Istinto materno pt3

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Mi sono messa l'accappatoio ed ho avvolto Dean in un asciugacamani.

"Ok sta buono qui mentre io chiamo Sam"

Ho posato il bambino sul letto. Poi ho composto il numero di Sam

"Sam? "

"Josh! Bene finalmente. Abbiamo una pista,ma ci servono ancora un paio di giorni. Pensi di farcela?"

No. No Sam non posso farcela. Finirò col fargli del male.

"Certo. Ho tutto sotto controllo"

Che bugiarda che sono

"Hey. Andrà tutto bene. Cas ha ragione. Non puoi fargli del male."

Ho ingoiato le lacrime.

"Va bene. Sam chiamami se ti serve qualcosa"

Ho riattaccato e mi sono messa a sedere con la testa tra le mani.

"Dean mi dispiace. Sono un fallimento come madre. Ti giuro che mi faccio strappare le ovaie quando tutti sarà finito. Andiamo come posso occuparmi di un bambino nostro se non so nemmeno occuparmi di te. Non riesco a capire perché vomiti di continuo..."

Poi ho avuto un'illuminazione. Mi sono alzata e sono andata a leggere le istruzioni sul barattolo di latte in polvere. Ecco. Diceva dai sei mesi in su.

"Dean ho capito. Sei troppo piccolo per questo. Adesso ci vestiamo ed andiamo a comprare da mangiare"

Dopo aver messo una tutina verde a Dean ed essermi vestita siamo usciti. Ho deciso di fare una passeggiata a piedi perché era una bella giornata.

Invece di prendere la macchina ho preso una banda elastica per tenere Dean sul petto come se avessi un trasportino.

Aveva il visino poggiato alle mie clavicole e le manine sulla mia pelle.

Al supermercato ho preso del latte in polvere per neonati,dei biscotti al cioccolato per me ed un milkshake al cioccolato.

Tornando a casa stavo bevendo il milkshake mentre parlavo con lui.

"... ed ecco perché sarebbe meglio non  abbassare le scale. Come ti ho già detto quando avevo 8 anni volevo fare la scienziata ed ho abbassato tutte le scale di casa di mezzo millimetro,mio padre è caduto,ha sbattuto la faccia e si è rotto la clavicola"

Ho riso ripensando a quella scena. Poi ho guardato giù. Lui stava poggiato a me e provava a masticare la mia spalla. Ma non aveva i denti.

"Non ti interessa vero? O non mi capisci. Perfetto adesso parlo anche coi neonati. Sto messa bene"

Sono entrata nella stanza del motel ed ho messo Dean nella culla. Poi ho preparato un biberon per lui.

Sam mi ha inviato un messaggio. Dovevo aiutarlo con una ricerca. Mi sono seduta con Dean un braccio ed ho cercato quella informazione mentre lui mangiava. È stato piuttosto scomodo.

Sam voleva vedere tutte le transazioni che Judith aveva fatto con la carta di credito. Non è stato difficile hackerare i server. Dopo avergli mandato i dati ho fatto degerire Dean e lo ho messo nel culla.

Mi vibra la tasca. Era un messaggio di Sam.

"Grazie Josh. Ci siamo quasi"

Ho sorriso ed ho aperto un pacco di biscotti al cioccolato. Dean mi guardava.

"Non giudicarmi."

Ero piuttosto stanca. Da quando Dean è tornato bambino non riuscivo più a dormire. Avevo bisogno di riposare.

Lui ha iniziato a sbadigliare,poi si è addormentato. Io mi sono sdraiata a letto e volevo combattere con il sonno. Non potevo addormentarmi,ma non ce l'ho fatta.

Non so quanto tempo sia passato,ma mi hanno svegliato le sue urla. Ho avuto un colpo al cuore e mi sono alzata con uno scatto fulmineo. Ho preso in braccio Dean.

"Hey,hey piccolo. Va tutto bene. Shh. Sono qui"

Lo cullavo. I sensi di colpa stavano crescendo.

"Shh è stato solo un brutto sogno. O forse devi essere cambiato"

Ansia e panico facevano parte di me ora. Ho posato Dean sul fasciatoio e lo stavo cambiando.

Poi l'ho preso in braccio. Lui si stava calmando,ma io no. Mentre lo cullavo ho iniziato a piangere.

"Mi dispiace Dean. Faccio schifo come madre."

Lui faceva dei piccoli versetti con la bocca. L'ho avvicinato alla mia faccia per dargli un bacio,ma è stato lui che ha baciato il mio naso. L'ho guardato. Lui era tranquillo e rideva. Io non potevo smettere di piangere e lo ho abbracciato forte.

Lui aveva bisogno di me come io avevo bisogno di lui. Ma tutto questo è una responsabilità troppo grande ed una come me cresciuta nei bassifondi, senza mamma, con un padre giovane e assente non può farcela.

Mi sono seduta sul letto ed avevo poggiato Dean sulle mie cosce. Lo guardavo nei suoi occhi verdi.

"Dean... tu stai bene? Non so se mi senti, se mi capisci, ma sappi che ce la sto mettendo tutta. Mi dispiace di sbagliare tutto"

Gli ho accarezzato il pancino e lui ha riso. In quel momento ho capito che io ero la sua protezione.  Dovevo tenerlo al sicuro.

"Dean tieni duro,manca poco"

Gli ho dato un bacio in testa e mi sono alzata con lui in braccio. Era mattina o pomeriggio, non ricordo. Ho perso la cognizione del tempo.  Ma mi è venuta un'idea insensata.

"Vieni con me"

Ho messo Dean sul seggiolino ed ho acceso il motore.

"Tranquillo Dean. Adesso ti porto dal pediatra."

Volevo essere sicura al 100% che fosse sano. L'ambulatorio non distava tanto,era tutto così colorato in quella sala d'aspetto.

Ero seduta su una sedia ed avevo Dean in braccio.

Tutte le altre mamme mi guardavano in modo strano. Mi sentivo a disagio a pensare che tutto questo un giorno sarebbe stato normale.

Una mamma con una bambina di circa 3 anni mi si avvicina.

"Scusi signorina?"

Mi sono voltata.

"Mi scusi. Non vorrei disturbare, ma lei ecco ci sembra troppo giovane per essere la Mamma. È sua sorella?"

"Nope. Sembro giovane ma ho 24 anni e questo piccino è uscito dalla mia vagina"

Una mamma ha tappato le orecchie alla figlia.

"Che c'è ? Si ho detto vagina.  Non è mica una parolaccia. Tutte noi ne abbiamo una"

La mamma gentile ha continuato a parlarmi.

"Non preoccuparti. Sei stanca e si vede dal viso. Questo piccolo Porta via un sacco di energie,ma ne vale la pena,credimi. Come si chiama?"

"Dean"

"Beh Dean sappi che sei molto fortunato ad avere una figlia così giovane e bella. Sei al sicuro"

Ho sorriso di nuovo. Tutti continuavano a dirmi che il bambino sarebbe stato al sicuro con me.

"Josh Carter?"

Quando l'infermiera mi ha chiamata mi sono alzata. Scusa Dean ma devo farti visitare.

Fine terza parte

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