🍈62. Traditi

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L'imponente Queen, e il misterioso King uscirono dal palazzo nell'esatto momento in cui Kaido si trasformò in drago e volò verso il tetto della cupola, seguito dai Foderi Rossi che si aggrapparono a lui.
I due facevano parte del trio alle più strette dipendenze dell'imperatore ed apparivano tanto stravaganti, quanto intimidatori.
Queen con la sua enorme stazza, portava un paio di occhiali neri, aveva una lunga treccia bionda che faceva sventolare libera, il sigaro in bocca e portava un paio di pantaloni ascellari a righe bianche e nere.
King si presentava altissimo, coperto da testa a piedi da un'attillata tuta di pelle nera, la cui maschera che gli celava interamente il viso mostrava degli spuntoni al lato della testa. La sola cosa che si vedeva di lui erano delle gigantesche ali nere dalla cui congiunzione si liberava una fiamma imperitura.
I due si posizionarono ai lati di Momonosuke, rendendo vano ogni tentativo di liberazione, mentre in basso si scatenava l'inferno.
Queen allertò tutti i suoi sottoposti che si scagliarono contro i nemici seduta stante, insieme a loro si unirono alla battaglia anche i sei compagni volanti, portatori di frutti zoo zoo ancestrali.
I pirati heart si divisero inevitabilmente, attaccati da ogni parte da chiunque li riconoscesse come nemici.
Nina cercò di allontanarsi il più possibile dalla colluttazione rumorosa e confusionaria, per dare man forte a Shinobu che cercò invano di liberare Momonosuke.
Con un gesto delle mani liberò le sue farfalle e la nuvola che le si creò sotto ai piedi la sospinse in aria, di fronte agli occhi di King.
La sua possanza era ancora più impressionante vista da vicino e tanto era sicuro delle sue abilità che nemmeno calcolò la donna, finché non gli si fece troppo vicina.
Le sferrò un colpo che avrebbe potuto stendere un elefante, ma che andò a vuoto.
Nina ridacchiò mentre si riportava in posizione dopo la schivata.
«Che fate voi omaccioni qua su?» Gli chiese ammiccando a entrambi.
«Vi impediamo di risalire verso il grande Kaido.» Rispose Queen stizzito.
«Quindi non posso andare più su di così?» Domandò ancora fintamente stupita.
King la guardò con disprezzo, i suoi occhi erano di un rosso intenso.
«No, dolcezza.» Replicò Queen.
«Vuol dire che resteremo qui a chiacchierare.» Ocheggiò lei, mettendosi a pancia in giù e appoggiando il mento sul palmo della mano destra, mentre stringeva i seni tra le braccia.
King distolse lo sguardo, Queen ridacchiò.
Il rumore di colpi metallici e tonfi sordi riempiva l'aria sottostante.
«Voi guardate e basta?» Si informò con aria svenevola, occhieggiandoli con una certa malizia.
«Interveniamo se necessario, nel frattempo...» Queen non finì la frase, ma diede due pacche su uno dei due pilastri che reggevano il piccolo Momonosuke inerme.
Nina sentì montare la rabbia più cieca dentro di lei, ma continuò la sua sceneggiata come se nulla fosse.
«Lo sapete che quel piccolino è amico mio?»
Affermò melliflua.
«Oh sì, è per la cronaca: gli stai ronzando un po' troppo intorno.» Ribatté Queen divertito.
«Ma io ronzo intorno a voi bei fusti.» Così dicendo si rimise a sedere lasciva sulla sua nuvola.
«Modestamente.» Si vantò Queen adulato lasciando ondeggiare la sua treccia.
King si voltò verso di lui e lo guardò con disappunto.
«Perché il tuo amico porta quella maschera?»
«Perché non è bello come me.» Si vantò Queen, completamente distratto.
«Facciamo un gioco.» Propose loro maliziosa, avvicinandosi impercettibilmente.
«Facciamo di no.» Proferì finalmente King. Nina seppe che stava facendo centro.
Alle loro spalle, avvertiva una presenza invisibile avvicinarsi cautamente.
«Io mi tolgo qualcosa e voi fate altrettanto.» Disse con innocenza, stiracchiando i lacci della sua orrenda divisa.
«Andata!» Concordò entusiasta Queen, con le gote che iniziavano ad arrossarsi.
«No.» Rispose King con evidente disagio.
«Dai, voglio vedere il tuo viso.» Insistette lei languida, mentre ancora si faceva più vicina.
«No.» Si negò lui di nuovo.
La donna seguitava nel distrarli, mentre notava che i lacci che legavano il bimbo venivano recisi. Lo guardò brevemente e si mise un dito sulla bocca.
«Non lo diremo a nessuno.» Sussurrò rivolta al gigante alato.

