Le dita rosate dell'aurora si infiltrarono dall'alto, piombando direttamente su Jon e solleticandogli le palpebre. Lui si vide costretto ad aprirle, unendo quest'azione ad un sonoro sbadiglio. Il calore del letto e il silenzio che regnava nella tenda lo lasciarono di stucco. Doveva essere ancora presto, questo dedusse, e il khalasar dormiva ancora approfittando di quell'attimo sospeso nel tempo. Chissà che spettacolo era incorso là fuori, con la rugiada cristallizzata sugli steli d'erba e la bruma mattutina che giocava nascondino con quel diadema di gocce e di luce, a volte rendendolo invisibile e a volte svelandolo agli occhi dei passanti.
E se, come un'ospite illustre invitata alla festa dei natali dell'astro solare, la nebbia era arrivata, maestosa e solenne nel suo abito madreperlaceo, nella mente di Jon un'altra nebbia aveva cominciato a diramarsi: quella della febbre. Difatti, rispetto al giorno prima, gli pareva che i tamburi assordanti nella sua testa si fossero acquietati e che l'incendio che aveva divorato il suo corpo fino ad allora avesse iniziato a spegnersi. Si sentiva abbastanza riposato. Dopo essersi passato una mano sul viso e non essere riuscito a trattenere un altro sbadiglio, Jon volse il suo sguardo alla sua sinistra e sorrise per quello che vide.
Daenerys, la sua sola ed unica Dany, giaceva addormentata al suo fianco ancora indossante gli abiti dothraki e portante le campanelle nelle trecce. Era bellissima, eterea, una creatura celestiale. Jon ebbe anche solo il timore di sfiorarla, non voleva mandare in mille pezzi quella meraviglia. Delicatamente, Jon le scostò un filo argentato dalla fronte, baciandola poi in quel punto. Due lanterne viola si accesero a illuminare il risveglio di Daenerys.
"Buongiorno Dany. Ho interrotto un bel sogno?"
Il sorriso mezzo addormentato di lei lo fece rimanere lì impalato come un ebete.
"No, almeno non del tutto. Stavo sognando te e i nostri tesori, mi sveglio e siete qui. Doveva trattarsi di un sogno ad occhi aperti." Dany si alzò in piedi e si stiracchiò, lisciandosi poi gli abiti spiegazzati. Dopodiché tornò a sedersi sul bordo del letto. "Ma adesso pensiamo a te. Come ti senti?"
Bene, avrebbe voluto rispondere Jon. Pienamente in forze, sarebbe potuta essere un'altra risposta. Ma non poteva mentirle. "Non mi sento più un tizzone ardente, se proprio lo vuoi sapere, e la testa non mi fa più male. Avevo dimenticato quanto fosse piacevole rimanere a letto!"
Con un bacio sulla fronte e la bacinella ormai vuota delle pezze in mano, Dany si allontanò dai lui. "Vedi di non farla diventare un'abitudine..."
"Beh... lo trovo assai difficile dato che è il pensiero della mia famiglia quello che mi spinge ad alzarmi la mattina." Jon rise. "Per voi, per tutti voi, andrei fino in capo al mondo e tornerei indietro a piedi. A proposito... Jae come sta?"
"Bene." Dany ritornò a lui con una ciotola di frutta fresca e formaggi. Spezzò una pagnotta e ne offrì una fetta a lui, intingendo successivamente la sua nel latte. "Recentemente ha smesso di tormentarmi con vomito e nausee ma scalcia con una forza che solo lo Stallone che Monta il Mondo poteva avere. Sta crescendo, ormai sono nel pieno della seconda luna."
Jon protese una mano verso la lieve rotondità del ventre di lei. Lì dentro, in quel bozzolo di carne e di sangue, il quinto frutto dell'amore suo e di Dany stava maturando, crescendo, e un giorno avrebbe visto la luce rubicondo e urlante. Vi era stato un tempo in cui un figlio era stato l'ultimo dei pensieri che aveva assillato la mente di Jon Snow, soprattutto perché aveva giurato di focalizzare tutta la sua esistenza sulla Barriera e non su una donna, eppure, ora, dei bambini non riusciva a farne a meno. Da uno erano diventati due, da due di colpo quattro e da quattro adesso si accingevano a aumentare in cinque. Chissà quanti ne avrebbero avuti ancora...
Tutti stupendi, tutti piccoli batuffoli di gioia. Un fremito lo percorse come il battito d'ali di una farfalla quando i suoi polpastrelli incontrarono la pelle liscia del grembo di Dany. Aldilà di quella parete di carne qualcosa si muoveva, qualcosa si stava agitando, minuscolo come un torsolo di mela. Tutti i suoi figli avevano dimorato, per un breve periodo di tempo lì, lì dentro, al sicuro e al caldo e vicino al cuore della loro mamma.
