La marcia del Polar Tang si era arrestata di colpo e dall'esterno si potevano udire rumori di schianti che facevano sobbalzare tutta la struttura.
I freddi corridoi metallici erano deserti, Nina afferrò Kiki appena in tempo, prima che l'ennesima virata la facesse finire a gambe all'aria sopra la scatola della posta di Ace. La prese con sé e tutti e tre insieme salirono sul ponte per vedere che cosa stesse accadendo.
L'aria esterna era fredda e umida, lo sciacquio del mare creava una nebbiolina fine e densa che non permetteva una visione chiara dell'orizzonte e, benché fosse pomeriggio, i raggi del sole arrivavano lattiginosi e stanchi sui loro volti.
C'era un freddo che toglieva il fiato.
Erano usciti tutti a seguito dell'allarme di Hakugan che ancora si trovava nella cabina di pilotaggio.
«Che succede? Perché non mi avete avvisato?» Domandò duro il capitano a Bepo.
«Un nemico capitano, siamo appena usciti anche noi.»
Dalla linea sporca e irregolare dell'orizzonte spuntava un gigantesco vascello dalle vele nere.
Nina ne osservò la sagoma che si avvicinava rapidamente e rabbrividì.
«Ha provato a colpirci due volte capitano.» Lo informò Narvalo seriosa.
«Prepariamoci.» Li avvertì Nina, senza staccare gli occhi dall'orizzonte.
«Se è lui, non riusciremo a scappare.» Concluse.
«Dolce Nina, lui chi?» Si informò Shachi.
«Teach.» Rispose la donna con un filo di voce.
Law prese per mano una Kiki alquanto confusa e le ordinò dolcemente di restare dietro la porta della coperta. La bimba non se lo fece ripetere due volte e salutò educatamente i presenti per poi scomparire all'interno.
L'imbarcazione nemica si avvicinava con una velocità spaventosa, sembrava volare sopra l'acqua senza che questa la sfiorasse nemmeno e in men che non si dica si arrestò di fronte al Polar Tang con i cannoni spianati nella sua direzione.
Barbanera svettava in pole position rispetto ai suoi sottoposti e ridacchiava beffardamente gesticolando verso l'isola vicina con le tozze dita ingioiellate.
«Guarda un po' chi abbiamo qui.» Tuonò con voce sporca e rabbiosa.
I suoi sottoposti si mossero rapidi attorno a lui in una formazione scompigliata e chiassosa che comunicava nessuna via di scampo dall'attacco imminente.
L'equipaggio dei pirati Heart fece altrettanto, Law, Bepo e Nina si spostarono in prima linea e iniziarono a parare tutti i colpi diretti al sottomarino.
Barbanera continuava a ridere selvaggiamente in quel frastuono di scoppi e schianti che si dipanava indisturbato fino alla fine dell'oceano.
Il cecchino di Teach seguitava a sparare colpi diretti a ognuno di loro, il Capitano nemico usava il frutto di Barbabianca per destabilizzarli, i cannoni avversari sparavano senza sosta e i pirati di cuori riuscivano non senza fatica a intercettare ogni singolo colpo e rimandarlo al mittente.
Gli ufficiali avversari emergevano uno dopo l'altro come spettri: Van Augur li osservava dal mirino del proprio fucile, Doc Q si agitava curvo sul suo cavallo Stronger, Jesus Burgess si scaldava le spalle come un toro pronto a caricare.
«Sapevo che saresti venuto per i Poneglyph, Trafalgar...» Gracchiò Barbanera, mentre le sue mani già vibravano d'oscurità. «Ma ora saranno tutti miei!»
Senza preavviso, Doc Q lanciò la sua malattia come un miasma invisibile. L'intero equipaggio di Law fu colpito: i loro corpi cambiarono forma, i volti divennero femminei. Perfino Law, per un attimo, vacillò.
«C-capitano...» Mugolò Penguin toccandosi i seni prosperosi e arrossendo di colpo.
«Dannazione!» Imprecò Law. Dopodiché un bagliore dorato si liberò attorno a lui: Haki. Con un'esplosione di volontà, Law rigettò l'effetto della malattia e uno a uno anche i suoi uomini si ripresero.
«Ci serve concentrazione. Questa non è una battaglia normale.» Ordinò a tutti.
Nina li guardò dall'alto della sua nuvola di falene, ferita come era sarebbe scesa in battaglia solo da ultima e per forza.
Un boato interruppe ogni pensiero: Burgess, trasportato da Van Augur, era piombato sopra una collina dell'isola vicina, afferrando una roccia gigantesca e scagliandola contro il gruppo. Il terreno tremò, la pietra esplose in mille frammenti e la vera battaglia cominciò.
Law si fiondò contro Barbanera, la spada in una mano, l'altra pronta a manipolare lo spazio stesso.
«Room. K-Room. Shambles.» Ogni colpo creava vuoti d'aria e fenditure invisibili, ma Barbanera contrattaccava con violenza brutale: il Gura Gura no Mi infrangeva le onde sonore, il Yami Yami no Mi attirava e annientava ogni cosa.
Nina lo copriva dall'alto dai colpi di artiglieria, anche se avrebbe preferito scendere a spaccare personalmente la faccia all'odiato fratricida.
Qualche membro dell'equipaggio era riuscito a sbarcare sulle alture e piano piano ci riuscirono tutti.
Bepo lottava furiosamente. I colpi dei nemici gli si avvicinavano sempre più. Il suo respiro si faceva pesante, il cuore ruggiva.
Lì accadde qualcosa che nessuno si aspettava, prese una pasticca donata da Chopper: i suoi occhi si dilatarono e senza luna, senza guida, entrò in forma Sulong.
Il suo corpo si trasformò in un fulmine bianco, travolgente, una bestia impossibile da contenere.
Barbanera ridacchiava anche mentre incassava i colpi. Il suo corpo era una diga di pura forza.
«Non puoi vincere, Trafalgar!»
Il Polar Tang, alle spalle del combattimento, fu colpito da una delle onde sismiche e affondò lentamente tra le fiamme e il fumo. Il metallo si contorceva e sfrigolava, l'odore acre del carburante bruciato si mischiava con quello della salsedine e del sangue.
Nina lasciò il campo di battaglia e si precipitò verso il sottomarino.
Law lottava ancora, il suo mantello era strappato e il fiato spezzato, ma il suo corpo non cedeva. Un colpo del Gura Gura lo travolse completamente, scaraventandolo contro un masso. Il dolore lo pervase e i suoi occhi si offuscarono.
Bepo, ancora nella sua forma Sulong, si lanciò su di lui, strappandolo alla morte con un balzo. Si udì un urlo prima di vederli sparire tra i cespugli.
Scomparvero nella nebbia salmastra, mentre i Pirati Heart rimasti venivano sopraffatti.
Barbanera rise. Una risata che si propagò tra i suoi uomini come un canto di guerra. Dietro di lui, un prigioniero piangeva nel buio di una gabbia: Charlotte Pudding, il suo Terzo Occhio era l'ultima chiave per decifrare i Poneglyph.
La battaglia era finita. L'oscurità aveva trionfato ancora una volta, ma nel cuore delle foreste una sagoma bianca correva con il suo capitano ferito tra le braccia.
Non era ancora finita.
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The worst generation
Fanfiction"Hai fame di vita quasi quanto hai fame di morte." Kushina è una donna, una combattente, una figlia, una madre, una moglie. Il suo passato non le permette di rispecchiarsi a pieno in nessuno di questi ruoli, eppure le appartengono e lotterà contro g...
