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Il corridoio è avvolto dal silenzio. Gli unici rumori percepibili sono le suole delle nostre scarpe che collidono con il pavimento ed i nostri respiri tranquilli. Il post allenamento è il momento che, molte volte, preferisco di più, per il semplice motivo che tutto qui dentro tace: le voci, i suoni e persino il tuo corpo stesso. Quest'ultimo necessita solo il relax, quel momento in particolare in cui i muscoli sembrano sciogliersi come gelatina al sole e la mente sembra abbandonare la postazione per volare chissà in quale mondo parallelo. In fondo è ciò che accade un po' a tutti; c'è sempre quell'istante della giornata in cui senti proprio il bisogno di lasciare tutto quello che ti lega per fuggire in qualche posto sperduto, eppure quell'istante dura poco, forse fin troppo. Basta quel modico secondo per essere catapultati malamente alla realtà, alla vita che vorresti cambiare o perfezionare ma fondamentalmente non puoi. Che poi pensi, perché non potrei? Cosa mi vieta di farlo? Cosa mi spinge a non fare qualcosa per migliorare o per far entrare quel grammo di cambiamento nella mia vita? La risposta la troviamo in noi stessi, in tutto quello che ci amalgama con le cose terrene o semplicemente con i legami che ognuno di noi instaura con gli individui, ma nella nostra testa soprattutto. Colei che ci intima a fare qualsiasi cosa, che sia muoverci o parlare, oppure ragionare. Principalmente è proprio la nostra testa che decide, che ti dà impulso per compiere ogni azione ma è anche colei che può salvarti o peggio, distruggerti. Credo che la seconda opzione sia quella più gettonata, quella più studiata un po' da tutti noi poiché tendiamo a cadere sempre in quel baratro. Capita quasi sempre di ritrovarci in bilico tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e lo possiamo notare dalle piccole situazioni quotidiane. Sono poche le cose che ci migliorano la giornata, poche ma essenziali, e troppe quelle che la peggiorano. Tendenzialmente siamo noi a decidere, a rialzarci quando si inciampa e/o a sventolare la bandiera della vittoria quando otteniamo finalmente quello che agognamo da tempo.

È tutto un circolo di cose che possono essere controllate ma che non possono cambiare il fine, o per lo meno, non sempre.

In tal caso dipende dalla persona, dalla situazione e sì, anche dalle circostanze che la stra grande maggioranza ci annientano.

La testa si affolla di tanti pensieri, dubbi, problemi e non puoi negarglielo perché è proprio questo il suo compito: sopportare, resistere e andare oltre. Ma poi, quando ti rendi conto che tutto è troppo anche per te alla fine cedi, ti arrendi e provi a sopravvivere.
Perdurare per non morire.

Lily si pizzica il labbro inferiore guardando distrattamente le sue scarpe. So che il suo cervello sta rimuginando e non posso biasimarla: anche la mia testa sta per deflagrare.

Apro la porta della mia stanza in completo silenzio avanzando verso la finestra socchiusa con l'intento di chiuderla. Di solito Lily tende a lasciarla così per far circolare l'aria e a me sta bene.

Sento il letto cigolare e capisco che si è seduta. Questa sua silenziosità mi infastidisce; solitamente non c'è un secondo in cui non parla.

« Hai avvisato Harley e Celine?» chiedo, sciogliendo lo chignon improvvisato.

Le lunghe ciocche rosse cadono morbidamente sulle mie spalle nude, leggermente arrossate dal calore dell'acqua e coperte solo da una misera canottiera nera. Fortunatamente sono riuscita a farmi una doccia e di conseguenza adesso sono molto più rilassata fisicamente. Inclino la testa prima da un lato e poi dall'altro causando lo scricchiolio delle ossa.

Aggrotto la fronte quando la risposta non arriva e mi volto guardando la bionda sdraiata supina e con le braccia incrociate al petto. La posizione è alquanto bizzarra, specialmente se mi soffermo sul cipiglio profondo sul suo viso.

« Lily» richiedo la sua attenzione e, sbattendo le palpebre, i suoi occhi si soffermano su di me.

« Scusami... dicevi?»

OLTRE I LIMITI DEL CUORE |HS|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora