Capitolo Quattro

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Alissa

"È stato un disastro"

Victoria smette per un attimo di guardare il piatto che ha davanti come se stesse per vomitare e sgrana gli occhi davanti alla mia confessione.

"Che cosa vorrebbe dire un disastro?" chiede mollando la forchetta e concentrandosi su di me. "Dom non è stato abbastanza soddisfacente?"

Scuoto la testa in segno di negazione. "Lui è stato fantastico, sono stata io ad aver rovinato tutto"

"Hai avuto qualche flashback come con gli altri?"

Negli ultimi cinque anni ho provato ad uscire con qualche ragazzo per cercare di voltare pagina, ma non sono mai riuscita ad andare oltre.

Ogni volta che mi sono ritrovata davanti un uomo che il mio cuore non riusciva a riconoscere sono andata in panico — esattamente come ieri sera — e sono scappata via senza farmi mai più risentire.

Victoria lo sa, perché è proprio ad avermi offerto la spalla su cui piangere e farmi tornare il sorriso dopo ognuno di quei momenti mortificanti.

Annuisco, senza bisogno di scendere nei particolari. "Lui è stato molto comprensivo, si è fermato e mi ha aiutata a calmarmi, ma... Dio, è stato pietoso"

"Ehi... Lui non ti giudicherebbe mai, lo sai no?"

"Sì, ma..." sospiro. "Forse è meglio se rimaniamo soltanto amici"

"Se sei stata bene con lui, perché non provi a dargli un'altra occasione?" dice più seria. "Non puoi darla vinta per sempre a quello stronzo e lasciare che ti controlli anche a chilometri di distanza!"

In cuor mio so che Victoria ha perfettamente ragione e vorrei fosse così semplice anche per me pensarla in quel modo.

Peccato che non lo sia affatto.

"Ci penserò" dico, osservando la mia amica giocherellare con il suo pranzo da quando siamo arrivate al nostro ristorante di fiducia. "Sei sicura di stare bene? Non hai mangiato nulla"

"È solo un po' di nausea. Adesso torno a casa, prendo qualcosa e sicuramente passerà" mi rassicura sorridente. "Tu invece devi tornare a lavoro?"

"Purtroppo sì, anche se sto morendo di sonno" sbuffo seccata. "Ieri notte non ho chiuso occhio"

"Mi dispiace, tesoro. Vuoi che vada a prendere io Rory e te la tenga per riposarti un po'?"

"Non voglio disturbarti, anche tu hai bisogno di riposarti"

"Okay" concede. "Ma una sera di queste mi prometti che te la tieni libera per uscire? Solo noi ragazze, come tempo fa?"

"Tempo fa non ero ancora una madre single, ma ci proverò"

"Come va con Aurora?" chiede, a proposito. "Alla fine hai deciso di mandarla alla partita?"

"Sì, anche se sono un po' preoccupata all'idea che lei e Zayn saranno nello stesso posto allo stesso momento"

"Non preoccuparti, ci sarà così tanta gente che non la noterà nemmeno per sbaglio"

"Lo so, ma ho paura comunque" sospiro. "Sai, ogni tanto mi capita di pensare a come sarebbe se lui riapparisse nelle nostre vite"

"E come sarebbe?"

"Sicuramente Aurora sarebbe molto meno triste"

"Tu sei una brava mamma, okay?" mi rassicura, non appena vede il mio sguardo farsi più triste. "Smettila di dubitarne, tua figlia ti adora e nessuno come te è in grado di renderla felice. Lui non vi serve"

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