P.O.V.
Rais
Una volta vidi un film, in casa mia, assieme a Oliver. Era girato secondo una sequenza di azioni lente, riflessive, che miravano a mettere in mostra il carattere indagatore dei personaggi in gioco.
Il riflessivo uomo di indagine, l'arreso amico ad angolo della scena e lo stanco distacco assunto dall'ultima figura che aveva sollevato il problema, senza volervi porre una conclusione.
Rispettivamente, Francis, Ercole e Cedric.
L'unica cosa che non conosco è quale sia il mio ruolo qui. All'interno del film non esistevo e a quanto pare nemmeno dentro le volontà di Francis.
Avrebbe preferito che non mi intromettessi ma farlo è impossibile; non lo lascerei mai solo dinanzi a situazioni simili, poco importa se avrebbe voluto evitarlo e sparire, dopo averle risolte, senza farmene una sola parola.
Ormai sono a conoscenza di ciò che è successo, per questo regna il silenzio.
Francis, a braccia incrociate, è in piedi alle mie spalle intento a fissare oltre la finestra lo scheletro del fienile bruciato.
Cedric, invece, seduto di fronte a me sulla scrivania sembra perso in ben altri pensieri e dall'espressione che sfoggia capisco bene come possano essere rivolti a quella donna da cui tanto ho cercato di allontanare Francis. Mi domando cosa abbia di tanto speciale, solo per un attimo però perché a incuriosirmi, straordinariamente, è l'espressione calma sul viso di Ercole.
Non ne ho visti molti, come lui.
Dinanzi ai problemi pare non scomporsi. Nei servizi di copertura sarebbe un asso, imbattibile se posto faccia a faccia con l'orrore.
«Credo di sapere cosa possa essere successo» informo tutti, ricevendo tre tipi di sguardi contro.
Attendo qualche attimo per mettere in ordine le mie idee, così da esternarle come si deve a questo pubblico difficile. «Se si tratta dei Lee, allora chi ha organizzato tutto questo è William. Non è la prima volta che appicca dei fuochi. Svaluta il terreno, rendendolo impraticabile alle coltivazioni, per poterlo acquistare una volta che i proprietari sono allo stremo e comprarlo come lotto di edificazione.»
«Non dovrebbe. La proprietà già gli appartiene. Ho un contratto di mia nonna che lo dimostra. Ci deve essere un altro motivo.»
«E quale altro? Magari quel contratto è falso.»
«Mia nonna non mentirebbe mai, a certa gente.»
«Allora tuo nonno?» Chiede Ercole nella direzione di Cedric, e questi sospira.
«Qualunque sia il motivo» mi inserisco di nuovo nei loro pensieri «so come agisce. Per primo chiede ad uno degli operatori, offrendo una ricompensa monetaria in cambio di risposte, di che tipo di fertilizzanti la società fa uso. Approfitta dell'uomo affinché agisca per suo conto, poi, fin tanto che la colpa non gli impedisce di continuare, così come per mille altri motivi che metterebbero in dubbio l'efficacia dell'operazioni, lo sfrutta. Dovrebbero essere avviati dei controlli sul personale: se questi non è morto, abbiamo un'altra testimonianza diretta, dal momento che si tratterà di un pentito.»
«Che altro?» Mi chiede, vorace di risposte, Ercole e mi rendo conto di aver offerto dei punti di osservazione su cui prima non si erano soffermati.
«Escluso qualcuno interno al personale, William agisce con gente esterna.»
«Persone che possono avercela con noi?» Chiede Francis d'un tratto, dopo lunghi minuti di silenziosa auto riflessione.
Deglutisco appena e scuoto il capo, fissandolo.
«No, tenta sempre di evitare qualsiasi figura che possa avere una sorta di connessione con le vittime. Metterebbe in crisi il suo lavoro e non farebbe capire, con efficienza, lo scopo della sua azione.»
«Vuole farsi notare» commenta Cedric, per poi ridere sommessamente.
Forse sta pensando all'egocentrismo di William.
In effetti, è motivo di stanca ilarità anche da parte mia, o forse è solo esausto da tutta questa storia.
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Fumo negli occhi
Romance[COMPLETO] *Tutti i diritti riservati* (Certificazione Patamu) In un South Side ricco di polvere e caos serpeggia la speranza delle anime pure di trovare presto una redenzione, da peccati commessi e da violenze subite, attraverso la continua ricerc...
