Alissa
I quattro giorni passati insieme a Zayn e Rory negli Hamptons sono stati i più belli di tutta la mia vita. Hanno avuto soltanto un difetto: sono durati troppo poco e siamo dovuti tornare ognuno alla propria vita un po' troppo presto.
Non c'è giorno in cui non rimpianga i momenti stupendi che abbiamo passato in quel posto e più il tempo passa, più fatico a gestire la distanza.
Non so se sia perché ultimamente sono piena di lavoro o semplicemente perché Zayn mi manca da morire, ma è da ormai una decina di giorni che sono di pessimo umore. E il fatto che lui non sia ancora riuscito a tornare a Charleston non aiuta per niente.
So che non può mollare proprio ora che è arrivato alla semifinale del Super Bowl, infatti non ho detto nulla quando due weekend fa non è riuscito a tornare. Ma quando sabato mi ha detto che non poteva venire — nonostante lo avesse promesso — perché doveva presenziare ad uno stupido evento mondano ho perso anche l'ultimo brandello di autocontrollo che avevo. Mi sono incazzata come una iena e ho fatto sentire Zayn tremendamente in colpa, quindi alla fine mi sono odiata da morire e ho dovuto chiedergli scusa io.
Va avanti così da tre settimane, ormai.
La situazione è sempre più tesa e ogni volta che siamo al telefono non facciamo altro che litigare per le ragioni più assurde. E io mi odio per questo, perché le chiamate sono l'unica cosa che ci resta per non perderci di nuovo, eppure io e i miei nervi a fior di pelle riusciamo a rovinare anche quelle.
Durante le ultime notti insonni passate a farmi venire l'acidità di stomaco, non ho fatto altro che pensare e ripensare a quei quattro giorni di convivenza perfetta e poi a tutti i litigi inutili che sono seguiti. E sono arrivata ad una consapevolezza, tanto spaventosa quanto elettrizzante.
Non possiamo più continuare a vederci due giorni su sette, quando va bene.
Io non voglio passare la vita a sentire la sua mancanza o a sprecare il nostro tempo litigando. L'ho già fatto per cinque anni e, adesso che lui è tornato nella mia vita, voglio potermelo godere fino infondo. Voglio svegliarmi con la sua voce assonata che mi sussurra il buongiorno all'orecchio, voglio vederlo in cucina insieme a Rory ad infastidirmi mentre cerco di preparare un pranzo decente, voglio le serate in famiglia, sul divano a guardare i cartoni e aspettare che nostra figlia crolli per rintanarci nella nostra stanza e fare l'amore, voglio addormentarmi al sicuro tra le sue braccia... Voglio tutto e lo voglio ogni dannato giorno della mia vita.
"Credo di volermi trasferire a Chicago"
Sgancio la bomba senza avvertire Victoria, che con gli ormoni a palla dopo il parto per poco non ci rimane secca.
"C-Cosa?"
"Mi hai chiesto tu di farti distrarre dal desiderio di richiamare Harry per la terza volta nel giro di dieci minuti" ridacchio. "Eccoti servita"
"Sì, ma non così! Sono venuta qui per un'ora d'aria con la mia migliore amica, non per sentirti dire che mi abbandonerai per sempre" borbotta inorridita. "Come farò senza i tuoi consigli da super mamma?"
"Non ho detto che mi trasferirò domani, Vic" dico addolcita dalla sua reazione spropositata. "È solo che non riesco più a reggere la distanza, mi sta facendo impazzire. Sono sempre così irritabile che ormai finiamo a litigare ogni volta che parliamo ed io non posso più sopportarlo. Ho bisogno di mettere fine a questa situazione infernale: è arrivato il momento che sia io a fare un passo verso Zayn, dopo che lui ne ha fatti migliaia verso di me"
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The Greatest Victory
Chick-Lit𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
