La stramba creatura aveva l'espressione confusa di un carlino che annusa un peto.
Indietreggiò di qualche passo, guardò meglio l'insegna esterna con la scritta "aperto", poi rientrò; il tutto sotto gli occhi attoniti della piccola Kiki.
«Scusate ma state ristrutturando?» Domandò. Pareva averci pensato su diversi minuti prima di aprire la bocca.
«Mamma ma palla!» Urlò la bimba strabuzzando gli occhi.
L'orso abbassò immediatamente il capo con espressione disperata.
«Tesoro non si dicono queste cose, è da maleducati.» La corresse Shakky sgranando gli occhi, poi si alzò, spense la sigaretta e tirò una pacca delicata sulla schiena dell'animale.
«Abbiamo avuto una visita spiacevole Signore, ma posso servirle... vediamo...»
«Del latte.» Affermò Nina con aria imbarazzata.
«Avete mica latte di orso?»
«Cosa?»
«Cosa?»
«Latte di osso.» Ripeté distrattamente Kiki.
La creatura tornò in uno stato di totale imbarazzo.
«Abbiamo quello di vacca.» Nina provò a mettere una pezza, ma la sua voce era stridula e nervosa.
«Va bene.» Concordò la creatura con voce che pareva provenire dall'oltretomba.
Shakky prese uno degli sgabelli buoni che erano a gambe all'aria per la stanza, spostò con il piede i vetri sul pavimento e lo fece accomodare, mentre Nina gli porgeva un bicchiere stretto e alto colmo della bevanda candida.
Lui prese posto e in silenzio cominciò a sorseggiarlo, nel frattempo che osservava le donne rassettare il locale.
Kiki gli si sedette di fianco e lo avrebbe accarezzato a mo' di cucciolo di cane se la madre non le avesse lanciato un'occhiata molto eloquente.
«Che è successo qui?» Domandò il cliente peloso con espressione confusa.
«Si è presentato un ceffo molto maleducato.» Tagliò corto Shakky mentre spazzava grossolanamente il disastro che c'era per terra.
Nina restò in silenzio, alla sua capa non piaceva che si sapesse troppo di chi e quando era passato nel suo locale: sosteneva che non c'era mai da fidarsi della gentaglia che andava là e che voleva stare il più possibile fuori dalle loro faide conosciute e sconosciute. Bellamy in effetti doveva aver pestato i piedi a parecchia gente, perciò non era saggio fare il suo nome al primo ignoto che passava.
«Capisco... li ho visti sulla mia strada mentre arrivavo. Sembravano avere una gran fretta di levare le tende. Un brutto affare davvero.» Commentò l'avventore.
«Un brutto affare?» Chiese Nina.
«Quei tipacci li conosco, ma vedendo com'era ridotto il capitano non dovrebbero più azzardarsi a ficcare il naso in questo posto.»
«Lo spero bene, la prossima volta non ne escono.» Lo incalzò Shakky infastidita.
«Tu hai un Jolly Roger un po' troppo simile al loro, ora che me lo fai notare.» Nina lo attraversò con lo sguardo d'ambra, intimorendolo a dir poco.
«No no signorina, io non c'entro nulla glielo garantisco.» Goccioline di sudore gli colarono sul muso. «Sono una brava persona, anche i miei compagni.»
«Tu non sei una pessona.» Osservò Kiki sorseggiando del succo di albicocca da una cannuccia.
L'orso piegò di nuovo il capo disperato.
Shakky trattenne una risatina, mentre Nina si innervosì rapidamente.
«No no, non intendeva quello. È piccola.» Rispose con voce squillante. «Vero che non intendevi quello Kiki?» Tuonò minacciosa.
«Ma veramente io-» Non ebbe il tempo di finire che la madre schizzò a tapparle la bocca.
«Eh eh questi bambini, dicono sempre un sacco di cose.» Squillò, poi trascinò la figlia sul retro con una rapidità disarmante.
«Mi sembrano un po' strane quelle due.» L'animale si era ripreso immediatamente e sorseggiava di nuovo dal suo bicchierone.
Shakky non parlò, rimase seria a pulire finché la collega e sua figlia non tornarono dal magazzino.
«C'è da ricomprare un bel po' di roba.» Commentò guardando la vetrinetta semi-vuota.
«Domani andiamo Shakky, non fasciamoci troppo la testa.»
La rassicurò l'altra mentre appoggiava la figlia sopra il bancone. Tirò fuori un pacchetto di sigarette e se ne accese un'altra.
«Strane davvero.» Mormorò l'orso tra sé e sé.
«Prego?» Lo riprese lei tombale.
«Niente niente, volevo pagare.»
«Oh lascia perdere, pagherai quando torni, adesso abbiamo troppo da fare.»
Kiki e Nina la guardarono la donna esterrefatte.
«Ti hanno colpito in testa? Oh lo sapevo! Dobbiamo andare in ospedale.» Nina lasciò cadere la scopa, le si avvicinò e fece per metterle una mano sulla fronte.
«Oh lasciami, sto benissimo. Quei soldi non mi manderanno fallita. Tutto questo probabilmente sì.» Osservò amaramente.
«È più grave di quello che pensavo, presto Kiki prendi la borsa. Dobbiamo cercare un medico.»
«E falla finita per piacere! Non è divertente affatto, dovremmo stare qui tutta la notte e tu perdi tempo con queste cazzate. Muoviamoci!»
«Scusa.» Nina abbassò il capo e andò a riprendere il manico che aveva lasciato poco prima.
«Il mio capitano è un medico, se volete poss-»
«Non ci interessa!» Urlarono le due all'unisono con tono più che contrariato.
L'orso piegò di nuovo il capo, ma stavolta nessuno lo consolò.
Rimase lì ancora per diverso tempo e le due donne lo ascoltarono distrattamente mentre parlava con la bimba.
Finirono alle prime luci dell'alba, il locale era vuoto e Kikyo dormiva profondamente su un divanetto.
Nina la baciò e le accarezzò le lentiggini prima di portarla al piano superiore e concedersi qualche ora di meritato riposo.
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The worst generation
Fanfiction"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