"Jaehaerys..." Sussurrò e, come se avesse sentito, il diretto interessato gli rispose con un piccolissimo pugno nel palmo. Già un guerriero dai primi mesi di vita, voglioso di uscire fuori e di dimostrare il suo valore.
"Oh!" La mano di Dany raggiunse la sua sul dorso, levigata e candida come il marmo. "Qualcuno si è svegliato qui dentro eh? Vedo che hai detto buongiorno al papà, bene, adesso te lo darò anche io il buongiorno ma con una buona colazione!"
Detto questo riprese a mangiare e intinse un'altra fetta di pane nel latte. Jon la imitò e cominciò a spiluccare qualche acino d'uva. Adesso, là fuori il mondo non era più ovattato e dormiente, ma sveglio e lesto per un nuova giornata. Jon sentì le grida eccitate dei bambini, il parlottare delle donne che preparavano il cibo, le risate sagaci dei dothraki che strigliavano i loro cavalli, li sellavano o semplicemente lucidavano i loro arakh e le loro fruste. E non erano gli unici ad essere svegli.
"Mamma!"
Ormai Jon conosceva troppo bene quelle voci perché si domandasse a chi appartenessero. Rhaella ed Aemon Targaryen, ancora calzanti i loro abitini notturni, corsero sorridenti verso i loro genitori e si arrampicarono sul letto. Alysanne e Daeron li seguirono incespicando sul terreno, a metà fra il camminare e il gattonare. Presto o tardi avrebbero camminato definitamente. Rhaella si posizionò sotto il braccio di Dany, sfregando poi la testa contro il suo seno, Aemon invece scelse di adagiarsi vicino al petto di Jon. Quando Dany attirò a sé i gemelli tutti furono riuniti.
"Possiamo mangiare con voi?"
"Certamente tesoro mio." Dany le donò un tenero bacio sui suoi riccioli ingarbugliati. "Potete mangiare tutto quello che volete."
Aemon si gettò dritto su un'albicocca, divorandola in rapido morsi. I gemelli succhiarono al seno di Dany, seno che la nuova gravidanza stava rendendo di nuovo gonfio e turgido, e Rhaella bevve avida una coppa di latte. In un modo poco regale Rhaella osò fare una domanda con la bocca mezza piena.
"Oggi posso volare?"
E ci risiamo. Jon sorrise e scompigliò affettuosamente i capelli di Rhaella. Ormai non passava giorno senza che la sua primogenita rivolgesse a lui o Dany quella domanda. Rhaella era ansiosa di cavalcare un drago, di sentire il vento pizzicarle le guance e di poter sfiorare il cielo con un dito. "Te lo ripeto cucciola, è ancora presto e tu sei ancora piccola. Nessun Targaryen di illustra fama ha mai rivendicato il suo drago a quasi quattro anni."
"Nemmeno Aegon I o Alysanne?"
Grazie ai racconti di Dany, Rhaella adorava la Buona Regina e di conseguenza amava la sorellina che portava il suo nome. Coglieva sempre occasione per ricoprire di bacini i gemellini.
Dany rise. "No tesoruccio, nemmeno il Conquistatore o la Buona Regina. Loro hanno aspettato di diventare grandi per cavalcare i loro draghi e dovrai farlo anche tu. E, quel giorno, io e il papà voleremo al tuo fianco."
Le ametiste della bimba si spalancarono. "Ed anche Aem e Dada e Aly?"
"Aye." Rispose Jon, deliziato come sempre dalla dolcezza dei suoi figli. "Anche Aemon, Daeron e Alysanne voleranno con noi."
Lo stallone nero come il mare di mezzanotte nitrì, felice di rivedere il suo padrone tornare sulla sua sella. Un riposato e guarito Khal Aegon, avvolto in una coperta per rassicurazione - o meglio per minaccia con pena l'astinenza forzata per un mese - della sua Khaleesi. Alle sue spalle quest'ultima lo scrutò attenta e ansiosa. Il popolo nomade dei cavalli, dalle trecce grondanti d'olio, dalla pelle di bronzo e dagli occhi a mandorla si apprestava a seguirlo.
La lingua dothraki di Jon risuonò forte e chiara.
"Facciamo rotta verso Vaes Dothrak."
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A Love of Spring
FanficSequel di "A Love of Ice and Fire" La Primavera è arrivata e i draghi sono tornati al potere. Ecco a voi alcuni momenti della vita quotidiana di Jon e Daenerys come sovrani dei Sette Regni... e genitori!