Capitolo Settantotto

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Alissa

Le due settimane prima del Super Bowl sono state le più difficili e caotiche di tutta la mia vita.

Dopo la semifinale io e Rory siamo tornate a Charleston per dire ai miei genitori che ci saremmo trasferite definitivamente a Chicago e sistemare le ultime cose prima del trasloco.

Zayn, invece, è stato completamente assorbito da interviste e allenamenti e in questo interminabile periodo di quattordici giorni praticamente ci siamo sentiti soltanto qualche volta al telefono e sempre troppo di fretta.

È stato complicato per entrambi gestire così tanto tempo lontani, dopo aver passato insieme a Chicago la più bella settimana di sempre. Ma per fortuna questa è anche l'ultima volta in cui saremo costretti a farlo, perché oggi io e Rory partiremo per trasferirci definitivamente da lui.

Dopo aver finito di fare anche l'ultima valigia, mi prendo un attimo per guardarmi attorno e pensare a quante cose sono cambiate da quando sono entrata per la prima volta in questo piccolo appartamento nel cuore di Charleston. Al tempo ero soltanto una ragazzina triste, spezzata e impaurita che aveva poco e niente e che per pagare l'affitto faceva tre lavori cercando di essere, nel frattempo, una brava madre per la sua bambina appena nata. Se qualcuno mi avesse detto che avrei lasciato questo posto per andare ad abitare in un superattico insieme all'uomo che ho sempre amato con la nostra bambina e un altro cucciolo in arrivo, probabilmente gli sarei scoppiata a ridere in faccia. Eppure alla fine, a quanto pare, il destino sembra aver trovato il modo di farsi perdonare per tutto ciò che mi ha fatto passare, perché mi ha regalato il sogno più bello che potessi mai sperare di realizzare.

"Un po' mi mancherà questo posto" sussurra Rory accanto a me cercando la mia mano per stringerla con la sua.

Abbasso lo sguardo verso di lei e non posso fare a meno di sentire gli occhi riempirsi di lacrime rivedendola improvvisamente più piccola di qualche anno mentre rivivo tutta la nostra vita insieme nel giro di pochi secondi.

Vedo me crescere troppo in fretta per adattarmi al ruolo di madre single, rivivo le notti insonni passate a guardare la mia pancia ogni giorno sempre più enorme e perdermi nelle insicurezze e le paure di non essere all'altezza della mia bambina.

Vedo lei, quel piccolo esserino che fin dal primo giorno in cui ha messo piede in questo posto, con i suoi sorrisi, è riuscito a rompere il silenzio assordante in cui il mio passato mi aveva intrappolata e a farmi trovare la forza di rimettermi in piedi. Risento le sue prime risate e i suoi primi strampalati "mamma" risuonare tra le pareti del soggiorno e rivedo questo minuscolo appartamento riempirsi giorno dopo giorno di giocattoli e di fotografie della mia bimba, senza lasciare più spazio al vuoto inesorabile in cui stavo rischiando di sprofondare.

E poi vedo Zayn, che nell'ultimo anno si è fatto spazio a forza nella mia vita e in questa casa portandoci dentro quel senso di famiglia che mai, seppur ci abbia provato da sola, sono riuscita a dare a Rory. Ripenso alla prima serata che abbiamo trascorso qui tutti insieme, alle liti, i pianti e le porte sbattute, ma anche agli abbracci, i baci rubati e tutte le battaglie che abbiamo vinto per arrivare a questo punto.

Ognuno di questi piccoli pezzetti di noi ha permesso di creare il puzzle enorme che è la mia vita. A volte è stato difficile completarlo, alcuni pezzi si sono incastrati dopo tanta fatica e altrettanto dolore, ma il risultato finale è così meraviglioso che adesso fatico a distinguere quali sono i ricordi felici e quelli tristi, diventati ormai tutti una parte importante di me.

"Anche a me mancherà" ammetto prendendola in braccio per stringermela al petto in modo da alleviare la morsa che sento al cuore all'idea di dover lasciare andare tutti quei ricordi. "Siamo state bene io e te in questa casa infondo, non è vero?"

The Greatest VictoryDove le storie prendono vita. Scoprilo ora