Zayn
Ho una figlia che ha quattro anni e non lo sapevo.
Continuo a ripetermelo da un giorno interno, ma non riesco ancora a capacitarmene. Non riesco a credere che quella bimba stupenda sia davvero mia e non di quel principino del cazzo che voleva allontanarla da me.
Soltanto mia e di Alissa.
Sorrido come un idiota per l'ennesima volta a quell'idea, tanto che credo che se continuerò così mi verrà una paresi facciale.
So che ci sono moltissime cose da chiarire e divergenze da appianare con Alissa, ma la felicità che mi ha dato sapere che quella bimba è il risultato del nostro amore è qualcosa che batte di gran lunga tutto il resto.
Sì, odio il fatto che Alissa abbia dubitato di me e non mi abbia cercato per farmi tornare da lei, come odio il fatto di aver rinunciato a noi troppo in fretta e non aver combattuto per il nostro amore a causa della paura. Ma ha ragione lei, ora ciò che conta è nostra figlia. Lei e nessun'altra cosa. Tutto il resto verrà dopo, se è quello che il destino ha in serbo per noi.
Ho scritto al mio coach che ho bisogno di ancora un po' di tempo a Charleston per questioni familiari e lui è stato abbastanza comprensivo, dato che la prossima partita non è poi così vicina.
Non posso andarmene da qui, non adesso che ho promesso ad Alissa che ci sarei stato per Aurora. Non dopo quello che ha passato a causa mia.
Non posso credere che, soltanto per una stramaledetta fatalità, io abbia perso quattro anni della vita di mia figlia e Alissa abbia sofferto per un rifiuto che in realtà non è mai avvenuto sul serio. Perché io non l'avrei mai rifiutata, non avrei mai fatto volontariamente così tanto male alla mia dolce bambina e nemmeno alla sua bellissima mamma. Sì, bellissima, ancora più di quanto lo fosse anni fa. È cresciuta, diventata una donna matura, indipendente, forte e cazzo... così sexy. Non fatico a vedere perché il suo nuovo compagno voglia proteggere lei ed Aurora a tutti i costi, probabilmente farei molto peggio pur di tenerle tutte solo per me.
Anzi, sicuramente.
Ma se pensa che gliele cederò senza nemmeno combattere si sbaglia di grosso. Ho già fatto l'errore di arrendermi troppo in fretta una volta e non intendo commetterlo di nuovo.
Ho aspettato fino al pomeriggio perché sono quasi sicuro che Alissa sia a lavoro la mattina, ma ora non resisto più. Ho già perso troppo tempo lontano da loro, e adesso ho bisogno di vederle, quindi prendo il cellulare e le scrivo.
"Ehi, Alissa. Sono Zayn, ti disturbo?"
La risposta arriva dopo circa una decina di minuti in cui non ho fatto altro che fissare il cellulare in ansia.
"Ehi. No, sono appena tornata a casa da lavoro. Dimmi pure"
"Ti va se oggi ci vediamo? Per decidere come muoverci con Aurora, intendo"
"Va bene, dove? Immagino che tu non voglia far sapere a tutto il mondo che sei qui, giusto?"
Già, decisamente no.
Devo mantenere un basso profilo, se non voglio che questa città sia invasa da giornalisti e paparazzi che vanno in giro a fare domande a tutti e sperano di riuscire a trovare chissà quale gossip da schiaffare in prima pagina.
Se prima mi interessava relativamente ciò che si diceva di me sui giornali, ora che so di avere una figlia cambia tutto. Non ho alcuna intenzione di darla in pasto alla stampa e rendere la sua vita un inferno. Perché se c'è qualcosa che quegli avvoltoi dei giornalisti sanno fare bene è proprio rovinare una cosa bella e senza nemmeno impegnarsi più di tanto, la loro è una dote naturale.
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The Greatest Victory
Romansa𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
