Non ti dimenticare di me pt3

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Dopo aver detto addio ai ragazzi sono tornata alla mia stanza di motel. Ho preso la mappa ed ho isolato quella zona. Era la sponda del lago Michigan.

Ho preso lo zaino e la mia mappa. Prima di raggiungere il lago però sono passata davanti a scuola. Dovevo  farmi espellere? Bene.

C'era una telecamera che inquadrava proprio sotto la finestra del preside. Ho preso uno dei mattoni dal cortile ed ho distrutto la finestra. Poi ho guardato verso la telecamera mostrando il dito medio.

Bene. Ho camminato parecchio per raggiungere il lago. Faceva molto freddo e mi si vedeva il fiato. L'unica fonte di luce era la luna che brillava nel gelido cielo. La zona era un po' isolata,ma la ho trovata subito grazie agli indizi che Cas mi aveva segnato sulla mappa.

Ho iniziato a scavare inginocchiata sul freddo terreno. Scavavo a mani nude,il dolore era lancinante e l'aria fredda tagliava il mio respiro. Tremavo, ma non potevo fermarmi. Sono rimasta li a scavare per tanto tempo e la buca era abbastanza profonda,ma dopo tanto l'ho trovata.

Quando l'ho presa in mano con le mani tremanti l'ho avvicinata al mio petto. Mi tremava anche la bocca. Le notti d'autunno e inverno nella città del vento sono rigidi e quando la temperatura scende sotto lo 0 non lasciano scampo.

"C-castiel. L'ho trovata."

Un brivido mi ha avvolta. Ho riaperto gli occhi e mi sono ritrovata su una moquette inginocchiata. Non eravamo al bunker. Quando ho alzato la testa ho visto Sam,Dean e Castiel.

Mi sono alzata. Avevo la tavoletta tra le mani sporche di sangue. L'ho data a Castiel che mi ha ringraziata con un sorriso.

Sam mi ha abbracciata.

"Stai bene Josh?"

Ho annuito, anche se non era vero. Poi mi sono voltata verso Dean. L'ho abbracciato forte e gli ho dato un bacio sulle labbra.

Sono rimasta abbracciata a lui,con la testa sul suo petto.

"Mi sei mancato Dean"

Ha riso.

"Sei stata via solo due giorni"

"Lo so. Ma mi sei mancato Dean. Ho capito che io devo stare con te. Indipendentemente da quello che succederà"

Mi ha dato un bacio sulla fronte ed io ho chiuso gli occhi. In quel momento mi sono anche dimenticata del dolore alle mani,se non fosse per Castiel che mi ha posato due dita in fronte.

"Ecco fatto. Va meglio ora?"

"Si. Grazie."

Mi sono staccata dall'abbraccio di Dean. Lui ha preso in mano la tavoletta.

"Bene. Ora possiamo usarla per lavorare con Jake. Mi fido di lui. Stando alle parole di papà Jake era uno dei migliori"

Non lo sapevo. Come ha potuto nascondermi una cosa del genere?

"Dean,dove ci troviamo ora?"

"Siamo a Chicago. Abbiamo appuntamento con tuo padre qui stanotte"

Sam e Cas erano davanti al computer. Dean scrutava la tavoletta. A me è venuta un'idea.

"Ragazzi. Io devo andare a fare una cosa. Ci vediamo dopo"

Sono uscita dal motel e mi sono guardata attorno. Sapevo dove mi trovavo. Così ho iniziato a camminare verso il cuore del South side,dove stava il bar Evergreen.

Quel bar era gestito da Ray,uno dei miei migliori amici ai tempi del liceo. Era un bar di Abitue, ovvero sempre pullulato dalla stessa gente. Sono andata li perché sapevo che mio padre era lì.  Tutti i giorni,tutti gli anni. Stessa storia,stesso posto,stesso bar. Il suo posto fisso. Se lo perdevo ero sicura di trovarlo li. O al tavolo da biliardo o svenuto.

Mi sono fermata davanti alla porta. In cima la brillante scritta "evergreen" illuminava il viale leggermente scurito dal calare della Sera.

Ho preso un respiro profondo. Adesso o mai più e sono entrata.

Non è cambiato di una virgola da quando me ne sono andata. Il bancone sulla destra con Ray che puliva i bicchieri. Di fronte a lui qualche cliente abituale beveva birra. Ray alza gli occhi e quando mi vede entrare sorride a cuore aperto,come per dirmi "bentornata". Gli mando un bacio in risposta.

Mentre cammino sento gli occhi addosso. C'è un brusio sottovoce,tutti che si chiedono "Ma è lei? Che ci fa qui?" Ma non do importanza. Continuo a camminare fino al tavolo di biliardo.

Mio padre è di spalle ed io vedo che sta fumando una sigaretta. Joe e piegato sul tavolo,si concentra per mandare la 7 in buca. Cosa che gli riesce.

Quando si alza per dare il cinque a Jake si accorge di me. Un'espressione di stupore nasce sul suo viso. Mio padre si volta per capire cosa stesse fissando Joe e mi vede.

"Josh?

"Ciao" dico io con un po' di paura.

Joe si morde il labbro. "Oh mio Dio. Eri tu. Nel 94 eri tu"

Ho annuito.

Aveva capito tutto. Mi sono avvicinata a loro.

"Come ho fatto a non capirlo dopo tutti questi anni? Lana non è mai esistita. Eri tu Josh."  Esatti papà.  Sono sempre stata io.

Joe ha posato la stecca e si è avvicinato a me. Mi ha sorriso.

"Non ti ho mao dimenticata,Lana. E non mi sono mai reso conto che Lana era in realtà Josh. Ovvero tu."

Ho abbassato lo sguardo e lui mi ha accarezzato i capelli. Ho guardato mio padre.

"Arrabbiati?"

"No. Shockati direi"

"Sentite mi dispiace di essere piombata li come se fosse normale,ma ho avuto le mie ragioni... ma come al solito ho incasinato tutto"

Joe sapeva del "lavoro"?

Mio padre ha spento la sigaretta. Joe ha incrociato le braccia al petto.

"Ecco perché non potevamo stare insieme."

Non lo ha mai dimenticato. Quanto avrà sofferto in tutti questi anni? Prima di andare nel 94 mi ricordavo che Joe si era sposato pochi anni prima,adesso noto che porta ancora la fede,spero che nella sua vita non sia cambiato nulla.

"Joe. Non potevamo stare insieme perché io non appartengo a quegli anni. Sono nata qualche mese dopo,ma bene o male noi siamo stati sempre insieme. Senza saperlo Lana è sempre stata al tuo fianco. E tu hai mantenuto la promessa"

Fine terza parte

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