La mattina seguente mi sono svegliata sola. Erano ancora fuori per il caso. Mi sono preparata e sono andata a scuola.
Dopo le lezioni sono passata a votare per i rappresentanti della scuola. Ovviamente non ho votato per Alexander. Quando sono uscita sono andata a sbattere contro qualcuno.
"Oh scusa.."
Era Alex.
"Tori"
"Sono Victoria per te."
Ho incrociato le braccia.
"Allora per chi hai votato?"
"Ma sei serio? Sicuramente non per te"
Un sorriso è spuntato sul suo volto
"Vic,fa male vero? Fa male quando ti piace davvero qualcuno ma per lui sei solo una botta e via?"
Ero confusa
"Scusa ma che cazzo dici?"
Si è passato una mano in volto
"Vedi,a volte la vita non va come vuoi, e la maggior parte delle volte rimani fregata. Vedi questa sensazione? Da amore è diventata odio. Fa male. Ora sei ferita e delusa."
Si è avvicinato al mio orecchio.
"E posso assicurarti che non sarà l'ultima volta "
Poi se ne è andato. Lasciandomi li delusa e ancora più confusa.
Quando ho attraversato il corridoio per uscire tutti i ragazzi si sono messi ai lati e m guardavano schifati. Alcuni parlottavano. La maggior parte nemmeno li conoscevo.
Non fa niente. Lasciamoli pure parlare. Fingerò di non sentirli. Quando sono uscita e mi sono diretta verso la mia bici aveva da poco iniziato a nevicare. Fiocchi bianchi e silenziosi scendevo dal cielo e l'aria gelida che mi schizzava in viso mi faceva male. Era come avere la pelle trafitta da un milione di lame.
Faceva molto freddo e mi sono fermata in una caffetteria per prendere un cioccolato caldo da asporto.
Per un momento al caldo Della sala mi sono rilassata. Ero un fila e quando toccava a me ho ordinato e pagato.
Stavo per uscire quando un signore mi ha starnutito in faccia.
Ero shockata.
"Scusa tesoro."
Mi stavo pulendo con la manica della giacca.
"Non fa niente. Tanto peggio di così non poteva andare"
Ho bevuto il cioccolato e poi sono uscita.
Mentre pedalavo verso casa la nevicata si era fatta più fitta. Sicuramente avrebbero chiuso le scuole. E non mi dispiaceva affatto. Dopo tutto questo casino non volevo più vedere nessuno. E non so nemmeno perché mi dispiaceva dato che io non avevo fatto niente. All'improvviso il genere maschile mi evitavo proprio come io evitavo le preghiere.
Quando sono tornata a casa ero stanchissima e mi sono addormentata sul divano. Poi la notte sentivo molto freddo,Sudavo e non riuscivo a smettere di tossire.
Verso le 5 mi sono alzata e sono andata in bagno. Ho iniziato a tossire e mi sono accorta che mentre tossivo mi usciva sangue.
Perfetto. Ci mancava solo la polmonite.
Sono uscita dal bagno in pigiama. Beh il mio pigiama è a dir poco fantastico:i pantaloni neri con gli Hot dog proprio come mio padre Dean, una vecchia maglia a maniche lunghe grigia e le babbucce orsetto.
Mi sono seduta sulla poltrona e mi sono misurata la febbre. In quel momento mio padre e zio Sam fanno rientro.
Mio padre aveva dormito poco.
"Buongiorno Tori. Già sveglia?"
"Sto poco bene"
Il termometro suona. Misurava 39.
"Oh no"
"Che succede?"
Mio zio mi mette una mano in fronte.
"Tori sei bollente"
"Puoi accompagnarmi dal medico?"
"Certo piccola"
Mi sono messa in tuta e mio zio mi ha portata dal medico. Molta altra neve era caduta durante la notte e si gelava.
Mi avevano prelevato del sangue e stavo aspettando i risultati.
"Perché Dean è stanco?"
"Ha fatto serata anche ieri"
"Ancora?"
Mio zio ha fatto spallucce
"Come è andata la scuola ?"
"Sempre il solito."
Non era vero. Era tutto peggiorato e non capivo il perché.
Il medico rientra con i miei risultati.
"Ho delle brutte notizie. Tori non hai la polmonite, hai la tubercolosi "
"Come la tubercolosi? Ma non è estinta? "
"No. Prendi tutti questi antibiotici e nei giorni seguenti potresti perdere peso. Mi raccomando, riposo"
Siamo tornati a casa. Io mi sono messa sul divano col pc.
Mio padre e zio Sam parlavano in biblioteca. Mi vibra il cellulare. Era una notifica del sito della scuola.
Molto ragazzi mi stavano attaccando. Ma io non avevo fatto nulla.
Un messaggio diceva: Non ti amerà mai nessuno.
Mi ha fatto davvero molto male. Ho gettato il telefono sul divano e mi sono sdraiata sul divano con la faccia coperta da un cuscino.
Sento dei passi.
"Troiottolina? "
Mi scopro la faccia. Mio padre mi stava a distanza mentre mi parlava.
"Come hai fatto a prendere la tubercolosi? "
"Un idiota mi ha starnutito addosso"
Ha iniziato a ridere.
"Non è divertente "
"Senti. Hai un aspetto di merda,ma non è solo per la malattia. Che succede ?"
Ero titubante. Erano poche le volte in cui io e mio padre parlavamo di sentimenti. Ma ora avevo questo occasione servita su un piatto d'argento. Quindi il dilemma era: gli racconto questo mio dramma o fingo di star bene come sempre?
Dovevo ingoiare il mio orgoglio. Così mi sono fatta coraggio e gli ho parlato.
"Ecco vedi.. Io sono così tanto inamabile?"
"Piccola perché pensi questo? "
"Sono successe delle cose a scuola e d ecco... la mia unica risposta a queste cose che mi sono successe è che io sono inamabile."
Si stava arrabbiando.
"Tori che è successo a scuola?"
Non volevo dirgli proprio tutto,anzi ora mi sentivo stupida per aver cercato di parlare con mio padre di questi problemi da adolescente. Forse era meglio zio Sam. Lui sa sempre cosa dire. Poi però qualcosa mi ha distratta.
"Posso rispondere io a questo"
Ci siamo voltati di scatto. Era Crowley.
Fine 2 parte.
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
