👑66.1 Re

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Nina e Zoro avanzavano insieme attraverso le rovine di Onigashima, il clangore delle battaglie circostanti riempiva l'aria. Il castello tremava sotto l'assalto delle esplosioni e il vento portava con sé il fumo e l'odore acre della polvere da sparo.
Nina osservava l'ambiente con occhi vigili, mentre le sue farfalle luminose volteggiavano attorno a lei, pronte a essere usate come armi mortali.
«Attento!» Gridò la donna, indicando una figura imponente che si stagliava contro il bagliore del fuoco. King, con la sua maschera nera scintillante e le ali che ardevano di fiamme cremisi, stava braccando Marco come un predatore pronto a colpire. La sua sola presenza era soffocante, come se l'aria stessa fosse diventata più densa attorno a loro.
«È il primo comandante di Kaido.» Lo informò la donna, fissandolo con freddezza. Le sue farfalle si addensarono, creando una sorta di aura attorno a lei. «Non possiamo lasciarlo andare. È troppo pericoloso.»
Zoro annuì, stringendo le sue spade con determinazione.
«È quello a cui ha mostrato le tette.» Affermò lo spadaccino tranquillo.
Un tonfo sordo risuonò nell'aria e un grosso bernoccolo iniziò a crescere incontrollato sulla zucca dell'uomo.
«Era solo un diversivo e non gli ho mostrato un bel nulla!» Gracchiò lei con i denti aguzzi.
Zoro non fiatò nemmeno per lamentarsi del colpo, terrorizzato e confuso sul perché non lo avesse sentito nemmeno arrivare.
«È molto potente, dobbiamo fare attenzione.»
Continuò Nina osservandolo piroettare in cielo all'inseguimento di Marco.
«Come vuoi, ma non intralciarmi.» Replicò Zoro con il suo tipico tono brusco, mentre avanzava al di sotto di King sfoderando le sue spade. Lei lo seguì, le sue farfalle iniziavano a illuminarsi di una luce spettrale. La battaglia era imminente, e nessuno dei due intendeva tirarsi indietro.
La donna salì sulla sua solita nuvoletta per dividere i due avversari in cielo.
«Guarda un po' chi si rivede!» Le gridò Marco raggiungendola in volo. Nina gli sorrise e gli sussurrò qualcosa per cui l'uomo annuì.
Con una virata combinata si scagliarono verso il nemico, Marco allo stremo delle forze la sospinse più vicino che poté riuscendo a intravedere gli occhi terrorizzati di King da dietro la sua maschera.
La sorella raccolse tutto il proprio haki in un pugno devastante contro il nemico, la sua potenza era stata notevolmente aumentata dalla spinta del fratello.
King cadde stordito in picchiata, creando un cratere proprio di fronte a Zoro che lo attendeva trepidante a terra.
Lo spadaccino, con le sue tre spade pronte, fissò il suo avversario rialzarsi e spolverare la sua tuta integrale di pelle nera, che lo faceva sembrare un demone.
Ogni suo passo era come il ruggito di un uragano e la tensione attorno ai due sembrava schiacciare il terreno stesso.
All'improvviso, un bagliore dorato discese dal cielo e Nina rimise i piedi al suolo, i suoi capelli corti e biondi riflettevano le fiamme circostanti, si avvicinò tenendo le mani alzate. Uno sciame di farfalle scintillanti si librò sopra di lei, danzando nell'aria come polvere luminosa.
«Avete così tanta voglia di morire?» Domandò loro King con voce minacciosa e profonda.
«Tu strega... tu sarai la prima.» Annunciò, puntandole il dito contro, Zoro avrebbe giurato di aver intravisto un lampo di vergogna nei suoi occhi rossi.
L'avversario avanzò con velocità inaudita, le sue ali generavano fiamme che sembravano voler inghiottire tutto. Lanciò una serie di fendenti devastanti con la sua lama allungabile, diretti verso la donna che schivò con agilità. Le sue farfalle esplosive si dispersero in tutto l'ambiente circostante per poi dirigersi verso l'oppositore. Queste esplosero, lo colpirono con le loro ali taglienti a migliaia, il cielo si illuminò di rosso e oro, ma King emerse dalla nube senza un graffio.
Zoro colse l'occasione e attaccò con un colpo rapido e potente.
«È con me che devi vedertela, uccellaccio!» Gli intimò.
Le spade scivolarono contro la sua armatura senza riuscire a penetrare di un capello. «Dannazione, è come tagliare il metallo!»
King, in risposta, usò un attacco devastante con il suo potere, creando un'esplosione di fuoco che fece tremare il campo di battaglia. Nina si riparò dietro un muro di farfalle, ma le fiamme riuscirono a lambirla bruciando parte della sua veste.
Zoro non si fece intimorire, anzi era piuttosto incuriosito e di nuovo impugnò le proprie spade con tutta la forza del suo Haki dell'Armatura e attaccò l'avversario frontalmente.
Il colpo distrasse King abbastanza da permettere a Nina di concentrare tutte le sue falene in un unico punto. Il cielo si riempì di una luce abbagliante, mentre gli insetti esplosero simultaneamente, avvolgendo l'uomo in una nube di calore. I numerosi e potenti scoppi si fusero in un unico grande boato che spazzò via polvere, detriti e erba da tutto il campo di battaglia.
Quando la luce si affievolì, King era inginocchiato con la tuta danneggiata, ma non ancora sconfitto.
In un attimo, questi sfruttò le sue ali infuocate come propulsori, scagliandosi contro Zoro con una velocità sorprendente. Il colpo fu un calcio diretto al fianco del samurai, che venne scaraventato contro un muro di pietra con un fragore assordante. La pietra si sgretolò attorno a lui, sollevando una nuvola di polvere soffocante.
Lo spadaccino si rialzò a fatica e sputando sangue, ma con un sorriso feroce che tradiva la sua determinazione.
«Questo tipo è più tosto di quanto pensassi.» Mormorò, stringendo saldamente le katane.
King, impassibile, avanzò lentamente, la sua maschera rifletteva la luce in un modo che lo rendeva ancora più minaccioso.
«Non riuscirai mai a battermi, non hai idea contro chi ti sei messo.» Lo avvertì apparentemente disinteressato lo scagnozzo di Kaido.
Zoro lo osservava attentamente, ogni fibra del suo corpo restava concentrata nel cogliere il minimo indizio utile a volgere la situazione a suo vantaggio.
Notò come, ogni volta che King attaccava, le sue fiamme sul dorso cambiavano intensità e movenze. Durante alcuni momenti in cui aveva bisogno di essere più veloce, sembravano spegnersi quasi del tutto lasciando il suo corpo scoperto. In altri brillavano furiose e pareva più lento, ma incredibilmente resistente.
«Capisco...» Zoro si passò la lingua sulle labbra secche, l'adrenalina pompava nel suo corpo esausto.
«Le fiamme non sono solo decorative. Quando sono accese, è praticamente invincibile. Ma quando le abbassa per guadagnare velocità... quello è il momento giusto per colpire.»
L'osservazione gli costò cara: King, approfittando di un questo attimo di riflessione, si lanciò in un altro assalto devastante.
Zoro riuscì a parare il colpo con le sue spade, ma l'impatto fu così potente che lo spinse indietro di diversi metri.
Un sorriso determinato si fece tuttavia strada sul volto del samurai. Ora sapeva come abbattere quel mostro alato.
«Nina, sta' indietro!» Gridò con gli occhi pieni di folle contentezza. Sentiva che era il momento di dare tutto.
Si fermò per un istante, il vento gli sferzava il volto mentre fissava King con uno sguardo affilato come le sue spade. Aveva finalmente compreso il segreto dietro le fiamme del nemico.
Strinse Enma e la lama cominciò a pulsare, assetata di potere, mentre un'aura oscura avvolgeva Zoro, infondendo timore persino nell'aria circostante.
L'altro si librò in volo, le sue ali erano spalancate come quelle di un rapace pronto a colpire. Le fiamme sul suo dorso si abbassarono improvvisamente, un chiaro segno che stava puntando tutto sulla velocità. Questa era l'apertura che Zoro aveva atteso.
«Sei mio!» Urlò, scattando in avanti con una forza impressionante. Enma vibrava di energia e le altre due spade seguivano il ritmo feroce del samurai.
King si lanciò in picchiata con una rapidità sorprendente, sferrando un colpo letale con la sua lama. Lo spadaccino dal canto suo sfruttò la sua nuova consapevolezza e anticipò il movimento nemico. Cimentandosi in una rotazione fulminea, evitò l'attacco e colpì King al fianco con un taglio micidiale.
La lama di Enma, carica di Haki del Re, squarciò la pelle durissima di King, facendo esplodere scintille e un bagliore violaceo tutti intorno.
L'alieno alato ruggì di dolore, le sue fiamme si riaccesero istintivamente per proteggersi, ma Zoro non gli diede tregua. Salì in alto con un balzo sovrumano e con un urlo che riecheggiò su tutta Onigashima, sferrò la sua tecnica più devastante.
Richiamò il potere del suo Haki del Re Conquistatore e annunciò: "Ashura: Bakkei: Moja no Tawamure".
Attorno a lui un'aura spettrale si materializzò e sembrava che dieci braccia e tre teste lo circondassero.
King cercò di reagire, ma l'attacco di Zoro lo travolse completamente.
Le tre spade ruotarono in un vortice letale, creando un'onda di energia che colpì King in pieno petto. L'armatura nera si divise in mille pezzi e il corpo del nemico fu travolto dall'impatto, precipitando al suolo con un boato assordante. Le fiamme che lo circondavano si spensero lentamente, mentre questo restava immobile tra le macerie.
Zoro, ansimante ma vittorioso, rimase in piedi con Enma stretta in mano.
«Che razza di avversario...» Mormorò, osservando il corpo dell'uomo con rispetto.

The worst generationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora