P.O.V.
Ian
Lascio alle sue parole il compito di attribuire l'importanza a queste carte praticamente rubate, e che mi fanno pensare di essere stato il solo in grado di prenderle. La polizia non avrebbe agito secondo questo protocollo, dunque ha usato me come suo mezzo per raggiungere un fine.
Anche queste divise alle volte si macchiano di colpe. Fortuna vuole che stavolta lo abbiamo fatto per lo scopo più giusto.
<Sono buone, Ian. Ottime, possiamo usarle in tribunale. Saranno un ottimo blocco per Richard da garantirgli il carcere per un po'>
<Un po'?> Domando senza capire. Quell'uomo ha commesso molto, fin troppo. Non dovrebbe ottenere tanto in fretta la libertà, ma si capisce bene come nel mondo i sogni possano avere vita impossibile.
<Sappiamo entrambi che sarà dura, Ian. Serve avviare un processo e appesantire sempre di più le accuse, ma vedrai che ce la faremo>
Dovrei credergli, vista la lotta che stiamo portando avanti ma non ci riesco del tutto. Il cinismo ormai fa parte di me dopo tutto quello che ho vissuto e non posso lasciarlo morire in un angolo.
Mi mantiene all'erta e sicuro di me.
Una caratteristica piuttosto cara vedendo lo svolgersi devi eventi.
<Hai avuto problemi a ottenerle? Qualcuno ti ha visto?> Mi domanda.
Il corpo, a quella richiesta, subisce uno spasmo ricordando gli occhi di lei.
Sentendo la pelle di nuovo impressa sulla sua.
<No ... no è andato tutto bene> mento, sicuro che nel suo odio mai e poi mai Dafne mi denuncerebbe, agendo, malgrado tutto, a mio vantaggio.
<Bene, meglio così. Adesso l'ultima cosa da fare è attirare Richard fino a noi, e so già come riuscirci. Con la morte di Francis, Richard ha corrotto varie persone all'interno della giuria civile, se riusciamo ad ottenere quelle stesse persone nel processo a Monty allora la voce si spanderà presto arrivando fino a lui.
Con queste pratiche possiamo avviare l'accusa. Hai fatto un grande passo avanti, Ian, ti siamo tutti debitori>
Non lo credo umanamente possibile ma fingo che sia così.
Senza dubbio c'è una persona, in particolare, che non mi riserva grazia, ed il suo nome insieme ai suoi occhi sono ben impressi nella mia testa, non lasciando spazio a nessun altro pensiero, nei silenzi di questi discorsi interminabili.
P.O.V.
Dafne
Il mio sguardo perso nel vuoto rincorre il trotto di un pensiero, spingendomi a una depressione che questa casa enfatizza con i suoi silenzi, le sue mancanze, conducendo a riflessioni che non voglio ottenere.
Vorrei tornare a vivere in maniera semplice, essere cullata da mia madre e coccolata da mio padre, nella sua divisa di guerra.
Indietro, rivorrei un passato che mi è stato tolto ancora una volta dall'orrore della violenza di persone spinte al massacro e da un destino che si è intrufolato nella mente di mia madre, calcificandone i ricordi.
Ma non si può riottenere ciò che è andato perso. Non è mai possibile, ancora di più perché l'età, nel vivere un periodo di adolescenza, può sopraggiungere a rovinare il ricordo in una maturità che fa a pezzi i sogni.
Detesto questa casa, queste pareti, questa realtà.
Proprio in quest'istante il portone aperto e quindi sbattuto di casa mi annuncia l'arrivo di un ospite, e ancora prima che egli raggiunga la mia camera so bene di chi si tratta.
Lentamente mi sollevo in piedi da questo letto, lisciando con le mani le pieghe nate dalla stoffa, nella mia posa eterna, persa. Solo la mia espressione non riesce a modificarsi, restando neutrale nella sua impassibilità perfino quando William sopraggiunge, fissandomi negli occhi.
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Ali di farfalla
Romance[COMPLETO] *Tutti i diritti riservati* (Certificazione Patamu) Tre amici, fin dall'infanzia. Megan, Caleb, ed Ian. Tre amici, si, ma totalmente differenti di carattere, di cuore, con una vita vissuta in comune sulle strade sporche di povertà dell'o...
