Alissa
Da quando Zayn è partito, Rory ha ricominciato ad avere gli stessi incubi che la tormentavano prima di conoscerlo.
Ogni dannata notte si sveglia in panico, sognando che suo padre l'ha abbandonata e non ha più intenzione di tornare da lei.
Questa volta, però, suo padre ha un volto, quello della persona di cui più si fidava al mondo, che le ha confessato una verità che non si sarebbe mai aspettata e che poi se ne è andato di nuovo lasciandola sola con me.
Peccato che non sia io quello di cui lei ha bisogno per riprovare a credere in Zayn e nel suo ritorno.
Ed io non so più che fare.
Sono tre giorni che cerco di combattere con questa versione in miniatura di me stessa ed è tremendamente frustrante, soprattutto perché mi ha fatto capire quanto debba essere difficile per Zayn, che lo fa da mesi, sia con me che con lei.
Avrei voluto che mia figlia non imparasse da me ad essere così diffidente e spaventata nei confronti di suo padre, ma a quanto pare purtroppo siamo molto più simili di quanto pensassi. Perché, esattamente come me, Aurora lo ha allontanato fingendo che non le interessasse di lui, ma adesso che Zayn è lontano per davvero le manca come l'aria e non può fare a meno che soffrire per questa distanza. Finge che non sia così, si tiene distante da lui e gli parla a malapena, ma comunque non manca una videochiamata nemmeno per sbaglio, come se volesse in qualche modo soddisfare il bisogno che ha di colmare in qualche modo la sua mancanza senza però cedere alla sua ostinazione. Perché l'idea di dover affrontare di nuovo la possibilità che suo padre la abbandoni di nuovo la terrorizza talmente tanto da non riuscire a trovare il coraggio di lasciarsi andare ed io lo capisco. Non c'è nessuno che la possa capire più di me, ma il suo corpo — o meglio la sua mente — sembra non essere della stessa idea. Da quando ha iniziato a spingerlo fuori dalla sua vita ha iniziato a ribellarsi contro di lei e a riempiere le nostre notti di incubi che tengono sveglia non solo Rory, ma anche me.
Mi sembra di essere tornata indietro di qualche mese, mentre stringo a me Aurora in lacrime, pregandola di darmi tregua e farmi dormire per qualche ora prima di andare a lavoro. Eppure è tutto inutile, lei continua a singhiozzare, piangere e tremare tra le mie braccia.
"Vuoi che chiamiamo Zayn?" domando stremata e senza più alternative. Sono ormai le quattro di notte, tra tre ore devo iniziare a preparami per portare Rory all'asilo e andare a lavoro e non so come fare per calmarla, perché in questo periodo provare a raccontarle la storia della nostra famiglia, come facevo un tempo, sembra solo agitarla di più. Ed io non posso più andare avanti così, non senza di lui e senza ore di sonno sufficienti per affrontare tutto questo.
Come diavolo facevo una volta?
"N-No" borbotta scuotendo freneticamente la testa, come se avesse paura che non l'avessi sentita bene e volesse rafforzare il concetto.
"Perché non vuoi più parlare con lui? Gli manchi tanto, lo sai? E poi ti conosco, so che manca anche a te. Non credi che fare pace con lui ti aiuterebbe anche a dormire meglio?"
"Non è vero!"
"Io lo so che cosa provi, Rory" sospiro sconsolata. "Sono anni che vivo con quella paura nel cuore e so per esperienza che ti distruggerà, se non la lasci andare"
"Tu ci sei riuscita?" domanda in un filo di voce, puntando i suoi occhioni pieni di lacrime sui miei, curiosi, indagatori e forse anche un po' spaventati.
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The Greatest Victory
ChickLit𝓐𝓵𝓲𝓼𝓼𝓪 Fare la mamma è dannatamente difficile. Io lo so bene, dato che sto crescendo mia figlia da sola da quattro anni. O almeno ci sto provando. L'unica cosa che mi importa è la sua felicità, per questo motivo, dopo cinque anni, mi ritrovo...
