Il primo e l'unico a scendere fu Law, che ordinò alla ciurma di attendere finché non sarebbe tornato con il nuovo piano imposto dal tradimento di Kanjuro.
Ognuno restò al suo posto come indicato e poco più tardi l'uomo tornò con una strategia concordata: avrebbero portato il Polar Tang dietro l'isola e li sarebbero sbarcati, mentre gli altri due alleati attaccavano frontalmente.
Con loro avrebbero portato i foderi rossi rimasti.
La notte avvolgeva Onigashima in un manto oscuro, interrotto solo dalle luci tremolanti delle torce e dal bagliore lunare che filtrava attraverso le nuvole minacciose. Il vento portava con sé l'odore pungente del mare e il fumo acre delle fiamme che illuminavano i corridoi labirintici della roccaforte. Le ombre danzavano sulle pareti di pietra, creando un'atmosfera sinistra e carica di tensione.
Il sottomarino attraccò e da questo uscì un drappello di figure silenziose e veloci che si diressero rapidamente verso l'entrata posteriore della roccaforte di Kaido.
Nina avanzava silenziosamente insieme ai compagni tra le ombre, il cuore che batteva forte nel petto. Indossava un mantello scuro che si fondeva con il buio della notte.
Improvvisamente, sentì una presenza familiare, no, erano due e poi una voce che le era mancata più di quanto avesse osato ammettere.
Il cuore le saltò un battito, lo stomaco le si strinse e gli occhi le si inumidirono.
Di fronte a loro in lontananza due sagome sembravano attenderli.
«Oddio.» Sospirò la donna emozionata, con il petto che sembrava esploderle di gioia.
«Che c'è?» Mormorò Law al suo fianco.
Lei non rispose, ma si gettò in una corsa pazza verso quelle figure nere.
«Ferma! Potrebbero esserci guardie.» Le intimò il compagno, ma Nina era sorda a quegli avvertimenti, troppa era l'euforia che la riempiva.
I pirati heart e i foderi rossi non poterono far altro che guardarla scappare a perdifiato verso quegli uomini misteriosi per poi gettarsi tra le braccia di uno di loro.
La seguirono, raggiungendola rapidamente e ritrovandola in lacrime abbracciata a un samurai. Al loro fianco Gatto-Vipera li osservava fumando commosso la sua lunga.
Il samurai era alto e slanciato, i suoi lunghi capelli neri erano acconciati alla moda delle geisha e le sue labbra tinte di rosso baciavano dolcemente la testa di Nina. Egli portava due pistole alla cintura del kimono.
Izo la strinse forte, come se temesse che potesse svanire da un momento all'altro.
«Bambina mia, non sai quanto mi sei mancata. Pensavo di non rivederti mai più.» Le sussurrò allontanandola e guardandola meglio.
Notò che i lunghi capelli neri che ricordava non c'erano più, i suoi occhi ambrati si erano fatti più tristi, era dimagrita e una serie di cicatrici le popolavano il volto e il corpo.
La donna si asciugò le lacrime di felicità senza riuscire a dire nemmeno una parola: il nodo che aveva alla gola glielo impediva.
Rivedere Izo vivo e vegeto era per lei una delle gioie più grandi provate negli ultimi mesi e allo stesso tempo un cruccio immenso, perché sapeva che da qualche parte c'erano ancora tutti loro, ma non aveva mai osato cercarli e aveva lasciato che Kiki si dimenticasse della sua famiglia.
Lo stomaco le si torse ancora al pensiero di non essere riuscita a mantenere vivo in lei il ricordo di nessuno di loro, uomini e donne che tanto amava e che tanto avevano fatto per lei.
Izo dal canto suo non sembrava dispiaciuto né offeso dal fatto che non li avesse più cercati e questo le faceva ancora più male.
Tanto era il loro amore che, anche dopo anni in cui non aveva mai tentato un contatto, continuavano a trattarla come la bambina che era stata e che per sempre sarebbe stata ai loro occhi.
Una morsa di rimpianti e sensi di colpa le strattonò cuore e le viscere, così forte che desiderò allontanarsi dall'uomo.
«C'è anche Marco con noi, tra poco ci raggiungerà.» Le disse Izo con gli occhi lucidi, facendola scoppiare di nuovo a piangere.
I presenti li guardarono attoniti.
«C-Cè K-Kiki, è sul-la nostra imbarcazione.» Farfugliò Nina emozionata e incapace di esprimersi oltre quei mugolii.
«Quando sarà tutto finito... adesso non disturbiamola.» Le sorrise teneramente, asciugandole una lacrima con l'indice.
«M-mi d-ispiace.» Balbettò imbarazzata e confusa, mentre osservava l'altro sorriderle teneramente.
«Di cosa?» Le chiese in un sussurro, guardandola con un amore con cui solo un fratello maggiore avrebbe potuto guardarla.
Nina non riuscì a rispondere, era impossibilitata a creare pensieri lucidi in quella situazione, così si buttò di nuovo tra le sue forti braccia e lo strinse disperatamente a sé.
«Capitano...» Disse Bepo richiamando l'attenzione di Law.
«Un attimo. Diamole un attimo, non si vedono da anni.»
«Troppi anni.» Aggiunse O-Kiku sorridente facendosi avanti.
«Sorella.» Mormorò Izo alla sua vista.
Nina guardò l'altra donna e seppe che stava provando le sue stesse emozioni.
Si fece da parte, tornando al fianco di Law che le circondò le spalle con un braccio e se la portò vicina vicina.
«Fratello.» Rispose O-Kiku correndo a sua volta ad abbracciarlo.
«Ommioddio è tutto così commovente.» Mugolò Gatto-Vipera asciugandosi i grandi occhi con un gigantesco fazzoletto a fiori rosa.
«Capitano...»
«Che c'è, Bepo?» Gli rispose Law.
«Dovremmo andare, sento un bel trambusto all'interno.»
Law annuì e non ebbe nemmeno il tempo di richiamare l'attenzione di tutti, che dalla fortezza di Kaido uscì un drappello di suoi sottoposti insieme a Kanjuro.
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The worst generation
Hayran Kurgu"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
