Grazie ... per tutto.
Questo c'era scritto sul bigliettino posato accanto al mio cuscino, al risveglio. Caleb non era più al mio fianco eppure riusciva a farmi sorridere.
Scendo dal letto piena di voglia di fare, riuscendo a prepararmi per tempo e ad essere in orario con la tabella di marcia, anche se è quasi un obbligo fermarmi di fronte al sorriso di mia mamma, mentre si prepara del caffè latte. Oggi giornata di riposo per lei.
<Buongiorno tesoro ... ben svegliata>
<Devi aver avuto un risveglio migliore del mio, per questo buonumore>, le dico per prenderla un po' in giro, ultimamente a causa del lavoro è stata intrattabile.
<Non direi, io non avevo un bel ragazzo sotto le coperte che mi teneva stretta mentre mi fissava dormire, per poi sgattaiolare via alle prime luci lasciandomi un biglietto sul cuscino. Però, che dire, certi doni del cielo non capitano a tutte>
Sembra proprio da Caleb, più volte l'ho scoperto a fissarmi mentre ero tra le braccia di Morfeo, quindi non sono sorpresa. Eppure mi imbarazza sapere che lei ci abbia visti, o che l'abbia scoperto mentre usciva, come un ladro.
<Mamma, per favore. Sai che è un mio amico vero? E sai che, fino a pochi anni fa, facevi gli stessi discorsi su Ian?>
<Ian non ha mai dormito qui>, si stringe nelle spalle.
<Ian vive in un altro palazzo, per Caleb siamo come una seconda casa visto che nella sua manca quasi l'aria ogni volta che entra. È insostenibile rimanere per tutto il giorno la dentro, persino io faticavo. A causa di quello che hanno passato ... la mamma non è più la stessa, e tutte le responsabilità cadono sempre su di lui. Non mi sembra tanto strano che voglia rimanere il più possibile qui>
<Figurati, nemmeno a me, è conoscendo la sua situazione che permetto a quel modello ventenne di dormire con mia figlia, e sappi che non è una cosa che mi va a genio per tutti, sia chiaro> con scherzosa severità mi punta un dito contro, come a evidenziare la frase appena emessa sotto forma di sentenza, e io scuoto la testa arresa.
Non replico oltre e mi avvicino alla dispensa, prendendo del pane e qualsiasi cosa ci è rimasta da poter essere considerata sostanziosa. Ogni volta si dimentica sempre di portare da mangiare, quando è coinvolto in un lavoro Ian scorda sempre di tutto il resto.
<Vai da Nicole al salone?>
<No oggi lavoro, passo da Ian al cantiere e poi mangiamo insieme>
<D'accordo tesoro, buona giornata. E saluta Nino da parte mia!> alza la voce vedendomi uscire ed io alzo una mano prima di chiudere la porta, ricevuto il messaggio.
Fortuna che la divisa riesce almeno a coprire metà gamba. È la prima volta che Nino ne fornisce di nuove, tipicamente scure, con un ricamo in oro all'altezza del seno che penso abbia cucito a mano, con pazienza, sua moglie, dedita al ricamo come mamma. Confesso di aver avuto paura di un drastico cambiamento in tema di lunghezze, non sarebbe stata la prima volta che mi sarei trovata a lavorare in un ristorante dei bassi fondi impegnato a guadagnarsi i clienti in modo direttamente proporzionale all'orlo delle cameriere in piena primavera. Ma Nino non è quel genere di capo, è una persona buona, e professionale, capace di far sentire importante ognuno di noi, come deve essere in un team.
Di fronte allo specchio degli spogliatoi mi impegno in modo da fare una treccia non troppo rovinata dalla velocità: oltre al buon costume, in cui solitamente la cameriera non porta capelli sciolti per non farne involontariamente caderne uno dei piatti, devo dire di non aver mai avuto la pazienza di lasciarli liberi, e di usare ogni momento buono per aggiustarmeli in acconciature. In pochi mi hanno visto senza che un elastico dei capelli evitasse di schermarmi il volto, credo sia questione di abitudine. Per fare le cose preferisco essere pratica e veloce, senza avere ostacoli. Brutta testa, già lo so.
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Ali di farfalla
Romans[COMPLETO] *Tutti i diritti riservati* (Certificazione Patamu) Tre amici, fin dall'infanzia. Megan, Caleb, ed Ian. Tre amici, si, ma totalmente differenti di carattere, di cuore, con una vita vissuta in comune sulle strade sporche di povertà dell'o...
