Alissa
Il ritorno in grande stile di Zayn Malik: trasferimento ai Seattle Seahawks in vista?
Dopo una delle sedute più difficili di tutta la mia vita, sono rimasta ferma in macchina per non so quanto tempo e ho riletto quell'articolo così tante volte che potrei recitarlo a memoria.
Mentre guido verso casa con gli occhi ancora appannati da tutte le lacrime che ho versato questo pomeriggio, non faccio altro che ripetere nella mia mente quelle poche parole.
Zayn Malik.
Trasferimento.
Seattle.
Scaccio una lacrima sfuggita al mio controllo e scuoto furiosamente la testa. Mi rifiuto di piangere ancora per lui. Non voglio dargli tanta importanza, quando è evidente che per lui, invece, valgo così poco da non prendersi nemmeno la briga di comunicarmi una decisione così grande lasciando che la scoprissi attraverso uno stramaledetto articolo di giornale.
Lancio un'occhiata allo specchietto retrovisore per capire in che condizioni sono e se posso andare a prendere Rory. Quando vedo i miei occhi arrossati e il mascara colato sulle guance in orrende strisce nere, decido che non è il caso di presentarmi all'asilo in quello stato e rischiare di spaventare i bambini o, peggio ancora, alimentare i gossip spietati di madri annoiate.
Inverto la direzione e raggiungo casa di Victoria, l'unica persona che in questo momento voglio vedere e di cui ho bisogno.
Quando arrivo, ad aprirmi la porta è proprio la mia migliore amica in tuta da ginnastica, i capelli biondi raccolti disordinatamente in una crocchia e gli occhiali da vista sul naso.
"T-Ti ho disturbata?" chiedo con la voce tremolante, perché è ovvio che stesse lavorando ed ora mi sento tremendamente in colpa per essere piombata a casa sua senza avvisare con tutti i miei problemi a carico.
"Liss, ehi! Che ti succede?" domanda osservandomi preoccupata attirando l'attenzione anche di Harry, che si alza dal divano e ci raggiunge.
"Io..." provo a parlare, ma un singhiozzo mi scuote e devo fermarmi.
"Dov'è Rory?" chiede Harry questa volta, guardando attorno a me stranito.
"Ancora all'asilo"
"Perché non vai tu a prenderla, eh amore?" propone Victoria scambiandosi uno sguardo complice con il suo compagno, dato che ha capito che qualcosa non va.
"Certo, volentieri" sorride il ricciolino. "Magari la porto a fare un giro da qualche parte, che dite?"
"Scusate, ragazzi" sussurro mortificata. "Non volevo disturbare... Forse è meglio che me ne vada"
"Ma non preoccuparti, sai che tu non disturbi mai" dice Victoria mettendomi un braccio attorno alle spalle per poi farmi accomodare sul divano.
Dopo che mi sono seduta mi imita anche lei, anche se con un po' più di fatica. La sua pancia sta iniziando a diventare leggermente ingombrante e lei non ci è ancora per niente abituata.
"Come stai?" chiedo accarezzando delicatamente le gentile curva del suo addome.
"Io sto bene, sei tu che mi sembri stravolta" ribatte, lo sguardo pieno di preoccupazione. "Mi vuoi dire che sta succedendo?"
Sospiro sconsolata, come se pronunciare il suo nome mi costasse una fatica immane. "Zayn"
"E ti pareva" sbuffa alzando gli occhi al cielo. "Che ha fatto stavolta?"
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The Greatest Victory
ChickLit𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
