Capitolo Trentadue

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Zayn

"Come stai, cazzone?" chiede Matt con la sua solita delicatezza. So che è ancora infastidito perché sono venuto meno alla regola d'oro della nostra squadra, quella che dice di tenere fuori dal campo ogni nostro problema personale, ma alla fine non è andata poi così male. Abbiamo vinto comunque ed io mi sono slogato soltanto la caviglia, quindi potrebbe anche darci un taglio con questo tono finto inacidito.

"Sto bene, il dottore ha detto che tra tre settimane dovrei essere come nuovo, ma sai che loro esagerano sempre" borbotto giocherellando con un filo scucito della tuta. "Mi impegnerò al massimo con la fisioterapia e in men che non si dica ritornerò in campo"

"Non tirare troppo la corda, Zayn. Non hai più vent'anni e non puoi comportarti da pazzo incosciente tornando in campo con una caviglia mezza slogata o rischierai di fottertela del tutto"

"Se io sono vecchio, tu sei decrepito allora, coach" lo prendo in giro facendolo sbuffare dall'altra parte del telefono.

"Almeno io alla tua età non mi facevo mettere fuori gioco a causa della ragazza che non mi si filava"

Okay, forse questo me lo sono meritato.

"Non è con lei che va male, anzi..." sorrido ripensando alla nostra conversazione di ieri sera, grazie alla quale sono riuscito a dormire come un bambino. "È con mia figlia che le cose non vanno, credo che mi odi"

"Io credo che tu sia soltanto un po' melodrammatico"

"Se le manco almeno la metà di quanto manca lei a me, ha tutte le ragioni per odiarmi" dico sospirando sconsolato. "Lei è una bambina e non capisce che sono qui perché sto lavorando. Per lei esiste solo quel peso al cuore che le ho lasciato andandomene e tradendo la sua fiducia, esattamente come suo padre"

"Dalle tempo e vedrai che quando inizierai a fare avanti e indietro capirà che è solo questione di pazienza e che tornerai sempre da lei, ritornerà a fidarsi e a volerti bene come prima" mi consola facendo emergere la parte di sé più saggia e tenera.

Sto per rispondergli con una presa in giro, quando sullo schermo mi appare la notifica di una videochiamata in entrata da parte di Alissa, quindi saluto velocemente Matt e mi affretto a rispondere, sicuro che dall'altra parte del telefono troverò la mia bambina. Infatti, non appena clicco sul tasto verde, il viso di Aurora appare sullo schermo facendomi sorridere istantaneamente.

"Zayn... Come stai?" domanda, gli occhi velati di preoccupazione e il tono apprensivo.

La mia dolce, dolcissima Rory.

"Scricciolo, che bello vederti finalmente!" sorrido sincero. "Ora molto meglio, grazie a te"

Aurora sorride e abbassa lo sguardo imbarazzata per qualche secondo, poi ritorna a guardarmi e continua a fare la stessa cosa un paio di volte, come se fosse indecisa se fare o meno ciò che ha in mente. La guardo confuso cercando di darle il tempo che le serve, ma quando la vedo sempre più in difficoltà decido di accorrere in suo aiuto. "Va tutto bene, Rory?"

"Volevo... ecco, io volevo chiederti scusa" ammette con il labbro inferiore tremolante e gli occhi lucidi. "È colpa mia se ti sei distratto alla partita, sono stata cattiva in questi giorni con te e non volevo davvero. Io ti voglio bene"

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