La battaglia fu complessa per O'Kiku, che intimò agli altri di lasciarla indietro mentre affrontava Kanjuro all'ultimo sangue.
Nessuno di loro si era ancora ben reso conto di come un compagno tanto fidato avesse potuto tradirli così a lungo, ma nei loro cuori la rabbia aveva ormai preso il posto della negazione.
Entrarono di soppiatto, i loro vestiti erano stati tramutati in quelle orrende divise che portavano gli scagnozzi di Kaido, a Bepo stava molto bene.
«Capitano non mi sento molto a mio agio.» Borbottò Penguin imbarazzato, stiracchiandosi uno dei due lacci di pelle incrociati sul petto nudo.
«Sta' zitto, non è nemmeno la cosa più ridicola che ti sei messo.» Gli rispose Nina piccata, mentre si aggiustava uno dei minuscoli triangoli neri che le coprivano il seno.
Aveva provato a declinare l'offerta di Kin'emon, ma il piano era il piano e adesso si ritrovava strizzata in un micro-bikini bondage tutto pelle e fibbie, tentando inutilmente di coprirsi con il microscopico mantello che aveva in dotazione con l'abito. Gran parte delle sue cicatrici erano scomparse, coperte da meravigliosi tatuaggi coloratissimi raffiguranti fiori di ciliegio e un dragone cinese sulla spalla.
«Tu stai benissimo così dolce Nina.» Broccolò Shachi con la bava alla bocca.
«Sta' zitto anche tu.» Gli intimò Law seccato in testa al gruppetto.
Più si facevano strada all'interno, meno si sentivano fuori luogo in mezzo a quell'orda di tirapiedi vestiti in modo identico e intenti a fare baldoria.
L'aria era satura dell'odore pesante dell'alcol e delle cibarie che venivano serviti in quantità, in barba alla popolazione di Wano che all'esterno moriva di fame. Le luci delle lanterne erano basse e stanche, insufficienti per illuminare quell'area vastissima così distante dal centro dei festeggiamenti.
In lontananza, proprio dove l'illuminazione era migliore, si sentivano provenire rumori di rissa, non troppo preoccupante per le abitudini delle 100 bestie, ma divenne sospetta quando il drappello fu in prossimità diretta di quell'avvenimento.
«Sempre i soliti idioti!» Esclamò Law a denti stretti, guardando Cappello di Paglia e il suo vice capitano scatenarsi contro gli astanti ubriachi.
Bepo scosse il capo in silenzio, che piombò in tutta la piazza, quando Kaido e Big Mom uscirono dal castello con lo Shogun Orochi al seguito.
Nina ebbe diversi pensieri omicidi alla sua sola vista.
L'imperatore iniziò a parlare, con la sua voce profonda e tonante, spiegò il motivo della presenza dell'imperatrice al suo fianco e della loro nuova alleanza.
Linlin annuiva alle sue parole, mentre tirava delle corde alle quali erano attaccate due persone legate come salami.
«Nami, Carrot...» Mormorò Bepo esterrefatto.
«Oddio, guardate lassù!» Esclamò Penguin preoccupato.
Tra i due imperatori, piccolo e quasi invisibile a quella distanza era imprigionato Momonosuke, presumibilmente consegnato al nemico da Kanjuro. Il bimbo era legato mani e piedi a una struttura in legno simile a quella sulla quale era stato giustiziato il padre della piccola O'Toko e sembrava essere stato picchiato selvaggiamente. Il suo volto minuto e rotondo, sembrava violaceo e gonfio, ma i quattro non riuscirono a scorgere di più, lontani come erano.
«State buoni, ci pensano già loro a fare baccano.» Ordinò a tutti il capitano, stringendo la sua spada.
Kaido nel frattempo seguitava il suo discorso delirante, la sua voce graffiante proferì parole che fecero gelare il sangue a molti dei presenti.
Con Big Mom intendeva conquistare lo One Piece e le Armi Ancestrali, creando un mondo di violenza.
