«Che cazzo vi è saltato in mente?»
«Linguaggio!» Esclamò Nina che sedeva intorno al tavolo del loro rifugio con i membri dei pirati heart e un miscuglio di altri vari alleati delle altre fazioni. C'erano Zoro e la rediviva Hyori, sorella di Momonosuke che per anni si era nascosta in bella vista come Oiran, Nico Robin, Cane Tempesta e Carrot e infine Kin'emon.
Dopo i fatti avvenuti durante l'esecuzione si erano ritrovati la sera stessa per aggiornarsi sul da farsi.
«Non dobbiamo farci scoprire, come altro devo dirvelo?» Law era più che seccato, cercava di non darlo a vedere, ma ogni volta che parlava gli spuntavano le vene sulla fronte.
«Dovevamo lasciarla morire?» Domandò Nina infastidita, mentre toglieva le mani dalle orecchie di Kiki.
«Non ho detto questo.» Rispose lui a denti stretti.
«Era l'unico modo.» Disse Zoro laconico.
«Secondo me avete fatto bene, di fronte a queste cose chi se ne frega del piano.» Farfugliò Narvalo leggermente brilla.
«Oh ottimo! Allora io e Kin'emon ci siamo arrovellati le meningi per niente! Chi se ne frega del piano!» Sputò il capitano esasperato con una voce più acuta del normale.
«Anche secondo me era l'unico modo.» Confessò lo stesso Kin'emon a quel punto.
«Signor Law, hanno salvato la vita della mia Toko, non li sgridi così.» Mugolò Hyori.
«Non li sto sgridando, sto solo chiedendo che siano seguiti gli ordini.»
«Gli ordini sono flessibili in alcuni casi.» Fece notare Robin sorridendo gentilmente.
Nina la guardò ammirata.
«Forse nella vostra ciurma...»
«Io mi guarderei in casa prima di accusare gli altri.» Replicò Zoro guardando Nina per poi buttare giù un bicchierino di sake.
«Non ti permettere di additare la mia ciurma, spadaccino.» Il suo tono era perentorio e il suo sguardo torvo come non mai.
«C'era anche lei in quel recinto da polli con noi fino a prova contraria.» Asserì Zoro con aria provocatoria.
«Lei ha fatto quello che doveva e se n'è andata, non ha ingaggiato un combattimento a viso aperto con il capo della Yakuza!»
«Gira pure la frittata, del resto è questo che sanno fare meglio gli imbroglioni.» L'uomo fissò di nuovo Nina in cagnesco.
Robin guardò il compagno che sedeva di fianco a lei con aria contrariata e gli appoggiò una mano sul braccio come a dirgli di piantarla, ma il danno era fatto.
«Come ti permetti?»
«Imbrogliona sarà tua sorella!»
«Maleducato!»
«Lo sapevo che era un errore!»
Le voci dei pirati di Law si confusero le une alle altre, le uniche che non si sentivano erano quelle del capitano e della compagna.
Nina si alzò spostando Kiki più in là e in quel momento tutti tacquero.
«Ritira quello che hai detto.» Gli intimò furiosa.
Stavolta fu Law alzatosi a poggiarle una mano sul braccio.
«Non ci penso nemmeno morto, voi ci avete mentito, è evidente.»
Prima che Nina rispondesse, fu Law a parlare:«Che stai dicendo?» Domandò sinceramente confuso.
A Zoro comparve un ghigno sul volto.
«Lei.» Indicò Nina. «Cosa mi dici di lei? Vuoi continuare a difenderla all'infinito?»
«Si può sapere che cazzo vuoi da me?»
«Linguaggio.» La sgridò Narvalo.
La donna era a poche parole ancora da piantargli un pugno sul muso, il compagno la resse a fatica. «Stai calma, sentiamo cosa ha da dire.» La invitò.
«E devo anche spiegarvelo? Ci hai detto di non farla combattere perché era troppo debole, non è riuscita nemmeno a tirarsi su per salire su quel sottomarino e ora arriva e spacca il muso allo shogun. Non è un po' strano?»
