🗡️64. Battaglia

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Chopper si aggirava tra i guerrieri feriti nella fredda oscurità dello spiazzo centrale di del palazzo.
La luce tremolante delle torce rifletteva sui suoi strumenti, mentre mescolava frettolosamente una soluzione blu brillante, il frutto di minuti di studio disperato.
Intorno a lui, l'odore acre del sangue e del virus si mescolava con quello pungente delle erbe medicinali e dei composti chimici.
Il virus, che aveva trasformato molti in orchi di ghiaccio, lui compreso, iniziava a perdere la sua presa quando Chopper iniettava la cura.
Le prime vittime, avvolte in coperte pesanti e scaldate dalle fiamme di Marco, riprendevano colore e calore. I loro sguardi pieni di gratitudine erano un faro di speranza in quel caos, che fossero amici o nemici adesso stavano tutti dalla stessa parte. Chopper, con il viso sudato ma illuminato da un sorriso soddisfatto, urlò: «La cura funziona! Non c'è più tempo da perdere!»
Mentre la sua voce echeggiava nella sala, i combattenti superstiti si rialzavano, pronti a tornare alla battaglia con nuova forza.
Queen osservava la scena impotente e con una furia crescente, i suoi occhi iniettati di sangue stavano fissi su Chopper, che distribuiva la cura tra i guerrieri trasformati in orchi di ghiaccio.
Il suo ghigno di soddisfazione era scomparso, sostituito da un'espressione di rabbia feroce.
Il pavimento sotto i suoi pesanti passi metallici tremava mentre si avvicinava, il fumo delle sue armi si mescolava all'odore acre del sudore e del sangue.
«Come osi rovinare il mio capolavoro, moccioso?» Ringhiò, la sua voce era un misto di disprezzo e frustrazione.
Intorno a lui, i suoi ex scagnozzi, ora guariti, lo fissavano con occhi colmi di odio.
Le loro armi non erano più al servizio della distruzione, ma puntate contro di lui.
L'aria era densa di tensione, l'odore della polvere da sparo si mescolava con quello pungente dei medicinali di Chopper.
«Non solo hai trovato una cura.» Continuò Queen in un ringhio che riecheggiò nel caos della battaglia. «Ma hai osato portare via i miei soldati! Sei solo un insetto, e ora ti schiaccerò come tale!»

La sconfitta di Queen fu tanto spettacolare quanto inevitabile. Dopo aver affrontato le sue continue provocazioni e il suo brutale arsenale di armi cibernetiche, Chopper, supportato dai guerrieri che aveva curato, orchestrò un contrattacco impeccabile.
Con l'aiuto di Sanji, che con i suoi calci fiammeggianti distrusse le difese di Queen, e Marco, che lo colpì dall'alto in forma di fenice, il gigantesco dinosauro cibernetico perse terreno.
Chopper, mostrando una determinazione feroce, utilizzò la sua trasformazione Monster Point per abbattere definitivamente il tiranno con un colpo devastante.
L'enorme corpo di Queen crollò tra le rovine di Onigashima, accompagnato dal clangore metallico dei suoi arti artificiali. Mentre l'eco della sua caduta si spegneva, il campo di battaglia si riempì di urla di vittoria e del fruscio del vento che portava via il fumo acre della distruzione.

Il tetto di Onigashima si estendeva come una distesa frastagliata di rocce nere, lucide di ghiaccio e sangue. Le crepe sulla pietra vulcanica rilasciavano un calore soffocante, mentre i detriti degli scontri precedenti coprivano la superficie. Sopra, il cielo era una tela di nubi nere trafitte da lampi dorati e viola, che illuminavano fugacemente i combattenti. L'aria era densa, un misto di ozono, zolfo e sudore.
Dopo ore di tentativi, i comandanti delle ciurme alleate erano riusciti a risalire dall'interno il teschio che poggiava sulla terra brulla dell'isola per raggiungere i visoni impegnati nella strenua battaglia con il più potente degli imperatori.
Da una parte, Kaido nella sua forma ibrida dominava la scena con la sua presenza gigantesca. La sua mazza kanabo era circondata da fulmini blu, ogni movimento generava scosse che facevano tremare la pietra sotto i piedi. Al suo fianco Big Mom torreggiava con Napoleone, il suo sorriso malvagio accentuato dai fulmini che serpeggiavano intorno a Hera.
«Avete salvato i vostri amichetti in pelliccia. Per il momento...» Li derise sicuro l'imperatore con la sua voce profonda che rimbombava nel petto di tutti loro.
Di fronte a Kaido, Luffy, Kid e Law si disponevano in formazione.
Luffy scattò per primo, i suoi pugni apparivano avvolti nell'Haki del Re Conquistatore, il suo sguardo era fiero e determinato mentre il suo corpo si gonfiava per tornare ancora una volta in forma di Boundaman.
Kid, con un braccio meccanico carico di detriti metallici che orbitavano come pianeti attorno a lui, digrignava i denti in un sorriso sadico e feroce.
Dietro di loro, Law preparava silenziosamente una Room, la spada Kikoku pronta, mentre il suo mantello ondeggiava nel vento carico di polvere e fumo.
Zoro e Killer, che avevano tutta l'aria di essersi trovati lì per caso, si concentrarono su Big Mom, la loro formazione appariva altrettanto serrata.
Zoro impugnava le sue tre spade, le lame scintillavano nell'oscurità mentre il suo Haki pulsava come un'aura invisibile.
Killer, accanto a lui, emetteva un riso inquietante e incontrollato, le sue falci luccicanti sferzarono pronte a colpire.
Kaido ruggì, il suono profondo e gutturale che rimbombava tra le rocce scosse l'intera piattaforma sulla quale tutti poggiavano i piedi. Con un movimento fulmineo, abbassò la sua mazza kanabo verso Luffy in piena carica, ma il capitano rimbalzò in aria, il suo pugno si accese come un sole.
«Red Roc!» Gridò.
Il colpo esplose su un Kaido impossibilitato a schivare la forza di quell'attacco scagliò scintille dorate nel cielo.
Kid approfittò del momento, richiamò una gigantesca massa di metallo con un ruggito e la attrasse verso il suo braccio mancante, che tra clangori e acuti stridii si trasformò in un arto gargantuesco, degno della stazza del nemico. Con un colpo devastante, si scagliò su di lui, facendo tremare il terreno.
«Non sei più invincibile, vecchio bastardo!» Urlò con il suo caratteristico modo volgare.
Law sfruttò la confusione e materializzandosi alle spalle dell'imperatore sferzò un preciso colpo di Kikoku.
«Injection Shot!»
La spada perforò la pellaccia di Kaido, che ruggì di rabbia, il suo fiato solforoso saturò l'aria nera.
Nel frattempo, Big Mom caricò Napoleone con fulmini di Hera, scagliando un colpo diretto verso Zoro.
Il samurai alzò le sue tre spade, assorbendo l'impatto con un ruggito di sforzo e spostandosi di qualche metro all'indietro.
«È tutto quello che sai fare?» La schernì in tono di sfida. Il sudore gli colava sulla fronte mentre respingeva l'attacco.
«Non importa quanto sei grande, cadrà anche il tuo regno!» Aggiunse Killer tra una risata e l'altra.
Big Mom rispose con una risata roboante, il suono si propagava come un'onda.
«Novellini presuntuosi! Vediamo quanto resistete.» Rispose loro.
Con un movimento fulmineo, scagliò un fulmine verso i due, che riuscirono a schivarlo per un soffio.
Killer avanzò immediatamente verso di lei, roteando le sue falci in un assalto implacabile contro Napoleone. La collisione tra le lame generò scintille che illuminavano i loro volti coperti di sudore e sangue, ma l'imperatrice resistette senza il minimo sforzo.
Quel breve ma significativo primo attacco, già aveva dato la misura delle potenzialità degli avversari a tutti loro.
D'un tratto, nel secondo di silenzio in cui Killer indietreggiò per allontanarsi da Big Mom, dal buco che avevano creato per salire sul tetto si sprigionò uno schianto assordante accompagnato da fumo e detriti.
Gli astanti si guardarono e poi guardarono l'apertura dalla quale uscì in volo una Nina tutt'altro che impressionata dall'esplosione dell'attimo precedente.
«Pensate di prendervi tutta la gloria?» Esordì sarcastica, ridendo mentre si proteggeva il volto dai residui dello scoppio.
Si era liberata di tutti gli indumenti che le impedissero i movimenti e la sua tuta aderente nera rivelava i numerosi tatuaggi coloratissimi dalla profonda scollatura sulla schiena e sulle braccia nude.
Buttò un occhio sui presenti alquanto destabilizzati.
«Be'? Che sono quelle facce?»
E così dicendo, prese velocità sulla sua nuvola svolazzante per scagliare un pugno devastante sullo stomaco di Big Mom. La prese in pieno, la fece arretrare e poi schiantare rovinosamente al suolo con un'esplosione che fece alzare un gran polverone e incrinare il teschio cornuto sul quale combattevano.
Law la guardò fiero, mentre Zoro emise un grugnito.
«Esibizionista» Farfugliò sprezzante e, con un salto, si posizionò sopra Big Mom a terra e le spade pronte a colpire.
«Santoryu Ougi: Ichidai Sanzen Daisen Sekai!»
Un vortice di energia si sprigionò, costringendo Big Mom a pararsi, ma il suo sorriso malefico non si spegneva.
«Dannata ragazzina, sei venuta fin qui a tormentarmi come un pidocchio!» Gridò di rabbia l'imperatrice mentre si rimetteva in piedi. Finalmente sembrava aver preso sul serio quello scontro.
«Non ti è bastata l'ultima volta?» Gracchiò ancora la donna, alzando al cielo la sua spada e caricandola di folgore per prepararla a un attacco terrificante.
Nina le sorrideva sicura, era scesa a terra insieme ai vice capitani e sebbene la sua figura esile contrastasse con quella dei compagni, i suoi occhi balenavano di furia più di quelli di ogni altro lì presente.
«L'ultima volta ero venuta per chiedere aiuto, mi hai costretta a tornare per la guerra.» La rimproverò con voce ferma, poi sparì in aria per schivare il temibile attacco dell'avversaria.
Napoleone ricadde verso la sua posizione vuota meno di un secondo dopo, il fragore del colpo si udì fino a Wano e destabilizzò le fondamenta del teschio, creando nuove crepe e spaccature.
Law si spostò dal suo fronte e corse in soccorso della compagna al grido di «Shambles!»
In un attimo si era teletrasportato di fianco a lei e le sorrideva con una luce negli occhi grigi che si manifestava solo quando era immerso nella battaglia.
Nina ricambiò il suo sguardo affamato, poi con un gesto delle mani evocò le sue temibili falene e saltò sul suo mezzo di trasporto preferito per attaccare nuovamente. Un'altra nuvola volante si materializzò sotto i piedi di Law, che senza scomporsi approntò di nuovo la sua spada.
Law fu portato in un volo trionfale sopra la testa di Big Mom, mentre Nina le si avanzava contro di lei frontalmente.
Nello stesso esatto secondo la attaccarono, impedendole qualsiasi schivata.
«Injection Shot!» Gridò Law, affondando la sua spada nel corpo della gigantesca nemica, mentre Nina la colpì ripetutamente sul ventre con tutta la forza che aveva e con i pugni intrisi di haki de re conquistatore.
In aria si liberarono fulmini neri e rossi, fumo, polvere, detriti, oltre che a stridori e urla disumane.
Riuscirono di nuovo ad atterrarla all'istante in un attacco combinato che non avrebbe lasciato scampo a nessuno con un corpo normale. Big Mom tuttavia non possedeva un corpo normale e ci mise solo qualche minuto a rialzarsi più infuriata di prima.
«Maledetti novellini!» Gracchiò la donna iraconda, caricando un nuovo colpo su Napoleone.
«Sei troppo grande e lenta, mamma!» Gridò Nina pronta a schivare e richiamando uno sciame di falene rosse e nere al suo cospetto.
«Non chiamarmi così, dannata pulce!» Urlò la donna completamente fuori di sé.
«Non farla incazzare! Vuoi ammazzarci tutti idiota?» Esclamò Zoro, minacciandola con Enma.
«Mi piace questa qui!» Gridò Kid poco lontano al di sopra dello stridore della folgore e dei grugniti gutturali dell'imperatrice.
«Bingo.» Le sussurrò Law, montando sulla nuvola di farfalle.
Lilin- distratta dalla sua furia- lanciò un attacco potentissimo, ma impreciso.
Nina sbalzò in alto tutti quelli che si trovavano nel suo raggio d'azione mentre sospingeva se stessa e il compagno di nuovo al di sopra dell'imperatrice furibonda.
La luce e il vento si erano dissipati da nemmeno un secondo, che i due si scagliarono di nuovo sulla nemica con una violenza inaudita.
«Injection Shot!»
Annunciò l'uomo, mentre un mare di insetti esplosivi colpivano Mamma da ogni direzione, detonandole addosso.
Sul tetto di Onigashima, i suoni erano un misto di clangori metallici, ruggiti e scoppi. L'odore acre dell'ozono si mescolava al sudore e al sangue, mentre il bagliore intermittente dei fulmini e delle esplosioni illuminava il campo di battaglia. Ogni respiro era una lotta, ogni passo una sfida. Ma nonostante tutto, i guerrieri non si fermavano.
Il cielo sopra di loro, carico di nubi nere, sembrava sul punto di crollare.

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