Sole e Luna, due gemelle che più diverse non si può. Una estroversa e luminosa come una fiamma danzante, l'altra timida e a tratti gelida e tagliente. A unirle Vy, lo loro sorellina minore, l'innocenza fatta persona. La loro vita è normale e monoton...
Il viaggio nel buio durò pochi istanti, ma furono abbastanza per permettere alla preoccupazione di avvelenare interamente i pensieri di Luna. Chissà se Altair e Vy erano stati fortunati quanto loro, o se invece...no, non poteva pensarci. Non doveva permettere a nulla di distrarla dalla loro missione. Sapeva che Alabaster non sarebbe stato un'avversario facile da battere, e che la loro era un'impresa al limite dell'impossibile, ma perché il sovrano continuava a rimandare uno scontro diretto? Di cosa aveva paura? I dubbi la tormentavano, e la sua determinazione tentennava. Jason e Sole erano ancora scossi per una qualche ragione che non comprendeva, i muscoli della mandibola del ragazzo erano stranamente contratti, come fosse arrabbiato. In più, Sole aveva continuato a rifuggire il suo sguardo, nervosa. Che cosa era successo... Il ritorno della terra sotto i piedi la fece barcollare, interrompendo il flusso dei suoi pensieri. Mentre ritrovava l'equilibrio, prestò poca attenzione alla gemella, che era inciampata contro Jason e ora si ritraeva indietro con le guance in fiamme, e osservò la stanza rettangolare dove erano finiti, curiosa. Dove avrebbe dovuto trovarsi il soffitto c'era una cupola leggermente allungata di vetro istoriato, che ritraeva con una magnifica perfezione la volta celeste, in un'armoniosa combinazione di vetri blu, celeste e argento. I raggi della luna, anche se di certo non la stessa della Terra, si gettavano sul pavimento e le pareti grigie, dipingendoli con tinte tenui come in un prisma notturno. Luna fu sorpresa di trovarsi in piena notte. Era sicura fossero passate poche ore da quando avevano varcato il cancello del palazzo. I suoi occhi vagarono per la sala, aveva detto alle Ombre di portarli lì perché sperava che... -Altair!- il ragazzo era in piedi in una zona poco illuminata, immobile, e Luna gli gettò le braccia al collo. Non era mai stata così felice di vederlo. Altair sembró spaesato dalla sua reazione, e la strinse appena, rigido, come se avesse paura di farle del male. Lei, d'altro canto, si pentì all'istante del gesto. Forse quello slancio di vitalità era stato un po' troppo, doveva ammetterlo. Si staccò da lui con delicatezza, senza riuscire a impedire ai suoi occhi di brillare di sollievo. Solo che... c'era qualcosa che non andava. Lo sguardo di Altair era troppo spento, e lui esageratamente freddo... -Altair, dov'è Vy?- chiese Luna con voce tremante. Lo sguardo del ragazzo si incrinó, e così fece il cuore di luna, frantumandosi come i vetri del soffitto. -Ho provato a proteggerla. Ma sono un disastro- Altair continuava a incolpare sé stesso, ma Luna stavolta non ebbe la forza di controbattere. Sì coprì la bocca con la mano, per impedirsi di gridare. No, no, no. No, ti prego. Prendi chiunque altro, prendi me, ma non Vy. Le ginocchia le cedettero, ma due braccia gelide la sorressero. Appoggiò la fronte al petto di Altair, ogni battito del suo cuore di vetri frantumati terribilmente doloroso, il respiro tremante come se le emozioni bramassero di travolgerla tutte insieme. Alabaster aveva preso Vy, la sua sorellina. Come poteva aver lasciato accadere una cosa simile? Era lei che non c'era stata quando avrebbe dovuto proteggerla, lei era la sorella maggiore, non Altair. -Mi dispiace- sussurrò il ragazzo vicino al suo orecchio, e Luna si ricordò di non poter restare abbracciata a lui all'infinito. Dovevano ancora sconfiggere Alabaster. No, prima dovevano riprendersi Vy. Cercando di riprendere il controllo su sé stessa, si allontanò da Altair, incerta. Lanciò un'occhiata sconfortata a Sole, che sembrava sul punto di una crisi isterica. -Non è possibile- boccheggiò -noi dovevamo proteggerla, cavolo, era un compito così facile. Maledizione! Perché non ce ne viene mai una giusta?- -Vy era la nostra unica arma- disse Jason a voce bassa. Luna avrebbe tanto voluto prenderlo a schiaffi per il suo improvviso pessimismo. -E ora è nelle mani del nemico. C'è solo da sperare che Alabaster non sappia del flauto altrimenti...- -Altrimenti?- una voce profonda li fece pietrificare tutti e quattro. Luna si girò, solo per incrociare lo sguardo di Alabaster che le sorrideva, amabile quanto un meteorite in pieno volto. Il suo cuore perse un battito quando si accorse che la mano dell'uomo stringeva con possesso la spalla esile di Vy. Un brivido le percorse la schiena a vedere il suo visino terreo, gli occhi sgranati dal terrore che gridavano silenziosi, e la sorella così piccola a confronto del suo aguzzino. Sembrava una bambola rotta, un fiore strappato alla terra e che ora appassiva davanti ai suoi occhi, privato dell'innocenza luminosa che aveva sempre posseduto. -Altrimenti cosa fate?- li incalzó il sovrano, affilando ogni parola in modo che si conficcasse meglio nelle loro ossa. -Altrimenti, sarà ancora più noioso vederti crogiolare nella tua boria- Sole fece un passo avanti, sfidando il sovrano senza timore, i capelli dorati che le contornavano il viso come un'aureola, bellissima e pericolosa al tempo stesso. -Consegnaci, Vy, ora- intimò la ragazza a denti stretti. Il sorriso demoniaco illuminò il volto di Alabaster come un orrendo riflettore. -Oh- sibilò -Volete la vostra amata sorellina? Allora, che aspettate? Venite a prenderla- Rise, e mentre la sua risata azzannava i pensieri di Luna l'intero palazzo tremò. I ragazzi scattarono in direzione di Vy, ma una scossa più forte delle precedenti li costrinse a fermarsi. Luna gridò mentre il soffitto di vetro s'infrangeva sopra di loro, spaccandosi in un milione di frammenti taglienti che caddero sulle loro teste in una pioggia letale e scintillante. Jason evocò una folata di vento, deviando la loro traiettoria, e questi saettarono a pochi centimetri dai loro visi, andando a schiantarsi in un frastuono assordante contro una delle pareti. Prima che Luna avesse il tempo di riprendersi dallo spavento, però, un rumore secco, di qualcosa che viene spezzato con una forza brutale, la fece bloccare. Sotto il suo sguardo atterrito, una crepa sempre più ampia tagliò a metà il pavimento, facendola indietreggiare verso le pareti. Poi le due parti si staccarono di netto, inarcandosi in maniera illogica e innaturale, spedendo lei e Altair da un lato, Sole e Jason dall'altro. Ora una voragine senza fondo li separava, e Luna poté solo lanciare un'ultima occhiata di terrore alla sorella, prima che il caos intaccasse ogni cosa.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.