⛰️14. Terra

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L'arrivo a destinazione era previsto per le 12:00, ma il Polar Tang era riemerso già alle 11:00 di quella stessa mattinata.
Hakugan aveva rilevato un fondale molto irregolare, pieno di secche e scogli che avrebbero potuto danneggiare il sottomarino, perciò aveva optato per proseguire in superficie durante le ultime miglia che li separavano dalla terraferma.
Tutto l'equipaggio ne aveva approfittato per salire sul ponte a prendere una boccata d'aria vera dopo quelle settimane trascorse a respirare la stessa filtrata e ri-ossigenata artificialmente.
Nina prese Kiki e l'accompagnò verso l'uscita non appena Bepo le ebbe dato la notizia, ancora prima di udire la prima turbolenza che accompagnava la risalita.
La luce solare le accecò, ma a Nina non importava. Quei raggi familiari le immisero una felicità tale per cui si dimenticò anche di fumare, nonostante lo avesse desiderato per così tanto tempo.
Il ponte era fradicio d'acqua, così come le pareti della cabina che vi si trovava sopra e dalla quale erano risalite, ma a nessuno importò, né a Narvalo, né a Penguin e Shachi, né a Bart e Spugna. Si sedettero in ordine sparso sul legno bagnato e aspettarono che il calore dissipasse l'umidità.
Nina si stava accendendo la prima sigaretta quando Bepo e Law sbucarono dalla porticina.
Il capitano indugiò con uno sguardo indecifrabile su di lei, mettendola in soggezione e facendole temere una sgridata per aver infranto una qualche regola sconosciuta, ma ciò non accadde. Semplicemente l'uomo seguì l'orso e poggiò i gomiti sulla balaustra osservando la terraferma in lontananza.
La luce si rifletteva vivida su quella distesa celeste e rimandava indietro intricati disegni di onde in movimento visibili lungo tutti i lati gialli del Polar Tang.
«Mi mancava.» Disse Narvalo a Nina con gli occhi chiusi e il volto rivolto alla stella.
«Anche a me, mi sembra di rifiorire.»
«Qual è la prima cosa che farai una volta sbarcata?»
«Voglio andare da un parrucchiere, ho la ricrescita.» Rise di gusto.
«Hai già i capelli bianchi? Non l'avevo notato.» Narvalo aprì gli occhi e ispezionò a distanza la sua testa.
«No, biondi, ma non mi piacciono li ho sempre tinti fin da adolescente.» Rivelò sbuffando una nuvola di fumo.
«Pazza.» Commentò l'altra sarcastica.
«Com'è bello il mare mamma.» Esordì Kiki con sguardo trasognato mentre guardava giù con la testolina infilata tra i paletti della ringhiera e si godeva la fresca brezza salmastra.
«Te ne lo eri scordato, di' la verità.» La motteggiò Penguin poco più in là.
«Un pochitto.» Ammise lei, poi gli corse in contro e gli fece una domanda che Nina non comprese, finché non cominciarono a rincorrersi l'un l'altra per il lungo ponte umidiccio.
Bepo e Law li osservavano da lontano parlottando.
«Lo faremo veramente?» Domandò l'orso.
«Sì, è l'unico modo per farlo funzionare.» Rispose lui laconico buttando un occhio distratto prima a Nina e dopo al mare.
«Sembrava tutto perfetto nei piani, ma ora che ci avviciniamo non mi sembra vero possa funzionare.»
«Un passo alla volta, lo faremo funzionare.»
«Tutto bene Law? Mi sembri preoccupato.»
Bepo si voltò a guardarlo e lo notò mentre i suoi occhi si staccavano da Kikyo e la sua mano tatuata stringeva tesa la balaustra.
«Non sono preoccupato, solo impaziente.» Sbuffò.
«Mancheranno anche a me.»
«Ci sarebbero state solo d'impiccio.» Affermò evitando il suo sguardo e sistemandosi il lungo cappotto nero.
«Non credo, hai visto come ha atterrato il cacciatore bianco?»
«Non ce ne facciamo di nulla di una che ha qualcosa da proteggere. Dovessero rapirle la bambina, l'avremmo persa per sempre.» Affermò con cinica sicurezza.
«Possiamo proteggerla.» Propose Bepo rattristato.
«Non siamo un asilo.» Tagliò corto Law, ma alla vista del compagno ricurvo e disperato, gli si sedette di fianco e aggiunse più diplomatico: «Ha bisogno di giocare all'aperto con i suoi coetanei, lo sa Nina, lo sai tu e lo so io. Staranno bene vedrai.»
Bepo si strusciò un occhio.
«Hai ragione, ha una brava mamma, ma mi mancheranno.»
«Già.» Commentò il capitano osservando la donna.
Le sue labbra di un rosa caldo contrastavano con il bianco della sigaretta che stava fumando. La maneggiava elegantemente tenendola tra le dita magre e affusolate mentre discorreva di chissà cosa con Narvalo e sorrideva gentilmente. Notò le piccole pieghe che le si formavano ai lati del naso quando lo faceva e di come i suoi occhi ambrati scintillavano sotto i raggi di quel sole. L'aria aperta le donava, vide dei fili dorati tra i suoi ricci scuri quando si voltò per dire qualcosa alla piccola Kikyo.
«Traf? Hai capito?» La voce di Bepo si insinuò dentro quella visione.
«Eh? Cosa?»
«C'è da preparare le scialuppe, tra mezz'ora ci fermiamo.»
«Oh sì. Chiamiamo Shachi, ne servono almeno un paio.»
Una piccola falena bianca svolazzò tra i loro volti e si posò sul naso di Bepo.
«Pendila!» Si sentì gridare poco più in là. Bepo si voltò e vide Kiki corrergli in contro sorridendo.
«Mi viene già da piangere capitano.»
«Piangi allora.» Gli disse lui mentre con le mani a coppa imprigionava delicatamente l'insetto.
La piccola si fermò di fronte a loro ansimante, a quel punto Law protese le mani verso lei e le aprì, ma con suo stupore dentro non c'era più nulla.
«Mamma!» Protestò Kiki.
Nina rispose con una risata, poi unì indice e medio, girò la mano col palmo rivolto verso l'alto e materializzò uno sciame di falene dai colori dell'arcobaleno che svolazzarono disordinatamente verso una Kiki entusiasta.
Law sorrise vedendola così felice, guardò Nina un'ultima volta poi si ritirò all'interno per ultimare i preparativi dello sbarco.

The worst generationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora