Parte 45. Pausa

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Sole arrivò al faro alle prime luci dell'alba. Era ancora scossa dal turbine di avvenimenti che aveva vissuto, ma ora era tornata a ragionare lucidamente, cercando di fare il punto della situazione. Aveva incontrato Alabaster, l'aveva visto assorbire i poteri e la vita della piccola stella, e poi aveva assistito la metamorfosi della stella in un'Ombra. In pratica, non era accaduto nulla che già non sapeva, e per quanto fosse stato straziante e spaventoso, ormai era tutto finito. Si chiese come avesse fatto il sovrano a imprigionare tutte quelle stelle. Era possibile che esistesse qualcuno in grado di aiutarlo?

girano voci, in città... sussurri oscuri nelle giornate ventose...che Alabaster abbia trovato un'alleato...dicono che non abbia un cuore...che la sua anima sia fredda come la più gelida giornata d'inverno... lo chiamano cacciatore di...

E se il cacciatore di stelle fosse esistito davvero, e non fosse stato semplicemente una leggenda? Al solo pensiero di un'altra anima fredda e crudele come quella di Alabaster, Sole rabbrividì.
Smontò da Raja, entrando di soppiatto nel faro, cercando di non svegliare nessuno. Solo quando arrivò in camera decise di svegliare Luna. La gemella avrebbe capito. Si avvicinò al suo letto, scuotendola appena. Subito lei aprì i suoi occhi di zaffiro. Si mise a sedere.
-L'hai preso?- bisbigliò.
Sole annuì, mostrandole il piccolo cilindro metallico. Appena lo vide, Luna sorrise e l'abbracciò.
-Sei fantastica, Sole-
-Lo so, lo so- borbotto lei, ricambiando con una stretta fugace. Ovviamente, a Luna la cosa non sfuggì, così come il sorriso che avrebbe dovuto essere radioso e invece era troppo forzato. Corrugò la fronte preoccupata.
-Sole, che è successo?- le chiese, con tono urgente.
-Io...io l'ho visto- la gemella spalancó gli occhi ma non fiatò, e Sole continuò allora a raccontare con voce tremante.
-Aveva lui il pezzo, e così l'ho seguito, in quel castello che è così vuoto e gelido che il freddo ti entra nelle ossa. Poi è entrato in una stanza buia, e io dietro di lui. E, diamine, per poco non mi ha scoperto e mandavo tutto a rotoli. E la stanza era piena di stelle, chiuse in grossi barattoli, che sembravano combattere contro un'aura di malvagità e buio che sembrava aleggiare nell'aria. Era insopportabile- evitò di parlare delle urla nella sua testa, ma la voce spezzata e flebile suggeriva benissimo quanto fosse distrutta.
-E poi lui ne ha presa una, Luna, l'ha presa e l'ha uccisa, semplicemente stringendola nel palmo della mano, come fosse una nullità- si sforzó per impedirsi di piangere.
-E io sono rimasta a guardare, non ho fatto nulla per fermare quelle atrocità, e quando lui se ne é andato era ancora più forte di prima, come se avesse rubato la magia di quella povera stella...- la ragazza non riuscì a proseguire. Non ci fu bisogno di spiegarle che la stella si era trasformata in un'Ombra, questo Luna lo sapeva già.
-E le stelle negli altri barattoli?- chiese.
-Ho provato a farle uscire, ma credo che fossero stregati-
-Sei stata coraggiosa, Sole, nessuno avrebbe agito meglio di te- cercò di consolarla la gemella.
-Non ne sono tanto sicura- sussurrò lei di rimando.
Luna la guardò, apprensiva, e poi un sorriso illuminò il suo volto.
-Che c'é?- chiese Sole, confusa.
-Oh, nulla- disse lei con malizia -ma stavo pensando che forse oggi potremmo prenderci una pausa... magari, e dico magari, potresti andare a fare una passeggiata con Jason...nel bosco...il canto degli uccellini nell'aria...i vostri occhi che si incontrano...-
-Credimi, non è come sembra- la interruppe la sorella, rassegnata.
-Sole, ma dove hai la testa? Lui ti guarda come se fossi il centro dell'universo, ed è così tenero quando ti osserva di nascosto con quell'aria tormentata... è chiaro che prova qualcosa per te- ribatté Luna. Sole subito arrossì.
-Ne sei proprio sicura?- scrutó la gemella con sguardo indagatore.
-É così ovvio che la vostra totale negazione dei fatti mi dà sui nervi- le rispose. Sole non aveva mai visto la gemella così eccitata, e la scintilla di ironia e malizia nei suoi occhi di tempesta, così come il suo sorriso furbo, appena percettibile sotto la sua solita maschera di ghiaccio e timidezza, non presagivano nulla di buono.
-Luna, che cosa vorresti fare, esattamente?- domandò titubante.
La sorella uscì dal letto con un balzo.
-Lo vedrai- rise, mentre si affrettava a svegliare Vy e le conduceva entrambe fuori dalla camera. Sole, travolta da quell'ondata di luce e allegria così insolitamente rara nella gemella, non oppose alcuna resistenza.

