Capitolo Tre

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Alissa

Se c'è una cosa che mia figlia non riesce proprio a fare è tenere a freno la sua lingua lunga.

Aurora è la persona più loquace e curiosa che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita ed è per questo che quando ormai siamo tornate a casa e lei non ha praticamente ancora spiaccicato parola inizio a preoccuparmi.

Ho cercato di indagare il motivo dietro a questo mutismo improvviso per tutto il viaggio di ritorno da casa dei miei genitori, ma è stato inutile.

"Okay" dico, stanca di pensare agli scenari peggiori possibili per cui oggi è di cattivo umore. "Che succede, Rory?"

"Perché oggi non è venuto lo zio Dom a prendermi all'asilo?"

La sua domanda ha lo stesso effetto di una secchiata d'acqua ghiacciata in testa. Ho pensato davvero a tutti gli scenari possibili, ma questo era l'ultimo che avrei mai preso in considerazione. E adesso mi sento dannatamente in colpa, perché la verità è che è colpa mia se sono andati i miei genitori — e non Domini — a prenderla da scuola.

Non me la sentivo di lasciargli mia figlia oggi. Non solo perché non mi andava di vederlo, ma anche perché l'idea che lui pensi che io l'abbia usato per tutto questo tempo soltanto perché è stato disponibile con me a causa della sua cotta mi ha fatto desistere dal chiamarlo.

Ieri notte non ho fatto che pensare e ripensare alla sua proposta.

Dom è un ragazzo attraente e io sarei soltanto una stupida a negarlo, quando tutte le ragazze che incontra rimangono a bocca aperta davanti al suo fisico prestante e i suoi caleidoscopici occhi verde nocciola.

Chiunque farebbe carte false per avere un uomo così bello e così premuroso accanto.

Io invece?

Io non lo so.

Perché Dominic, oltre che tutte queste cose, è anche il mio stramaledetto migliore amico, una delle figure più simili ad un padre che Aurora abbia mai avuto e l'idea di rischiare di rovinare il nostro rapporto soltanto per qualche scopata mi terrorizza.

Anche se ne avresti davvero bisogno...

Scuoto la testa zittendo la vocina fastidiosa della mia coscienza e torno a prestare attenzione a mia figlia, che sta trafficando con la cerniera della sua giacca nel tentativo di toglierla.

"Aveva da fare" dico, anche se in realtà sono stata io a scrivergli che mi sarei arrangiata.

Aurora mette su il muso e, dopo che l'ho liberata dalla giacca, si va a sedere sul divano con le braccia incrociate al petto.

"Volevo che venisse lui a prendermi" ammette finalmente. "Sai che mi porta sempre il gelato e mi fa ascoltare le canzoni della Disney nella radio della macchina?"

"Facciamo così..." sospiro. "Lo chiamiamo e vediamo se vuole venire a cena qui, che dici? Possiamo lo stesso mangiare il gelato e ascoltare le canzoni della Disney su YouTube"

Non sono sicura di essere davvero pronta a rivedere Dominic, ma non mi piace vedere sul viso dolce di mia figlia quell'espressione corrucciata e farei di tutto pur di cancellarlo.

Anche chiamarlo e chiedergli di venire a casa mia dopo che mi sono resa ridicola con lui baciandolo e scappando via davanti alla sua proposta assurda.

"Sì, ti prego! Posso chiamarlo io?"

Il sorriso che illumina gli occhi di Rory è abbastanza per far passare momentaneamente in secondo piano la cosa, perciò cerco il numero di Dominic e le passo il cellulare in viva voce.

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