La Moby Dick galleggiava serenamente sull'oceano, illuminata La luce della luna e dalle lanterne appese lungo le fiancate, mentre una leggera brezza portava con sé l'aroma di pini e fiori esotici mischiati con il profumo salmastro del mare. Il cielo notturno era un tappeto di stelle scintillanti.
L'aria era piena di suoni di risate, musica vivace e il fruscio delle onde che lambivano il legno della nave.
Era una notte di celebrazione, di sollievo per il recupero di Marco, finalmente riunito con l'equipaggio. Egli sedeva al centro dell'attenzione, sorridendo tra i suoi amici e compagni di avventura.
Sulla coperta della nave, torce e altre lanterne appese alle sartie gettavano una luce calda e tremolante che creava un'atmosfera intima e accogliente. I suoni delle risate e delle chiacchiere riempivano l'aria, mescolandosi al ritmo vivace della musica suonata da Gela che strimpellava abilmente una chitarra, mentre Gordo la accompagnava con un tamburello. Il suono si diffondeva nell'aria, facendo battere i piedi e le mani di tutti al ritmo.
Un grande barile di rum era stato posto al centro del ponte, e le tazze si riempivano e si svuotavano rapidamente. L'odore dolce e forte dell'alcol si mescolava a quello del cibo cucinato da Satch: pesce arrostito, spezie e frutta fresca raccolta dall'isola. Le fiamme del falò centrale lambivano l'aria, crepitando e danzando mentre il calore si diffondeva, riscaldando i volti sorridenti dei pirati.
Sul ponte principale, il centro della festa, tavoli imbanditi con piatti di carne, frutta e dolci erano circondati da pirati affamati e felici. Le bottiglie di alcol passavano di mano in mano, i brindisi si levavano a intervalli regolari, e le risate riempivano l'aria.
Ace, con una bottiglia di rum in una mano, si trovava vicino alla postazione della musica. I suoi occhi scuri seguivano i movimenti di Nina, che rideva e ballava con Gela e Gordo. I capelli scuri della donna brillavano alla luce delle lanterne, e i suoi occhi ambrati scintillavano di gioia. Ogni tanto, i loro sguardi si incrociavano e Ace sentiva una calda emozione crescere dentro di sé.
Barbabianca, con un bicchiere di rum in mano, si avvicinò a Ace e gli diede una pacca sulla spalla.
«Avete fatto un ottimo lavoro, figliolo. Questa è una notte da ricordare.» Disse con un sorriso ampio che sbucava dai lunghi baffi candidi. «Abbiamo tutti bisogno di momenti come questo.»
Ace annuì. «Non ho fatto molto.» Ridacchiò poi alzò la bottiglia in segno di brindisi.
«Ai fannulloni!» Disse toccando la bottiglia contro il bicchiere di Barbabianca, che scoppiò in una rumorosa risata.
«Alla salute!» Rispose il capitano con le lacrime agli occhi, sollevando la propria tazza. Il sapore forte e pungente del rum scendeva in gola, riscaldando i loro corpi e sollevando gli spiriti.
Marco, con un sorriso che non riusciva a nascondere, si unì a loro trascinandosi dietro molti membri della ciurma adoranti.
«Non avrei mai pensato di essere così felice di rivedere le vostre brutte facce.» Scherzò, suscitando un'ondata di risate.
La musica riempiva gli animi, una melodia vivace che faceva muovere i piedi e battere le mani.
Ai suonatori si era aggiunto Rakuyou che guidava il gruppo con il suo violino, accompagnato dal tamburo di Gordo e dalla fisarmonica di Teach.
Il ritmo incalzante invitava tutti a ballare, creando un'atmosfera di pura euforia.
Nina si staccò dal gruppo e si avvicinò a Ace, il suo sorriso spiccava radioso sotto la luce della luna.
«Non vieni a ballare?» Chiese, afferrandogli la grande mano.
Ace ricambiò la stretta, sentendo un brivido di eccitazione.
«Non posso dire di no.» Replicò, facendola sghignazzare di gioia e lasciandosi trascinare sulla pista improvvisata.
Mentre ballavano, i loro movimenti si intrecciavano con quelli degli altri membri dell'equipaggio.
