🦵🏼20. Ginocchio

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La piccola Kiki la andava a trovare spesso durante quel riposo forzato. La donna non poteva camminare a causa delle condizioni del suo ginocchio e passò le due settimane successive nel suo letto.
Tutti la visitarono a ruota e persino Bart trovò un espediente per infilare un po' del viso in quella porticina minuscola per la sua stazza, tutti tranne Law che le cambiò la medicazione al secondo giorno e poi delegò a Bepo questa attività.
«Si sta chiudendo bene.» Aveva commentato dopo essersi seduto sul letto e averle aperto la fasciatura.
Dopodiché aveva buttato la garza e presa un'altra sterile. L'aveva imbevuta di un liquido marrone e, una volta riposizionatala sul taglio, l'aveva rifasciata accuratamente.
«Il braccio non lo controlli?»
La guardò assorto.
«Non hai suture sul braccio.»
«Certo, me lo hai rimesso a posto con la forza del pensiero.» Scherzò lei, ma lui non rise.
Si alzò dal letto e la avvisò: «Spero che tu non debba più avere dimostrazione di come ho fatto.»
Così dicendo era poi scomparso dietro la porta.
I membri dell'equipaggio si erano dimostrati straordinariamente cortesi con lei: le portavano i pasti, libri e cruciverba per passare il tempo, a volte il giornale e Narvalo la aiutava a lavarsi in una vasca accroccata alla bell'e meglio.
Li aveva visti più in quelle due settimane di degenza che in un intero mese in cui era sana.
Il primo giorno in cui poté camminare fu una liberazione.
Shachi e Penguin si erano gentilmente offerti, senza assolutamente lo straccio di alcuno scopo personale- o così sostenevano-, di sorreggerla per i fianchi mentre Bepo le teneva le mani.
Kiki stava sul suo lettino inutilizzato a godersi la scena con Miss Princess tra le mani.
Se i primi passi risultarono claudicanti, l'incertezza passò mano mano e già nel pomeriggio riusciva a camminare da sola.
«Questo quando me lo togliete?» Chiese a Bepo durante una cenetta di festeggiamento improvvisata con diversi membri della ciurma.
«A me piaci così.» Affermò Riccio di mare.
«A te piacerebbe anche pelata e con la peste.» Gli fece eco Penguin.
«È una dichiarazione di amore forte.» Lo motteggiò Shachi.
«Chi ha la peste?» Domandò allarmato Bart, sputacchiando un grosso pezzo di pane.
Con un braccio solo Nina non poteva aiutare Kiki con le sue attività quotidiane, tanto che da quando erano tornate non aveva mai dormito con lei, ma spesso da Bepo, Law e a volte con Bart.
La piccola tuttavia stava diventando più autonoma senza l'ingerenza della madre: mangiava completamente in autonomia e aveva imparato a mettersi e togliersi le scarpe tutta da sola. Per i vestiti c'era ancora da lavorare, ma era sulla buona strada.
Nina dal canto suo si sentiva di gran lunga meno autonoma della bimba in quelle condizioni. Non aveva più vestiti suoi perciò Narvalo le aveva regalato una tuta beige delle sue che la donna indossava tenendo di fuori il braccio ingessato, spesso le calava e trascorse la metà della cena a tirarsela su.
Capiva che le si era abbassata troppo quando Penguin e Shachi iniziavano a balbettare un po' troppo e a presentare i loro caratteristici occhi a cuoricino.
«La prossima settimana dovrebbe andare bene.» La informò Bepo sorseggiando del tè.
«Bepo ma Traf non viene?» Domandò Spugna con la bocca piena.
«Non credo, era impegnato. Mi tratterrò poco anch'io.» Prese un altro sorso mentre il sottomarino si scuoteva tutto per una corrente improvvisa.
Nina riempì un piatto e si alzò lentamente.
«Vado a portarlo a Hakugan. Kiki vieni?»
«Shi.» Sorrise la piccola e la seguì.
Niente era cambiato dentro il Polar Tang, né gli scricchiolii e gli scossoni, né il senso di freddezza che trasmettevano quelle pareti metalliche, ma stavolta aveva deciso di affrontare la traversata con un nuovo spirito e la sua mente ne aveva giovato.
«Mamma tu mi avei detto che non shi doveva dire il nome di baba.» Esordì Kiki, facendole aggrottare le sopracciglia.
«No amore, non devi dirlo a nessuno.»
«Oggi Trappi me l'ha chietto e io ho detto che non lo so.» La piccola sorrise e fece l'occhiolino.
«Sei bravissima amore mio, ma chi è Trappi?»
«I dottoe.»
«Oh, bene.» Confermò e prima di aprire la porta della sala comandi le ripeté: «Nessuno lo deve sapere, nemmeno loro. Va bene?»
«Shi mamma.»

The worst generationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora