🪆11. Miss Princess

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Narvalo voleva far vedere a tutti la sua ultima trovata, ma dati i suoi ritmi di sonno, l'equipaggio optò per organizzare una cena piuttosto che un pranzo. Bart provò a protestare, ma nemmeno il suo aspetto minaccioso poté nulla contro la dialettica della donna dalla bandana gialla. Nina la trovava meravigliosa ed era molto interessata a capire come facesse ad essere sempre così energica nonostante la quantità esagerata di ore dormite.
«È esattamente questo il segreto.» Le aveva risposto con voce squillante la ragazza per poi congedarsi.
Nina- ormai più occhiaie che donna- si prodigò anche in quella occasione per far rendere al meglio il sapore di quegli ingredienti a lunga conservazione che tenevano nel Polar Tang.
Law sembrava non credere nel potere nutrizionale del cibo e nessuno della sua ciurma aveva mai cucinato nulla che non fossero noodles istantanei, per cui la materia di partenza era poco varia e di scarsa qualità, tuttavia con le giuste spezie e con i giusti abbinamenti i commensali leccavano il piatto e in qualche occasione persino la pentola.
«Mamma guadda.» La chiamò Kiki seduta ai suoi piedi mentre la donna mescolava le pietanze.
«Dimmi tesoro- oh no.» Un braccio della sua bambolina riciclata si era staccato e ne stava uscendo l'imbottitura.
«Ha male sevve un dottore.» Osservò intristita la bimba.
«Appena ho finito qua la ricuciamo, d'accordo?» Le propose Nina continuando a preparare.
«No ora, lei ha male.»
«Tesoro lo facciamo più tardi.»
«Ora.» E così dicendo iniziò a strillare e a piangere come faceva spesso in quei giorni.
Nina sospirò e si prese un momento per evitare di mettersi a piangere a sua volta.
«Kiki ho le mani tutte sporche ora, non posso macchiare di sugo Miss Princess.»
La bambina sembrò non sentirla e seguitò a protestare a squarciagola.
«Brucerò la cena se la riparo adesso, non vuoi mangiare cose cattive per cena, no?»
Niente, continuò a sbraitare e battere i piedi tanto che qualcuno nelle vicinanze si impensierì.
La porta della cucina si aprì e sbucò Bepo tutto sporco di polvere sul muso e con un'aria insolitamente stralunata.
«Tutto bene?» Chiese, prima di vedere Nina che incurante assaggiava il sugo e Kiki che le tirava disperata i lembi del maglione giallo.
«Bepo caro tutto bene, tu? Hai sentito un buon profumo e sei venuto a indagare?»
«Veramente ho sentito tua figlia.» Rispose lui, certo definitivamente e senza possibilità di smentita che fosse un po' tocca.
«Oh lascia fare, stiamo imparando a gestire i no. Vuoi un tè?» Gli sorrise.
«Magari dopo grazie, stavo finendo una cosa.» Detto questo sfilò il muso sporco dalla porta e scomparì.
Kiki nel frattempo si era calmata e per qualche istante alla donna parve quasi di assaporare il silenzio, almeno sinché non avvertì l'ennesimo scossone.
«Hai finito di piangere?» Domandò infine Nina alla piccola che non rispose e la guardò torva, uscendo dalla stanza appena la donna ebbe voltato gli occhi.
L'odore di cibarie si era diffuso negli ambienti attigui al cucinotto e stare in quelle zone era come essere accanto a Nina.
La piccola Kikyo camminava incerta sulle sue scarpine nere, forse un po' strette da qualche giorno e stringeva forte Miss Princess per consolarla del suo braccio ferito. La sua gonnellina di jeans andava avanti e indietro mentre procedeva casualmente per quei corridoi altissimi e le maniche a righe della maglia erano fradice di lacrime e iniziavano a fargli venire freddo.
Erano trascorsi pochi minuti e già voleva tornare indietro dalla sua mamma, ma la strada era tutta uguale e lei non la ricordava.
I neon sfarfallavano sopra la sua testolina nera e forse aveva più bisogno Kiki di Miss Princess che non il contrario.
«Piccola che fai qui?» Una voce maschile conosciuta le si rivolse.
La bimba si voltò, vedendo il signore alto con il cappello buffo che le andava in contro.
Lei si chiuse nel mutismo, limitandosi ad abbracciare il giocattolo.
L'uomo si acquattò di fronte a lei e le sorrise. Lo aveva visto poche volte e sentito parlare ancora meno, ma certamente non lo aveva mai visto sorridere. Le sue occhiaie per una volta erano increspate da una smorfia di felicità piuttosto che di disappunto e i suoi occhi,di solito grigi e spenti, brillarono per un breve attimo.
Kiki si sciolse alla vista di un volto gentile dopo così tanti giorni.
«Cosa sono questi occhioni rossi? Hai pianto?» Domandò ancora lui.
«Mish Prinshes.» Spiegò mostrandogli la bambolina.
«Oh questo è grave, ma sei fortunata. Lo sai che sono un dottore?» La informò sedendosi di fianco a lei.
«Dabbero?» Kiki non esitò a porgergli l'oggetto implorandolo con lo sguardo di prendersene cura.
«Bene, vediamo.» Esordì con tono fintamente professionale e tirando fuori un fonendoscopio da sotto il cappotto nero.
«È molto grave, ma ce la farà.» La informò preoccupato fingendo di ascoltare.
«Kikyo!» La voce di Nina risuonò inesorabile nel riverbero metallico dei corridoi. La bimba ammutolì e si spostò di lato leggermente indietro rispetto a Law.
Aveva i capelli tirati indietro da una delle bandane di Narvalo, il maglione stiracciato sporco di sugo e l'espressione che nessuno vorrebbe mai vedere in volto alla propria madre.
Il capitano era seduto per terra impassibile, con la meno destra teneva Miss Princess, con la sinistra il fonendo.
«Mis pricesh.» Disse timidamente la bimba, indicando tra le mani di Law, ma la donna non volle sentir ragioni.
«Per quello che hai fatto non ti meriti nessuna Miss Pricett.» La prese per mano e la portò con sé ignorando ogni tentata protesta.

«Non dirmi che vuoi usarlo veramente.» Ridacchiò Spugna incredulo, grattandosi la testa da sopra il cappuccio viola.
«E perché no?» Chiese Narvalo indispettita.
«Cosa ci fai con un'arma del genere contro uno che usa l'haki?» Obbiettò Shachi.
«Ci faccio bella figura, guarda che profilo.» Disse lei esaltata.
«È vero.» Commentò laconico Bepo con la bocca piena di patate.
«Ma una spada-fionda? L'avete mai sentita?» Chiese Spugna.
«No, e per questo è meravigliosa.» Affermò Narvalo passandosi una mano tra i ricci castani.
«No è perché non serve a niente.»
Nel frattempo una Nina sempre più sull'orlo della crisi di nervi tentava di far mangiare la figlia.
Kiki era ancora imbronciata per Miss Princess e non aveva né la fame né la voglia di riempirsi lo stomaco, così ignorava la madre che le sventolava il cucchiaio in faccia tentando di carpire la sua attenzione.
«Se la uso in battaglia e l'idea funziona, voglio da ognuno di voi 100 Berry.» Narvalo era davvero offesa.
«Te ne prometto anche 1000 tanto non funzionerà mai.»
Si sentì un colpo, dopodiché Penguin si ritrovò un corposo bernoccolo proprio in cima al capo, poi il silenzio.
Dal corridoio di destra era sbucato il capitano con un fagotto in mano.
«Law vieni a mangiare?» Domandò Bepo entusiasta.
«Sì, ma prima...»
A Kikyo si inumidirono gli occhi: la sua bambola era lì davanti a lei con entrambe le braccia attaccate al busto e delle cuciture tutte nuove e bel più precise.
Lo guardò con gratitudine facendolo sorridere di nuovo e prendendosi anche una breve carezza sulla testolina.
Nina gli sorrise a sua volta e baciò la bimba.
«Come si dice tesoro?» La esortò la madre intenerita.
«Grassie.»

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