Alissa
Zayn è tornato a Charleston per tutti i weekend nelle ultime due settimane.
È venuto a prendere Rory, hanno passato le loro giornate insieme e ha fatto in modo di evitarmi come la peste, tanto che è arrivato a trovare ogni volta una scusa diversa per trascorrere il loro tempo fuori casa e non dover condividere la mia stessa stanza per più di un paio di minuti.
E più lui non mi parla e più io inizio a temere che sia arrivato l'inizio della fine.
Per me e Zayn, almeno.
Perché con nostra figlia le cose sembrano migliorare a vista d'occhio, in maniera inversamente proporzionale rispetto al nostro rapporto.
Sono talmente stanca di sentirlo così distante da me che a volte mi ritrovo per fino a rimpiangere quella dannata discussione che ci ha portati a questo silenzio stampa. Preferirei continuare a sentirlo buttarmi addosso tutte quelle accuse — fondate, tra l'altro — piuttosto che vederlo fuggire da casa mia in fretta e furia per non dovermi rivolgere la parola. Perché quel silenzio, adesso, mi sta facendo venire a patti con tutte le cose sbagliate che ho fatto con lui in questi ultimi mesi e che lo hanno portato ad allontanarsi gradualmente da me fino a fargli gettare del tutto la spugna. E sto rischiando di impazzire alla consapevolezza che l'unica che ha sbagliato e che è da incolpare, in questa storia, sono io.
Non posso più stare ferma a guardare mentre tutto ciò che ho sempre desiderato è ad un passo da me e rischia di andare in pezzi — o forse lo sta già facendo — per colpa mia. Per questo, prima che sia troppo tardi e rischi di perdere Zayn ancora una volta, ho deciso di prendere la situazione in mano e mettere fine a questo incubo per tutti e due. Perché sono sicura che questa sorta di limbo in cui siamo finiti non faccia bene a Zayn tanto quanto non fa bene a me. Noi due non siamo fatti per ignorarci, tenerci il muso o litigare. E io adesso sono arrivata al limite: non ci riesco più, non dopo aver passato cinque anni a farlo.
Ora tutto quello che voglio è assicurarmi che lo capisca anche lui ed è proprio in vista del ritorno di Zayn — che ha acconsentito a ritornare anche questo weekend sotto richiesta della nostra bambina, a cui non riuscirebbe a dire di no nemmeno sotto tortura, nemmeno se significa dover avere a che fare con me nonostante non ne abbia più voglia — che ho deciso di parlarne con la dottoressa Brown. Perché non ho la più pallida idea di come diavolo farglielo capire senza rischiare di finire alle vecchie cattive abitudini e ferirlo di nuovo.
Arrivo al mio appuntamento settimanale con la psicologa tanto determinata quanto angosciata e non appena entro nel suo ufficio, le do giusto il tempo di salutarmi prima di iniziare a parlare a ruota libera.
"Ho fatto un casino"
"Che cos'è successo?" domanda la dottoressa, leggermente allarmata dal mio esordio ambiguo.
"Temo di aver perso Zayn per sempre" sussurro sedendomi sulla poltroncina davanti alla sua. "Sono stata così concentrata su mia figlia e sul suo benessere che ho dato per scontato la sua presenza nella mia vita finché lui non si è stancato e adesso credo che il mio incubo più grande si stia realizzando"
Mi fermo soltanto per riprendere fiato, ma la dottoressa capisce che non ho ancora finito di sfogarmi e rimane in silenzio per ascoltare tutto ciò che ho da dire. E questa volta decido di raccontarle tutto per filo e per segno, anche ciò che ho sempre tralasciato durante le nostre sedute, che ultimamente erano incentrate su Aurora e sulla nostra complicata situazione familiare. Le parlo del nostro riavvicinamento, del bacio, delle discussioni mancate, dei miei continui cambiamenti di rotta e arrivo fino alla lite che ha cambiato tutto, rendendo Zayn praticamente un estraneo che fatica per fino a parlarmi.
STAI LEGGENDO
The Greatest Victory
ChickLit𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
