Un mese dopo.
Era passato un mese esatto da quando ero andata via di casa, volevo prendere un appartamento qui intorno ma Alberto era davvero contro e mi diceva che si sarebbe davvero offeso se fossi andata via, che per lui ero una compagnia e poi il nostro rapporto sembrava quasi così stretto più del solito da quando condividevamo l'idea del piccolino.
Eravamo al bar quel pomeriggio e eravamo appena tornati dal ginecologo, era l'unico che mi faceva compagnia e infatti aveva persino spostato i suoi impegni.. diciamo che quello che avrebbe dovuto fare qualcun altro lo stava facendo lui.
Avevo mandato lui a casa di Giacomo per farmi prendere le mie così e quasi mi raccontò che quest'ultimo non voleva fargli prendere le cose scagliandosi contro di lui del fatto che adesso aveva vinto e che mi aveva tutto per se.
Se ero qui oltre ad essere una mia scelta era dovuto da lui, le cose non si facevano ad uno ma insieme, e se questa cosa non stava andando bene, allora era giusto così. Anche perché io dovevo pensare alla gravidanza che ormai sembrava essere il mio unico motivo per restare qui, e soprattutto il piccolo era diventato il mio punto fisso e lo sarebbe stato per sempre.
Non vi nego che mi sentivo un po' sola, e anche strana, avevo paura, ma sapevo che potevo contare su Marta.. Alberto..Ludo.. e poi la prima era la nonna di questo piccolo.
« Okay, questa è la torta e la tagli quando te lo diciamo noi okay? » Ludovica
« Raga ma dai » Sorrisi appena.
C'eravamo: Io, Alberto, Ludovica, Kyshan, Matteo e Domenico. Seduti ai tavolini e la terza e la quarta mi avevano preparato una torta con le loro mani, all'interno ci sarebbe stata la glassa del sesso del bimbo che gli aveva detto Albe a Ludo. Che stupide..'sorrisi appena guardandole,
Sembravano più incinte loro che io.
« Taglia dai.. aspetta aspetta.. »
Fermai subito la mano che reggeva il coltello.
« Hai una preferenza vero? »
« No.. per me è uguale.. »
« Mh.. vai.. »
Guardai Ludo parlare e feci per tagliare ma mi fermo' di nuovo :
« Com'è che si devono chiamare.. »
« Oddio..non saprei.. »
« Ludovì.. cia fai taglià sta tort o nasce pure? »
Si intromise Matteo sotto le risate degli altri inclusa la mia. Sorrisi appena tagliando la prima fettina e la glassa era rosa.. deglutì appena facendo il muso quasi sentivo le lacrime agli occhi ma sorrisi guardando i ragazzi esultare,
Solo Domenico pensava fosse maschietto.
Mangiamo la torta insieme e infatti facemmo sedere anche Fabrizio con noi.
Per quanto avevo tutti loro al mio fianco.. non c'era chi doveva esserci, non c'era l'unico che doveva essere al mio fianco, non c'era qualcuno che mi appartenesse e potessi chiamare "famiglia", mio fratello Michele non lo sentivo da parecchio, non condivideva la mia scelta di tenere il piccolo, diceva che avevo 22 anni ed era ancora troppo presto, che mi stavo rovinando una carriera e.. poco importava.
-
Restammo tutti insieme per un bel po finché non arrivò Giacomo con quella ragazza Clotilde, si tenevano per mano, stavano sempre insieme..
« Che ci fate tutti qui?? Non ci chiamate? »
« Non credo vi importi tanto. »
Guardai Ludovica rivolgersi in malo modo a Clotilde che chiedeva e sospirai appena guardando il cellulare poggiato sul tavolo senza parlare seduta tra Matteo e Alberto.
« Oddio state davvero scoprendo il sesso? »
« Vi ho detto che non vi interessa.. »
« Ma perch.. »
Mi alzai subito prendendo la giacca e la borsa mettendola sulla spalla e sospirai appena alzando poi lo sguardo, Giacomo non apriva bocca.
« È una bambina se tanto t'importa, ma non credo perché io e te nemmeno ci conosciamo. »
La guardai con aria di sfida, mi ero avvicinata abbastanza al suo viso, era la mia stessa altezza e abbassai gli occhi alla mano intrecciata a quella di Giacomo, sorrisi poggiando la mano sulla pancia e poi alzai gli occhi a lei.
« E Strunz si apparano semp.. »
Lo dissi in napoletano, senti' la risata di Matteo e Ludovica e poi girai lo sguardo a lui, non provavo odio, non potevo mai odiarlo.. ero solo arrabbiata ma non potevo fargli una colpa, non siamo tutti subito pronti a qualcosa, ma istintivamente sussurrai:
« Digli così al tuo fidanzato che quando scopate indossasse un preservativo.. non vorrei che poi rinnegasse anche il tuo bambino.. »
Girai lo sguardo a lui guardandolo abbassare subito lo sguardo e sentì la mano di Alberto tirarmi e mi lasciai tirare camminando con lui fino alla sua auto, lasciando gli altri li.
« Perché mi hai portata via? »
« Perché in corpo hai un bambino e non c'è bisogno che ti agiti così tanto.. quello che è stato è stato Sole.. devi pensare solo alla piccola adesso. »
Lo guardai deglutendo e annuì appena guardandolo fuori dal finestrino mentre lui se ne stava a guidare, afferrai il cellulare tra le mani e mandai un messaggio a Ludo:
" Ringrazia tutti da parte mia, scusami se sono andata via così."
-
• POVs Giacomo •
Rimasi a guardare la torta sul tavolo, aveva la glassa rosa.. era una bimba.
Era passato un mese da quando io e lei non stavamo più insieme, sembrava non importarmi più di tanto ma io vi giuro che non sapevo cosa mi stesse succedendo..
« C'è ne andiamo? » Chiese Cloti.
« Si, fate bene andatevene prima che.. »
« Ludovi.. ma qual'è o problem tuoi.. »
« Hai abbandonato la mia migliore amica quando lei aveva più bisogno di te.. »
« Tu non sai un cazzo.. »
« Tu non sai un cazzo, tu non sai le notti in bianco che ha passato in questi mesi, tu non sai quante paranoie se fatta, e non sai nemmeno che tutt'ora ti difende quando io in primis ti riempio di parole non carine.. qui nessuno nasce genitore, si impara col tempo.. quando sai già che stanno per nascere, e te lo dice una che nemmeno sa cosa vuol dire essere madre. Tu invece hai rinnegato quella bambina come se niente fosse per cosa? Per ritrovarti con una stupida a scopare quando potevi restare tranquillo con la tua famiglia piccola che stavi creando? Sei davvero un coglione.. quando ti ho conosciuto pensavo fossi l'uomo per lei, ma ora come ad ora penso solo che tu sei l'unico che deve starle lontano.. che non te la meriti una come Sole e che sicuramente anche lei avrà sbagliato in passato ma non ti ha mai rinnegato, quindi per favore.. non avvicinarti più a lei. »
Là guardai lasciando che mi spingesse dalla spalla e lasciò il tavolino con Matteo e Domenico e Kyshan.. i miei amici.. che nemmeno lo sguardo mi rivolsero.
Quasi mi sentivo obbligato a fare qualcosa che non ero pronto a fare.
Girai lo sguardo a Fabrizio che se ne stava seduto e aveva deciso di alzarsi guardandomi:
« A bello.. stai mollando tutto nel più bello.. »
Lo guardai andare via e poi spostai lo sguardo a Clotilde:
« Ci sono io con te, non ti lascio solo..»
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𝓟𝓮𝓻 𝓬𝓪𝓼𝓸.
Lãng mạnE se ad un certo punto della nostra vita, per caso, si presente qualcuno e cerca di amarci così incondizionatamente tanto da farci del male senza nemmeno rendermene conto, quale sarebbe la vostra scelta? Continuare ad amare o mollare ogni cosa? Tant...
