"What you know about rollin' down in the deep?
When your brain goes numb, you can call that mental freeze
When these people talk too much, put that shit in slow motion, yeah
I feel like an astronaut in the ocean, ayy."
Astronaut in the ocean - Masked Wolf
P.O.V.
Cedric
La testa mi scoppia. I problemi ed i discorsi l'hanno appesantita ulteriormente creando un gioco di tiro alla fune con i miei nervi che urlano nel dolore.
Passo le dita sulle tempie, nella speranza che questa sofferenza si attenui. Niente da fare.
La sensazione è come quella di stare precipitando negli abissi, in un fondo sempre più nero.
«Cedric, va tutto bene? Ancora i tuoi mal di testa?» Sento chiedere alla voce di Sasha al mio fianco, e sollevo una mano affinché la sua voce smetta di parlarmi.
Alle volte è troppo stridula, altre troppo tenera. Non gioca a mio favore e mi esorta per la gran parte del tempo ad allontanarla.
«Va tutto bene, Sasha. Dammi solo il tempo per riprendermi.»
Credo che sia il nervosismo a generare questa sensazione di smarrimento, o forse la mancanza di sonno.
Non dormo bene da mesi, resistendo solo tre ore ogni notte, nonostante le pillole che prendo e la presenza di lei, certe sere, al mio fianco.
Come riusciva mio nonno a sopravvivere a tutto questo?
La società comporta troppe responsabilità e il confronto continuo con dissensi e dissapori in grado di generare ulteriore rabbia come scompenso.
«Sei sicuro che vuoi che me ne vada? Posso restare, se hai bisogno da me. Dormiamo vicini nel tuo letto, come le ultime notti...»
Sentirla pronunciare ad alta voce una simile frase è alquanto penoso dal momento che mette in mostra il bisogno che ultimamente richiedo di supporto emotivo e fisico.
Il calore del suo corpo morbido, le poche sere in cui l'ho strinta a me, era servito a scacciare via il freddo di una desolazione rappresentativa della mia intera vita.
Alle volte, però, neanche quella fiammella bastava a stemperare il vuoto di casa mia. O gli sguardi della gente, che mi osserva con pena. O la rabbia di quegli uomini di affari rivali che aspettano solo che crolli per levarmi da sotto il corpo il trono che è mio di diritto.
Nessuno dovrà prendere ciò che spetta al nome Garcia che morirà con me se un giorno non creerò una famiglia con Sasha.
Per ironia della sorte, è l'unica che mi resta. La compagna di banco di anni pieni di torture mentali che hanno conosciuto la mia sofferenza, anche se niente è paragonabile a quella che provo adesso.
Avrei bisogno di un attimo di respiro. Una vacanza o una pausa, lontano da tutta questa vita, ma non sono certo di poterla ottenere.
«No, Sasha, torna a casa e non preoccuparti. Non ci sono problemi, è un semplice mal di testa.»
Eppure gli abissi continuano a inghiottirmi, prendendosi parti del mio corpo in un cannibalismo che mi attira in un nero oblio.
«D'accordo, allora chiamami appena sarai libero, possiamo pranzare insieme o qualsiasi cosa tu voglia» mormora, prima di chinarsi verso le mie labbra e lasciarmi un lento bacio a stampo.
«D'accordo...»
«D'accordo...»
Le sorrido, pur covando ancora il fastidio del mal di testa e della tristezza, seguendola nella discesa dalla mia macchina. Dopodiché ingrano la marcia e riprendo a guidare in direzione della mia proprietà.
Ho un errore a cui porre rimedio che mi ha fatto sentire sbagliato agli occhi di mio nonno, intento ad osservarmi dall'alto, e non sono disposto a riprendere a lavorare senza prima essermene occupato.
STAI LEGGENDO
Fumo negli occhi
Romance[COMPLETO] *Tutti i diritti riservati* (Certificazione Patamu) In un South Side ricco di polvere e caos serpeggia la speranza delle anime pure di trovare presto una redenzione, da peccati commessi e da violenze subite, attraverso la continua ricerc...