Nina rideva, e il suono della sua risata era come musica per le orecchie dell'altro. Si muovevano a ritmo, i loro corpi vicini e perfettamente sincronizzati, anche se forse era solo l'alcol a dar loro quella percezione. Ogni tanto, la donna lo guardava con quegli occhi ambrati che sembravano leggere la sua anima, e Ace sentiva il cuore battere più forte.
Tutto intorno a loro, la festa continuava con una vivacità contagiosa. Marco, al centro dell'attenzione, brindava e raccontava storie delle sue avventure. Le risate esplodevano ad ogni sua battuta e i compagni applaudivano e lo incitavano con entusiasmo. Le bottiglie di rum si svuotavano rapidamente, e i bicchieri venivano riempiti senza sosta.
Connery, un veterano del mare con una barba grigia e folta, si avvicinò tutto ubriaco al gruppo di ballerini con una chitarra in mano. «Ehi- hic- volete sentire una vera canzone da pirata?» Chiese sbiascicando le parole e con un sorriso furbo.
«Faccela sentire! Faccela sentire!» Intonarono tutti i presenti in coro.
Connery iniziò a suonare, le note della chitarra riempirono l'aria, mentre la sua voce roca intonava una ballata che parlava di avventure e tesori nascosti. Buona parte della ciurma si unì al coro, che divenne immediatamente scoordinato e balbettante per quanto erano sbronzi.
«Dannati ubriaconi- hic- mi rovinate la poesia- hic!» Si lamentò l'uomo continuando a barcollare e singhiozzare.
«Ma se sei più ubriaco di noi tutti messi insieme!» Protestò Rakuyou sghignazzando.
Ace e Nina, stremati e brilli, uscirono dalla pista da ballo e si buttarono a sedere sulla prima panca libera che trovarono.
«È bello, vero?» Gli disse la donna, con le gote arrossate dalla birra e appoggiandosi alla spalla di Ace, che si indurì come un pezzo di marmo a quel contatto.
«Meravigliosa, meraviglioso certo. Cosa?» Balbettò distogliendo rapidamente lo sguardo dalle sue cosce nude.
«Essere qui, insieme a tutti loro. Tu non ti senti a casa?»
Intorno a loro, l'equipaggio continuava a festeggiare. Vista raccontava storie esagerate delle loro avventure, esasperando ogni dettaglio e inventandosi gesti eroici mai compiuti, facendo ridere tutti a crepapelle. Gela e Gordo suonavano con passione, le loro mani che danzavano sugli strumenti creavano una sinfonia che riempiva la nave di gioia.
Il cielo sopra di loro era limpido e scuro, punteggiato da migliaia di stelle brillanti. La luna splendeva alta, riflettendosi sulle onde calme del mare. L'odore del rum, del fuoco e del cibo permeava l'aria, mentre la melodia incalzante continuava a far vibrare il loro petto. Le gonne giravano vorticosamente, i piedi battevano con forza sul ponte, e le mani si stringevano in intricate figure di danza. L'odore del cibo speziato e delle bevande dolci si mescolava con la brezza marina, creando un'atmosfera quasi magica.
Marco, con un bicchiere di birra in mano e un sorriso ironico sulle labbra, si avvicinò a Ace e Nina.
«Guardate che brutte facce.» Disse scherzando, mentre sollevava il bicchiere per un altro brindisi. «Sembrate tutti stanchi, forse dovreste bere di più!»
Ace scoppiò a ridere.
«Forse hai ragione.» Replicò, alzando la bottiglia in segno di sfida amichevole. «Ma attenzione, non vorrei ti trovassi sotto al tavolo prima della fine della serata.» Concluse.
«Mai successo e mai succederà!» Ribatté Marco, bevendo un lungo sorso. «Io sono il re della festa!» Aggiunse con tono lievemente minaccioso, osservando la sorella appoggiata alla spalla dell'altro.
Nina ridacchiò e si tirò su, il suono della sua risata era come una melodia che si fondeva perfettamente con la musica.
Connery, con la sua chitarra ancora in mano, intonò una ballata malinconica che parlava di amori perduti e sogni infranti. La sua voce roca e profonda riempiva l'aria di una dolcezza struggente, facendo sì che tutti si fermassero per ascoltare. Per qualche minuto il caos si placò.
I due ragazzi, seduti vicini sul ponte, si scambiarono un'occhiata carica di complicità. Le mani di Ace sfiorarono quelle di Nina, e un lieve rossore apparve sulle guance di entrambi.
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The worst generation
Fanfiction"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
