Capitolo Cinque

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Alissa

"Papà! PAPÀ! Ti prego, non lasciarmi! NO!"

Urla e singhiozzi disperati interrompono il mio sonno tranquillo e sono costretta ad aprire gli occhi, ritrovandomi davanti Aurora che si sta agitando e rotolando nelle coperte ancora ad occhi chiusi, in preda ad un incubo.

Mi avvicino a lei e la stringo tra le mie braccia beccandomi una manata in piena faccia, ma incasso senza lamentarmi. Ora l'unica cosa che mi importa davvero è riuscire ad arginare il suo dolore.

"Ehi, scricciolo... Svegliati, va tutto bene" sussurro con voce calma e confortante, sperando di aiutarla a ritornare da me.

Aurora, però, continua ad agitarsi e piangere ed il mio bonus felicità della sera prima sembra iniziare ad esaurirsi. Gli occhi mi si inumidiscono, ma cerco di essere forte per lei e le bacio la fronte sudata, le guance paffute e il nasino. "È solo un brutto sogno, torna da me piccola, ti prego"

Dopo qualche secondo finalmente la mia voce sembra farsi spazio tra le immagini dell'incubo proiettato nella sua mente, ma il cuore mi si spezza quando apre gli occhi e mi mostra le sue iridi d'ambra arrossate dal pianto. La stringo più forte al mio petto e le lascio qualche bacio tra i capelli, come se potessi in quel modo far andare via tutto il dolore.

Vorrei tanto fosse così semplice, ma so bene che, per questo, le servirebbe molto più di una semplice bacio da parte mia.

"Ehi, amore mio"

"Ma-Mamma, fa... fa male" si lamenta, gli angoli della bocca piegati all'ingiù e gli occhi che mi implorano di trovare una soluzione che io non ho.

"Lo so, tesoro... Lo so. Dimmi cosa posso fare per farti sentire meglio" dico trattenendo a stento le lacrime.

"Ch...iama p-papà, fallo tornare d-da me, ti pr...ego" mi supplica tra i singhiozzi e quello è ufficialmente anche il mio punto di rottura.

Scoppio a piangere insieme a lei, demoralizzata, perché se solo avessi potuto farlo tornare l'avrei fatto immediatamente.

Anzi, a dire il vero l'ho fatto.

Io l'ho già chiamato e non è servito a niente.

Lui non è tornato e non lo farà mai, anche se non so come spiegarlo alla mia bambina.

"Vorrei tanto poterlo fare per te, Rory" dico tra le lacrime, pensandolo davvero. Perché anche se lo odio, non ci penserei due volte a farlo tornare da lei, se solo lui lo volesse.

"E per te... N-Non manca anche a te?"

Come glielo spieghi ad una bambina di quattro anni che suo padre ti manca da morire, ma che allo stesso tempo desidereresti cancellarlo dalla faccia della Terra?

Non capirebbe, la nostra situazione è fin troppo complicata e quindi mento, come ogni volta che parliamo di lui.

"Lui non vorrebbe che soffrissimo, quindi dobbiamo essere forti e cercare di non sentire la sua mancanza, okay?"

"Perché non può tornare, allora? Se non vuole che stiamo male, perché non torna? Perché non è qui mentre noi piangiamo?" chiede sempre più arrabbiata.

"Te l'ho già detto, scricciolo" sussurro accarezzandole la schiena. "Il tuo papà non può tornare se prima non finisce il suo lavoro in giro per il mondo"

Mi odio.

Ogni maledetta volta in cui dico questa bugia a mia figlia mi odio un po' di più e odio anche suo padre per averla abbandonata.

Posso anche accettare che abbia lasciato me, ma sua figlia non se lo merita.

Lei merita di crescere serena, con un padre che la ama come dovrebbe.

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