Eccoci. Il giorno dell'intervento. Sono in sala operatoria,completamente nuda e con tanti cavetti collegati al petto.
Fuori, in sala d'attesa mio padre,mio zio ed Henry si stavano mangiando le mani dall'ansia.
Quando mi hanno messo la mascherina ho iniziato a sentirmi strana,poi il buio.
Quando mi sono risvegliata devono essere passate circa 5 ore. Ero confusa e sentivo molto freddo.
"Tori!"
Henry era super contento. Mi ha abbracciata stando attenta alla ferita.
"Ciao tesoro. Come ti senti?"
"Uno schifo Henry. Dove è mio padre?"
"Sta parlando col chirurgo. A quanto pare deve essere andata bene l'operazione. "
Ho annuito. Mi sono sentita felice. Per i restanti tre mesi tutto è filato liscio: mi sono ripresa bene,il mio fisico reggeva ancora ed ho vissuto tante avventure con i miei ed Henry. All'inizio mio padre non trovava simpatico Henry,ma poi ha cambiato idea.
Questa mattina a scuola la prof ci ha riportato il compito di Lettere. Io avevo preso una F. Solitamente non mi importa di queste insufficienze perché so che posso recuperare facilmente,ma stavolta è stato diverso.
Stavolta ci avevo provato davvero tanto. Ero reduce da un intervento cardiaco e a quanto pare non sono stata abbastanza brava. È stato un brutto colpo, ho sentito un nodo allo stomaco.
Il pomeriggio però sono tornata tranquilla. La squadra di basket di cui facevo parte giocava e mio padre per la prima volta mi stava vedendo sugli spalti.
Quando ho visto papà e zio Sammy orgogliosi di me mi sono sentita davvero realizzata. Li ho salutati con la mano e poi mi sono messa in riga con i miei compagni di squadra.
Per tutto il primo tempo sono stata bene. Ho anche segnato un canestro da 3 punti. Ma durante il secondo tempo ho sentito una fitta al braccio destro. Sono caduta a terra perché mi mancava il fiato e un giocatore avversario che non mi ha vista cadere mi ha pesato la testa.
Respiravo a fatica e tutti mi hanno circondata.
"Tori! Tori!"
Era la voce di mio padre. In un attimo era in ginocchio vicino a me.
"Tori andiamo piccola su è tutto ok. Rialzati tesoro."
No. Non potevo rialzarmi. Il mio cuore era arrivato al capolinea ed io lo sapevo. Quelli erano i miei ultimi istanti di vita e ne ero consapevole. La mia vita stava finendo in quel momento e non ci sarebbe stato ritorno. Sul campo da basket cercavo la vita,ma purtroppo ho incontrato la morte.
"Non lasciarmi cadere , Papà... ti voglio bene."
Poi il buio.
Mi sono ritrovata di fronte al mio corpo tra le braccia di mio padre che piangeva.
"Tori no!"
Dio ero impotente. Non potevo consolare mio padre. Non potevo fare niente di fronte al suo dolore.
"Sei pronta Tori?"
Mi sono voltata di scatto.
"Morte? Sei tu il mio mietitore? "
Ha annuito.
"Morte io non posso andarmene ora. Hanno bisogno di me."
Una lacrima è scesa sul mio viso.
"Mi dispiace Tori. Ma puoi sempre scegliere di restare qui."
Mi sono voltata verso mio padre. Ora di fianco a lui e zio Sammy C'era anche Henry che piangeva disperato.
"Morte. Non capisco. Il dottore ha detto che potevo riprendere a giocare a Basket."
"Tori non sempre tutto va per il meglio."
"Morte io resto. Non ho ancora finito."
Lui ha annuito. Poi è svanito.
Quella scena era straziante. Veder il mio corpo morto era straziante.
Il mio funerale è stato semplice. Io ero lì. Ho visto tutto. Ho visto il dolore,la rabbia,la paura. Tutto.
Poi la mia lapide. Papà ne aveva scelta una con delle piccole farfalle azzurre.
C'era una buffa scritta. Diceva:
Victoria Mary Winchester. 17 anni. La mia piccola bambina.
Poi papà ha rispettato la mia volontà. Sulla mia lapide ha fatto incidere:
"Grazie per essere venuto a trovarmi. Sono in piedi, dietro di te"
Quando sono rimasti soli Henry,Sam e papà hanno parlato tanto tra di loro.
"Ho conosciuto Tori durante la prova antincendio. E adesso non c'è più. Sapete cosa mi fa più rabbia? Questo trattino tra le due date. Tutta la sua vita è in quel trattino. Quindi ora a cosa le è servito vivere,amare e soffrire se è dovuta andarsene presto?"
Le parole di Henry mi hanno fatto emozionare. Può un cuore emozionarsi dopo che ha smesso di battere?
"Henry. Sei un bravo ragazzo e devi promettere una cosa ora. Devi promettere che andrai avanti con la tua vita. Troverai una ragazza e andrai avanti"
Henry ha scosso la testa piangendo.
"Henry. Sam ha ragione. Hai voluto bene alla mia bambina e questo non lo dimenticherò mai. Ma sei giovane e devi andare avanti."
Mio padre gli ha posato la mano sulla spalla. Lui ha accennato un mezzo sorriso. Poi se ne sono andati salutando il posto dove dormirò per il resto dell'eternità.
Io ero vicina a loro e loro nemmeno lo sapevano. Vedevo il loro dolore e sentivo le loro parole. Tutte parole dedicate a me.
Io non ho mai conosciuto il vero amore. Ma so che un ragazzo qui in città mi ha amata davvero. E chi avrebbe mai pensato che il per sempre sarebbe stato interrotto dal coltello affilato di una vita troppo breve?
La mia vita era finita,ma io avevo ancora una missione. Dovevo dire a mio padre delle cose.
Prima di andarmene per sempre dovevo parlare per l'ultima volta con Dean Winchester.
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
Fiksi PenggemarUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