Espresse l'intenzione di tramutare Wano in un paese senza leggi per i pirati, schiavizzando gli abitanti per produrre ancora più armi nelle sue fabbriche.
Il perfido Orochi a quelle parole strabuzzò gli occhi e, per la prima volta nella sua vita da codardo e parassita, si oppose a gran voce, rivendicando il controllo del Paese e il suo diritto di vendetta. Il suo tono fastidiosamente mellifluo, passò dall'essere un mugolio sommesso a un gracchìo sconcertato, non appena vide che i suoi scagnozzi gli davano man forte dal basso della balaustra dalla quale stavano parlando.
L'imperatore tuttavia non apprezzò quel furto di scena e, senza nemmeno farlo finire, alzò la sua arma affilata su di lui e lo decapitò.
Il tonfo della sua grossa testa dai capelli viola che rotolava sul pavimento di legno rimbombò in tutta la silenziosa piazza, ma non si vide una sola goccia di sangue.
I pirati delle cento bestie, dopo un iniziale silenzio, iniziarono a farsi prendere dall'entusiasmo e in tutta l'isola degli orchi si poté udire il boato delle loro grida festanti.
«Non ci è più utile a niente.» Commentò Kaido riponendo la sua arma e a quelle parole, di nuovo le grida di approvazione si librarono in aria chiassose.
Nel trambusto generale, spintonati e strattonati, i pirati Heart si muovevano verso le ali della folla senza dare nell'occhio, mentre Kaido gridava un ultimatum ai sottoposti del defunto Orochi: «Diventate pirati al mio servizio o affrontate i pirati delle Cento Bestie seduta stante!» Gridò, esaltato dai cori dei suoi tirapiedi.
Spiegò inoltre come intendesse scatenare una guerra mondiale, trasferire Onigashima alla capitale di Wano e nominare suo figlio Yamato come nuovo Shogun.
La maggior parte tra samurai e San ninja di Wano si affrettano loro malgrado a proclamarsi fedeli all'uomo, mentre lo scarno gruppetto che tentò di ribellarsi, venne prontamente neutralizzato.
Kaido, non contento della devastazione che stava provocando si voltò verso Momonosuke e iniziò a chiedergli insistentemente quel fosse il suo nome e se fosse veramente figlio di Oden.
Il bambino, sembrava atterrito, spaventato, dolorante e impotente, ma in un impeto di coraggio, proclamò il suo nome e gli promise che un giorno sarebbe diventato lo shogun di Wano.
La sua voce, di solito così fine e timorosa, era ora un grido di disperazione.
A Nina si torse lo stomaco al solo sentirlo gridare in quel modo e fu costretta a distogliere lo sguardo per evitare di risalire il palazzo e prendere a schiaffi in faccia Kaido.
«Stai tranquilla.»
Sentì pronunciare dolcemente da Law, che sembrava preoccupato tanto quanto lei per la sorte di quel ragazzino. Le prese la mano e gliela strinse brevemente, guardandola in apprensione.
«Sono tranquilla.» Gli confermò la donna, ricambiando il suo sguardo grigio.
Era incredibile come riuscisse a leggerla dentro e come lei riuscisse a leggere lui: c'erano occasioni in cui era sufficiente un solo sguardo perché si capissero all'istante e questa era una di quelle.
Nina sorrise furbescamente, mentre Law scuoteva il capo per chiederle che cosa stesse succedendo. La donna non dovette nemmeno disturbarsi a spiegare, poiché da una delle pareti del palazzo, accompagnato da una improvvisa e fortissima esplosione, venne schizzato fuori in una nube di polvere un individuo vestito di bianco e rosso che si proiettò diretto verso l'imperatore.
«Yamato aspetta!» Gli intimò la voce di Rufy.
Yamato si fermò appena in tempo per vedere i Foderi Rossi fare improvvisamente irruzione alle spalle di Kaido e lanciarsi contro di lui, scaraventandolo oltre la balaustra.
«Si comincia.» Asserì Law.
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The worst generation
Fanfiction"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