Poco dopo erano tutti riuniti attorno al tavolo della cucina. Altair la scrutava diffidente, mentre l'impazienza di Jason era palpabile.
-Allora?- chiese infatti il ragazzo, osservandola con i suoi magnetici occhi color cioccolato.
-Sole ha trovato il pezzo del flauto- rispose Vy, vedendo che la sorella non intendeva proferire parola.
-Fantastico- ma continuando a studiarla, con un misto di preoccupazione e tetraggine che la infastidí. La ragazza non poté fare a meno di notare quanto fossero spettinati i suoi capelli castani, che gli ricadevano sulla fronte in ciocche disordinate che, se non fosse stata ancora arrabbiata con lui, avrebbe trovato tremendamente carine. Come sarebbe stato passarci le dita attraverso? Arrossì a quel pensiero assurdo. Dopotutto, anche se cercava di nasconderlo, Jason era ancora scostante e inavvicinabile, in un modo che le spezzava il cuore.
-Sentite- esordì Luna, torcendosi le mani -stavo pensando che, visto che abbiamo ancora una ventina di giorni prima che sia troppo tardi per sconfiggere Alabaster, oggi potremmo prenderci una pausa. Per alleggerire la tensione, insomma...-.
In effetti, come idea non era male, ma suonava così sbagliata detta da Luna, che era tutto fuorchè una perditempo. Era chiaro che stesse nascondendo qualcosa.
-Sembra un'ottima idea- venne in suo aiuto Altair, e ancora una volta la ragazza fu sorpresa di udire la sua voce. Osservò scioccata la sorella che rivolgeva al ragazzo un timido sorriso.
-Magari- continuò con più sicurezza -Sole e Jason potrebbero andare a fare una passeggiata nel bosco-
Ma Luna era forse impazzita? Cosa stava cercando di fare? Sole si sentì andare in iperventilazione. Non poteva farle questo, non aveva diritto di...
-Ovviamente potrebbero rendersi utili e cercare qualcosa di commestibile in alternativa alla zuppa di pesce, ma è solo un'idea- si affrettò a precisare vedendo l'espressione atterrita sul volto della sorella.
Sole guardò Jason, implorandolo con gli occhi di rifiutare tutta quella situazione, ma lui evitò di incrociare il suo sguardo, improvvisamente interessato alle linee del legno sul tavolo.
-Mi sembra un'ottima idea, in effetti- acconsentì il ragazzo.
Aspetta un attimo, cosa?
Sole aprì e richiuse la bocca come un pesce, cercando di dire qualcosa, qualsiasi cosa, me le parole le morirono in gola. Lanciò un'occhiata al contempo furiosa e angosciata alla sorella, che intanto annuiva soddisfatta.
-Ottimo allora, noi tre invece vedremo di fare qualcosa di divertente. Vy, che ne dici di andare in spiaggia?-
La piccola batté le mani, eccitata.
Sole si alzò di scatto.
-Per alleggerire la tensione, eh? Questa me la paghi, Luna- le bisbigliò all'orecchio, prima di dirigersi a grandi passi verso l'uscita. Ora Sole aveva un'unica certezza: le ore seguenti sarebbero state un supplizio.

 Ora Sole aveva un'unica certezza: le ore seguenti sarebbero state un supplizio

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