I membri dei pirati heart si guardarono tra loro esterrefatti e scoppiarono a ridergli in faccia, tutti tranne Nina.
«Non penso di aver mai detto che fosse debole.» Singhiozzò Law tra una risata e l'altra.
Zoro li guardò ammutolito.
«Questi si sono bevuti il cervello.» Commentò ad alta voce esterrefatto, facendo ridacchiare Hyori.
«Dovresti saperne qualcosa.» Osservò Robin divertita.
«Deve esserci stato un equivoco.» Dedusse Carrot.
«Penso anch'io.» Ne convenne Cane-Tempesta che si stava godendo lo spettacolo come se fosse al cinema.
Nina continuava a restare seria e nel bel mezzo del momento ridanciano, ancora in piedi cominciò a slegarsi il floreale vestito incrociato che portava.
«Oh che fai?» Chiese Law bloccandola.
Le risate si interruppero bruscamente e tutti la guardarono.
Si scrollò di dosso le grandi mani di Law e continuò a sciogliere i pochi fiocchi che la tenevano vestita, poi si aprì l'abito sul petto e scoprì la spalla destra, osservando dritto negli occhi quella spregevole testa d'alga.
Si godette per qualche istante la sua espressione sorpresa, poi disgustata, poi colpevole, dopodiché parlò con una gravità che non le apparteneva: «L'ho quasi perso il braccio.»
«Nina, non devi farlo...» Le sussurrò Law tentando di fermarla e restando inascoltato.
«Me l'hanno quasi staccato, capirai che non posso più usarlo come prima...»
Chiacchierava cercando di celare il suo rancore, ma senza riuscirci granché e nel frattempo lentamente camminava verso Zoro, che solo a vedere la sua espressione ora rabbrividiva.
Mentre parlava così esposta i presenti percorrevano con lo sguardo quella profonda cicatrice che si contorceva e si allungava in forme e colori innaturali andando dalla clavicola fino a metà avambraccio e pareva anche fin dietro la schiena. Sembrava come se qualcuno avesse provato a strapparle l'arto.
Adesso era davvero vicina all'uomo.
«Ma comunque se continui con queste stronzate...» Gli afferrò il volto duro con una mano, ficcandogli le unghie nella carne e gli avvicinò le labbra rosee all'orecchio ingioiellato.
«Sono perfettamente in grado di spedirti tre metri sottoterra.»
Lo spadaccino sentì un brivido lungo tutta la schiena e non osò replicare in alcun modo, ma si limitò a osservarla mentre andava verso l'uscita e si rivestiva. Aveva provato un terrore tale da divenire di sasso e non riuscire nemmeno a muovere un muscolo, la gola gli si era seccata e sentiva gli arti intorpiditi. Quegli occhi gialli demoniaci, quella cicatrice rossastra che aveva in volto e l'haki che aveva sentito montarle dentro quando lo aveva afferrato avrebbero potuto popolare i suoi incubi per giorni.
Raramente aveva trovato chi riusciva a intimorirlo a tal punto, ma questo era uno di quei casi.
Nina d'altro canto era così incazzata da sentire le orecchie fischiare, lo avrebbe voluto strozzare con le sue stesse mani, ma finché riusciva a controllarsi preferiva non montare casini.
Si accese una sigaretta sulla porta mentre Cane-Tempesta si schiariva la voce e cominciava a parlare: «Ehm-ehm dunque presumo che questo fraintendimento sia ora risolto.»
«Spero proprio di sì.» Gli fece eco Kin'emon.
«Avrei preferito in altro modo.» Affermò Law guardando mesto la compagna infuriata.
«La prossima volta domandiamo prima di accusare.» Promise Nico Robin chinando il capo in segno di scuse.
«Sì.» Ne convenne Zoro apparentemente disinteressato.
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The worst generation
Fanfic"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
