Alissa
Durante la nostra passeggiata verso una delle ultime tappe della giornata, la voce che Zayn si trova in giro per Chicago deve essersi sparsa perché il numero di fan che lo fermano per un autografo o un selfie aumenta esponenzialmente rispetto a questa mattina.
Zayn non perde mai la pazienza, è sempre gentilissimo con tutti, si ferma a fare foto e autografi e cerca per fino di accontentarmi non dando troppa corda alle donne che si mettono a flirtare spudoratamente con lui. Io, invece, inizio a sentirmi sempre più a disagio, come se all'improvviso fossi sotto la lente d'ingrandimento e l'idea di tutto ciò che la gente potrebbe pensare di me inizia a tormentarmi. Cerco di distrarmi guardandomi attorno e assorbendo ogni singolo dettaglio di questa città stupenda, ma nulla sembra aiutarmi a rilassarmi e Zayn deve essersene accorto perché mi attira a lui in una stretta protettiva, mentre raggiungiamo la Willis Tower.
"Ehi, sta tranquilla, okay? Ormai siamo arrivati" mi rassicura. "E poi ci sono io qui con te, come sempre"
"Forse è proprio questo che mi spaventa" ribatto. "E se la gente non mi trovasse alla tua altezza? Se non dovessi piacere?"
"Anche se fosse? Credi che me ne importerebbe qualcosa?" domanda stupito. "Ho combattuto tutta la vita per riuscire a riaverti e non ti lascerò di certo andare proprio ora che ti ho finalmente ritrovata solo perché non piaci ai miei fan. Io ti amo, Alis, e questo non riuscirà mai a cambiarlo niente e nessuno"
Commossa dalle sue parole, non posso fare a meno che baciarlo per fargli sapere quanto anch'io lo ami e quanto anch'io ho bisogno di lui, dopo una vita passata a mancarci a vicenda. So che forse non è il miglior modo di dimostrarglielo e che dovrei ricambiare quelle due paroline così semplici eppure così importanti, ma ancora non ci riesco. Non è che non mi fidi di Zayn o che non provi quello che prova lui, è soltanto che pronunciarle ad alta voce — al posto che con i gesti che faccio per lui — renderebbe tutto così vero ed io non so se sono ancora pronta a farlo, perché significherebbe dover affrontare una volta per tutte anche la paura che non è mai del tutto scomparsa dentro di me.
Credo che Zayn si sia accorto di questa cosa, ma non mi ha mai fatto alcuna pressione. E, infatti, anche adesso mentre si allontana da me, sorride e mi accarezza il viso senza mostrare la minima traccia di disappunto nel suo sguardo. "E comunque credo sia scientificamente impossibile che tu possa non piacere a qualcuno, credimi"
"Penso che alcune delle tue fan dissentirebbero volentieri"
Zayn scoppia a ridere divertito e poi mi trascina davanti all'entrata di un grattacielo di vetro così alto da un riuscire a vederne il tetto nemmeno col naso all'insù.
"Siamo arrivati" sorride davanti all'ascensore. "Pronta a salire al piano centotre?"
"Cosa c'è al piano centotre?" domando un po' spaventata all'idea dell'altezza che raggiungeremo una volta lassù.
"Lo Skydeck, una balconata costruita in vetro e sospesa nel vuoto da cui potrai godere la vista più bella di tutta Chicago"
"Detta così non sembra una cosa tanto divertente, sai?"
"Ma non mi dire! Hai paura, Foster?" ridacchia divertito.
"Certo che no!" sbuffo incrociando le braccia, ma il risultato che ottengo è soltanto quello di farlo ridere ancora più forte. "Eddai, Zayn!"
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The Greatest Victory
ChickLit𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
