinanzi ai capricci e ai - anche se Dany sperava che ormai fossero giunti ad una conclusione - tentativi di fuga di Jon.

Dovrei essere quasi arrivata. Svoltò l'angolo e una rampa di scale a chiocciola scavate nella pietra di una torre confermò i suoi pensieri. Dany si avviò si essi, cercando di non piombare in quella trappola che era l'usura del tempo. Alcuni scalini erano scavati dai passi che si erano susseguiti nel corso del tempo. Dany immaginò anche passi di bambini e di ragazzini. Anche i passi del suo Jon. Lungo le pareti si intervallano nicchie custodenti candele, ma presto anche loro giunsero a una fine e la salita lasciò il posto a un piano.

Porte con i battenti rinforzanti di ferro accolsero Daenerys. Aldilà del loro legno sei camere da letto, sei regni per sei ragazzi, aspettavano di venire svelate agli occhi del mondo. Tempo prima i figli di Lord Eddard Stark avevano dimorato lì, condiviso i loro giochi, segreti e sogni. Persino il figlio bastardo, persino Jon Snow. Dany si inoltrò in quella foresta di legno e di pietra. Sapeva dove doveva andare. I suoi piedi la condussero  in direzione dell'ultima porta, quella che ospitava la stanza più piccola di tutte e che pareva venire quasi schiacciata contro la parete.

Era la precedente camera di Jon, quella che l'aveva visto crescere e maturare prima che la guerra avesse inizio. Durante la sua prima venuta a Grande Inverno Jon l'aveva trascinata in una pazzesca visita guidata e quella camera era stata eletta come punto di partenza. Facendo scivolare la mano sull'uscio, Dany si beò del cigolio che l'accompagnò nell'entrata.

Era una stanza di dimensioni molto ridotte rispetto alle altre cinque, ma non la si poteva di certo paragonare alla cuccetta di uno sguattero delle cucine. Un letto attaccato al muro, un armadio per gli abiti e qualche mensola: ecco lo spoglio scenario che si poteva ammirare. Persino da sovrano Jon non possedeva molti averi personali, preferendo la sobrietà all'ostentazione del proprio status. Dany si sedette sul letto e udì lo scricchiolio delle vecchie assi divorate dai tarli. Chissà quanto tempo era passato dall'ultima volta che il suo amore aveva dormito in quella stanza.

Provò a immaginarsi un bambino riccioluto e mingherlino, uno scricciolo con una matassa ingarbugliata di capelli che giocava spensierato fra quelle pareti o che correva dietro a Robb Stark impugnando una spada di legno. Jon le aveva raccontato che una volta Robb e Theon gli aveva tagliato una ciocca di capelli nel sonno e che al risveglio lui li aveva inseguiti infuriato per tutto il castello. Quella rimembranza la fece ridere e Dany osò passare una mano sulle lenzuola. Si abbandonò alla loro morbidezza, spalancando le braccia e distendendosi su di esse. Nonostante tutti gli anni passati erano ancora pregne del profumo di Jon. Dany chiuse gli occhi e assaporò il momento.

A Love of SpringDove le storie prendono vita. Scoprilo ora