In basso il chiasso della battaglia continuava a imperversare, l'alleanza Law-Rufy-Kid-Foderi Rossi-Visoni seguitava a menare colpi e fendenti abbattendo chiunque si parasse davanti.
Zoro e Law si trovarono schiena a schiena ed entrambi abbatterono i rispettivi nemici con una sola spadata.
«Dov'è tua moglie quando serve?» Gli chiese Zoro frustrato.
«Lassù a fare il lavoro sporco.» Replicò Law ghignando.
«Ma che cazzo fa?» Domandò esterrefatto lo spadaccino, guardandola togliersi sensualmente il mantello e nascondere la sua scomparsa tra le sue falene.
Dei nuovi colori si rivelarono sulla sua schiena nuda, Zoro distolse lo sguardo.
«Lasciala fare, oggi è in vena.» Ridacchiò Law, menando altri fendenti.
«Contento tu...» Fece spallucce e seguitò a sbaragliare nemici.

Nina si stava nel frattempo pericolosamente avvicinando a King, il più difficile da distrarre, mentre Momo veniva silenziosamente staccato dai paletti e portato lentamente via.
«Coraggio, io l'ho fatto.» Lo stuzzicò, ormai tanto vicina da potergli toccare uno dei corni.
«Lasciami in pace!» Le intimò.
«E dai King, così non è divertente.» Lo biasimò Queen, beccandosi un'occhiata di fuoco dal compagno.
«E va bene.» Decretò lei alzandosi in piedi di fronte ai due. «Se ti togli la maschera, io mi tolgo questo.» Propose, indicando il suo reggiseno.
«Vattene via, sei peggio di una mosca.» Le ordinò.
Nel frattempo Momonosuke spariva silenziosamente sorretto da braccia invisibili, ma era ancora alla portata del nemico.
«Avanti...» Lo stuzzicò di nuovo, ancheggiando e tirando le cinghie qua e là.
King guardò il compagno con aria incerta.
«Dai amico! Questa potrebbe rivelarsi una bella giornata.» Lo esortò.
King, evidentemente in imbarazzo più totale, iniziò lentamente a slacciarsi le fibbie che lo tenevano celato, per interrompersi bruscamente.
Nina ghignò vedendo il bimbo scomparire definitivamente dalla vista.
«Lo facciamo insieme.» Disse lui con voce tremolante.
«Un accordo è un accordo.» Sorrise soddisfatta.
«Tre.»
«Due.»
«Uno.»

Puff

King si tolse la maschera un istante, per vedere di fronte a sé solo una nube di fumo bianco e poi di nuovo quella donna ma con abiti completamente diversi.
«Ma che cazzo!» Esclamò contrariato Queen.
Nina li osservò trionfante, i suoi occhi ambrati indugiarono sul volto di King a poca distanza da lei.
Era bellissimo con la sua pelle scura e adornata da un tatuaggio sulla fronte, gli occhi rosso fuoco tradivano stupore e delusione e i capelli bianchi come la neve gli ricadevano morbidi sulle spalle.
«Non ho mai detto di essere nuda sotto.» Fece loro l'occhiolino e poi sparì così come era arrivata, schivando agilmente un fendente di Queen che contrariato cercava vendetta.

Sul tetto, la tribù dei visoni stava affrontando Jack e altri sottoposti arrivati per aiutare Kaido, grazie alla luna piena che li aveva fatti tramutare in Sulong.

The worst generationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora